Roma indaga sul sequestro della Flotilla. Ben-Gvir nel mirino

AGI - La Procura della Repubblica di Roma ha avviato una serie di accertamenti di natura penale in merito al recente sequestro della delegazione di attivisti della Global Sumud Flotilla, bloccata dalle forze militari israeliane in acque internazionali al largo delle coste di Cipro. L’iniziativa giudiziaria della magistratura capitolina fa seguito a un dettagliato esposto presentato formalmente dal team legale della Flotilla, volto a fare luce sulle modalità dell'arrembaggio e sulle privazioni della libertà personale subite dai cittadini italiani a bordo.

Al centro dell'attenzione degli inquirenti romani vi è la ricostruzione della catena gerarchica che ha ordinato e condotto l'operazione in mare aperto. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate della procura capitolina, le posizioni sotto osservazione da parte degli investigatori sono attualmente dieci. Tra i profili al vaglio spicca il nome del ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, con i vertici operativi e ai quadri intermedi delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) che hanno pianificato l'intercettazione dell'imbarcazione.

L'inchiesta e la catena di comando

Dagli ambienti giudiziari di piazzale Clodio si mantiene il massimo riserbo sul possibile coordinamento internazionale, precisando tuttavia la natura preliminare delle attività in corso: "Non si tratta di iscrizioni sul registro degli indagati, ma di approfondimenti investigativi"

I magistrati intendono verificare la sussistenza di estremi di reato punibili secondo la giurisdizione italiana, data la presenza di connazionali tra le parti lese e il potenziale teatro di violazione del diritto internazionale della navigazione in acque extraterritoriali.

Gli interrogatori degli attivisti in Italia

Il quadro probatorio si arricchirà in modo significativo nei prossimi giorni. È infatti atteso l'avvio formale delle audizioni dei 29 attivisti italiani della Global Sumud Flottilla che erano stati trattenuti dalle autorità israeliane e successivamente rimpatriati.

I verbali, che verranno trasmessi ai magistrati titolari del fascicolo, saranno raccolti dagli agenti della Squadra Mobile di Roma. Agli investigatori della Polizia di Stato spetterà il compito di raccogliere le testimonianze dirette sui momenti dell'abbordaggio, sulle condizioni di detenzione temporanea e sulle modalità di trasferimento forzato subite dal gruppo.

Il contesto internazionale e i precedenti

L'episodio si inserisce in un contesto di fortissima tensione geopolitica nel Mediterraneo orientale. La spedizione della Global Sumud Flotilla, organizzata da una rete internazionale di fazione pacifista e umanitaria, si proponeva di sfidare il blocco marittimo e di convogliare aiuti verso la striscia di terra palestinese, denunciando la crisi umanitaria in corso.

L'intervento delle unità navali dell'IDF, avvenuto secondo i legali della Flottilla in piena zona economica esclusiva internazionale e ben al di fuori delle acque territoriali israeliane, ricalca dinamiche già registrate in passato, come il noto precedente della Freedom Flotilla nel 2010. Israele, dal canto suo, ha storicamente rivendicato la legittimità delle proprie operazioni navali a tutela della sicurezza nazionale e per il contrasto al contrabbando, considerando i tentativi di forzatura del blocco come provocazioni ostili dirette. La palla passa ora alla magistratura di Roma per determinare i confini di rilevanza penale dell'azione subita dai cittadini italiani.

Palermo, 22 ferita alla testa da un proiettile vagante dopo una rissa tra due gruppi

AGI - Una ragazza di 22 anni è stata ferita alla testa da un proiettile vagante domenica notte a Palermo in via Quintino Sella, non lontano da via La Lumia, una delle zone della movida notturna. Il ferimento sarebbe avvenuto al culmine di una rissa tra due gruppi contrapposti. La ragazza è ricoverata all'ospedale Villa Sofia, deve essere operata ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Sull'accaduto indagano i carabinieri che - come da prassi - acquisiranno le immagini dagli impianti di videosorveglianza oltre che ascoltare possibili testimoni. 

Un 20enne interrogato in caserma

Un giovane di 20 anni in queste ore è in caserma dai carabinieri di Palermo per essere interrogato. Il sospetto degli investigatori del comando provinciale dell'Arma di piazza Verdi, è che possa essere colui che avrebbe sparato. La giovane è stata operata d'urgenza e non è in pericolo di vita e il proiettile è stato estratto dalla scatola cranica. La vittima era in auto con un ventenne, probabile obiettivo di chi ha usato l'arma. Fondamentale per ricostruire in parte la sequenza le immagini degli impianti di videosorveglianza. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria

Oltre il referendum c’è di più. I dati definitivi e ufficiali devono ancora essere certificati, è vero, ma una prima analisi del voto amministrativo che avrebbe dovuto portare alle urne 6 milioni di italiani (e invece ne ha portati poco più della metà) consegna la foto di un pareggione tra centrodestra e centrosinistra, con una città che spariglia, Venezia, e fa pendere la bilancia politica a favore di Giorgia Meloni

La vittoria di Venturini suona come una sberla al campo largo

I dati saranno poi pesati, letti e valutati in controluce, ognuno canterà vittoria, nessuno pronuncerà la parola sconfitta. Ma quando sui desk delle redazioni è arrivata la prima notizia della possibile e non prevista vittoria in Laguna di Simone Venturini, civico di centrodestra, sul compassato dem Andrea Martella, la lettura che ha prevalso è stata quella di una sberla al campo largo. O perlomeno, di un sano bagno di realismo dopo la sbornia del referendum. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Simone Venturini (Imagoeconomica).

Le battaglie nazionali alle Comunali contano poco

Perché troppi nei palazzi avevano fatto una facile equazione: Meloni sconfitta al referendum vuol dire Meloni sconfitta alle Politiche tra un anno. E invece oltre al No al referendum c’è di più. Innanzitutto chi bazzica un po’ la politica sa che le elezioni amministrative anticipano i trend politici ma non si fanno anticipare da loro. Chi spera di conquistare i Comuni grazie alle battaglie nazionali spesso sbaglia. Contano i candidati forti e non piazzati a fine carriera (e in questa tornata hanno vinto o i giovani o i capipopolo, come Vincenzo De Luca pronto a tornare regnante della sua Salerno per la quinta volta), contano i programmi più puntuali, dal futuro dei bus alla realizzazione di un marciapiede. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Vincenzo De Luca (Imagoeconomica).

Al campo largo non basta che il centrodestra combini guai

Eppure tutti a Venezia, dopo i disastri del trio Nordio-Venezi-Buttafuoco/Giuli, si aspettavano la vittoria del senior Andrea Martella sul giovane braccio destro dell’uscente Brugnaro. La vittoria del diligente e ordinato centrosinistra però non è arrivata nemmeno a fronte di un centrodestra pasticcione e scombussolato. Perché evidentemente non basta al campo largo che il centrodestra combini guai, nemmeno guai di rango internazionale, per vincere le elezioni. Un promemoria, questo, arrivato abbastanza in tempo per correre ai ripari, se Elly Schlein e Giuseppe Conte capiscono il messaggio. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La scelta di un sindaco scalda meno del No al referendum

Martedì con calma si cercherà anche di capire perché l’affluenza continua a calare; si cercherà di capire se, come molti temono, quei giovani corsi in massa a votare No al referendum sulla giustizia siano rimasti invece a casa quando si trattava di scegliere un sindaco. Ma intanto il messaggio degli elettori è arrivato forte e chiaro: servono programmi concreti e non ambigui, alleanze certe, candidati brillanti, insomma un progetto con la P maiuscola. Gli errori degli altri, l’antipatia degli italiani per Trump, la timidezza del governo nel criticare Israele, i salari bassi, le ristrettezze della sanità pubblica, non bastano. Per vincere, oltre al No, serve di più. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Giorgia Meloni (Ansa).

Preparava un attacco con coltello a Reggio Emilia, arrestato 22enne

AGI - La polizia di Reggio Emilia e Bologna ha fermato un 22enne italiano, di origini marocchine, con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. L'operazione è iniztata nella serata di giovedì, dopo che gli investigatori erano venuti a conoscenza della sua volontà di 'compiere un attacco armato di coltello nelle vie del centro di Reggio Emilia.

La partita di basket e il concerto

Per quella sera, inoltre, erano previsti una partita di basket con migliaia di spettatori e un evento musicale in piazza San Prospero. Poco dopo, il ragazzo è stato rintracciato dagli agenti della Squadra Volanti e della Digos nei pressi della centralissima via Emilia, in via Roma. Già conosciuto dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione che lo monitorava dal 2024, quando era stato arrestato in Germania, il ragazzo si era dichiarato più volte un sostenitore dello Stato Islamico e aveva affermato di voler agire in suo nome.

Una volta accompagnato in Questura, è emerso che il 22enne avrebbe avuto contatti, tramite una piattaforma di messaggistica, con un presunto sostenitore del Daesh che gli avrebbe proposto di istruirlo e finanziarlo al fine di compiere un attentato, in Italia o all'estero, proposta alla quale avrebbe acconsentito dichiarandosi, ancora una volta, un sostenitore dello Stato Islamico.

Il ragazzo che ora si trova nella Casa Circondariale di Reggio Emilia. L'attività è stata effettuata dagli uomini della Digos di Reggio Emilia e Bologna e coordinata dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione, dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal procuratore capo Calogero Gaetano Paci, e dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Bologna, diretta da Paolo Guido, ha avuto inizio

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso

Secondo i suoi detrattori più incalliti è più bravo ad allenare i giornalisti che i giocatori. Nel senso che Massimiliano Allegri, reduce da un cocente fallimento alla guida del Milan che ha portato al suo esonero, è forse il tecnico della Serie A che più gode di buona stampa. Difficilmente finisce sul banco degli imputati, spesso viene assolto anche di fronte a risultati modesti. Che impallinerebbero qualsiasi altro collega meno protetto. Insomma, una narrazione benevola, alimentata in particolar modo da una nutrita e agguerrita schiera di opinionisti che popolano le tivù e i salotti in cui si litiga sul pallone difendendo la posizione del 58enne livornese con un trasporto che tradisce amichettismo. Questa volta però, almeno involontariamente, anche la carta stampata ha teso un imprevedibile agguato a Max. E per di più su La Gazzetta dello Sport, il quotidiano più letto d’Italia e di certo nella lista di quelli indulgenti con Allegri.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso

“Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”

A pagina 4 della Rosea, infilata proprio tra gli articoli che raccontavano la disfatta rossonera in casa contro il Cagliari, lunedì 25 maggio è comparsa un’enorme pubblicità sul wrestling che sponsorizzava la Wwe trasmessa in esclusiva su Netflix. Peccato che il claim fosse questo: “Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”, con tanto di immagine di un calcione in faccia tra due combattenti sul ring. Beffardo, quasi canzonatorio per l’allenatore del Milan che aveva metaforicamente appena sbattuto il muso fortissimo, mancando in modo clamoroso la qualificazione alla Champions League 2026-2027 per colpa della sconfitta a San Siro, dopo essere stato tra le prime quattro posizioni praticamente per tutto il campionato. Un flop così fragoroso da costargli il posto, con la cacciata ufficiale nemmeno 24 ore dopo.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
La beffarda pubblicità sul wrestling.

Per chi fosse sbarcato da Marte nel weekend, quella del corto muso è una filosofia teorizzata da Allegri il 13 aprile 2019, quando allenava la Juventus, dopo una partita persa a Ferrara contro la Spal: «Sei intenditore di ippica?», chiese a un giornalista in conferenza stampa. «Nelle corse dei cavalli non c’è bisogno di vincere di cento, basta mettere il musetto davanti. Fotografia: corto muso».

Game over per i “risultatisti” senza risultati

Pragmatismo e vittorie speculative al fotofinish, senza dare spazio allo spettacolo: il neologismo divertì tutti tantissimo e finì sulla Treccani nel 2021, ma dopo quel campionato il tecnico non ha vinto (quasi) più nulla, eccezion fatta per una Coppa Italia nel 2023-2024. A dimostrazione che il modo sparagnino e “risultatista” di intendere lo sport (e la vita) è stato superato dalla storia e dall’evoluzione del calcio, che va nella direzione dei “giochisti” alla Cesc Fabregas (Como), chiamati con disprezzo «filosofi» dalla claque allegriana, ma che alla fine guarda caso hanno superato il Milan all’ultima curva, per un punto. Di corto muso.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
L’allenatore del Como Cesc Fabregas (foto Ansa).

Da “Solo Max” alla rivoluzione che gli è costata la panchina

E pensare che fino a tre giorni prima la stessa Gazza titolava in prima pagina “Solo Max”, profetizzando per lui un contratto allungato fino al 2028 con ingaggio alzato da cinque a sei milioni di euro l’anno più bonus. Poi è arrivato lo sgambetto cagliaritano e la rivoluzione degli assetti societari che non ha risparmiato nemmeno l’allenatore. Il proprietario Gerry Cardinale ha pubblicato un comunicato ufficiale nella serata di lunedì: «È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell’area sportiva del club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore sportivo Igli Tare, dell’head coach Massimiliano Allegri e del direttore tecnico Geoffrey Moncada». Eppure, secondo radio mercato, forse il tecnico potrebbe trovare subito una nuova sistemazione al Napoli, chiamato dal presidente Aurelio De Laurentiis. Un altro che rischia così di farsi abbindolare dalla grancassa mediatica dei tirapiedi di Max. Fino al prossimo colpo sul muso.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
La prima pagina de La Gazzetta di giovedì 21 maggio 2026.

Sospetti casi di ebola nel Comasco: test su due persone rientrate dall’Uganda

Due persone residenti in provincia di Como e da poco rientrate dall’Uganda sono in isolamento all’ospedale Sacco di Milano per sospetta ebola, virus che sta colpendo in modo grave alcuni Paesi dell’Africa: si tratta di un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso. Entrambi hanno accusato sintomi e, prelevati dalle loro abitazioni, sono stati portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano.

Sono rientrati da una zona non lontana da Congo e Ruanda

Come ha spiegato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Milano, i pazienti «appartengono a due nuclei familiari diversi di persone che lavorano come cooperanti in Uganda» e sono rientrati «da una zona non lontana da Congo e Ruanda, dove sono rimasti tre mesi». La notte scorsa i due hanno avuto sintomi che possono anche essere riconducibili all’ebola: da qui l’attivazione del protocollo. Dei due pazienti, quella in condizioni più serie è a donna: «I sintomi in realtà fanno pensare più alla malaria, che aveva avuto anche la figlia prima di rientrare in Italia. Attendiamo a breve l’esito dei primi test». L’uomo portato al Sacco ha invece febbre non elevata e sintomi gastrointestinali lievi. I familiari dei due pazienti sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni.

Trump lega le trattative con l’Iran agli Accordi di Abramo

«I negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran stanno procedendo bene! O si raggiungerà un ottimo accordo per tutti, oppure non ci sarà alcun accordo: si tornerà al fronte, ma più forti e determinati che mai, e nessuno lo vuole!». Lo ha scritto Donald Trump su Truth, a stretto giro dalle affermazioni del segretario di Stato Marco Rubio, che ha fatto intendere di un accordo in dirittura di arrivo. Il presidente Usa, sempre sulla sua piattaforma social, ha legato le trattative con Teheran agli Accordi di Abramo a cui, ha spiegato, dovrebbero aderire anche Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania.

Trump: «Arabia Saudita e Qatar dovrebbero firmare subito»

Trump, nel suo post, ha scritto di aver parlato con leader e ministri dei vari Stati citati, a cui ha spiegato che «dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di ricomporre questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio per tutti questi Paesi, come minimo, firmare simultaneamente gli Accordi di Abramo». Il presidente Usa ha poi aggiunto: «Può darsi che uno o due abbiano una ragione per non farlo, e ciò sarà accettato, ma la maggior parte dovrebbe essere pronta, disposta e in grado di rendere questo accordo con l’Iran un evento di portata ben maggiore rispetto a quanto sarebbe altrimenti». Arabia Saudita e Qatar, ha sottolineato Trump, dovrebbero «firmare immediatamente» e «tutti gli altri dovrebbero fare altrettanto». E in futuro, ha aggiunto il tycoon, sarebbe auspicabile anche l’adesione dell’Iran.

Delegazione iraniana di alto livello a Doha per nuovi colloqui

Intanto, secondo quanto riferito all’Afp da una fonte, una delegazione iraniana di alto livello, comprendente il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, è giunta a Doha, in Qatar, per discutere l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo sblocco dei fondi congelati, «contemplata nel Memorandum d’intesa come parte di un eventuale intesa finale».

Allerta caldo in Italia: bollini arancioni in 12 città

AGI - È attivo il Piano di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, per proteggere la salute soprattutto nelle persone più vulnerabili. Il programma di attività, rende noto il Ministero della Salute, prevede l'elaborazione giornaliera di un bollettino sulle ondate di calore città-specifico, oggi al debutto; l'invio al Centro di riferimento locale (CL) competente per gli interventi di prevenzione socio-sanitaria; la pubblicazione dei bollettini sul portale del Ministero per l'informazione generale alla popolazione.

I bollettini sulle ondate di calore sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, nell'ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero. Vengono pubblicati, come ogni anno dal lunedì al venerdì, dal 25 maggio al 20 settembre. Nel bollettino sono indicati 4 livelli di rischio graduato: livello 0 - Nessun rischio; livello 1 - Condizioni meteorologiche di pre-allerta che precedono un livello 2; livello 2 - Temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nei sottogruppi di popolazione suscettibili; livello 3 - Ondata di calore: condizioni di rischio elevato (livello 2) persistenti per 3 o più giorni consecutivi.

Il sistema operativo è dislocato in 27 città italiane e consente di individuare, giornalmente, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute, soprattutto dei soggetti vulnerabili: anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza. Le città monitorate sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

Dal portale del Ministero è possibile scaricare opuscoli e materiale informativo sulle ondate di calore, per la popolazione generale e gli operatori del settore sanitario e socio-sanitario (medici, personale delle strutture per gli anziani, personale che assiste gli anziani). Ai sistemi di allerta si affianca il Sistema di Sorveglianza della Mortalità giornaliera (SiSMG) a supporto dell'attività di sorveglianza e monitoraggio degli eventi sanitari associati alle ondate di calore e ad altri eventi meteorologici estremi in 54 città, che, unitamente al Sistema di sorveglianza degli accessi in Pronto Soccorso, riveste un'importanza strategica per il Ministero della Salute al fine di identificare tempestivamente situazioni di emergenza sanitaria e attivare interventi di prevenzione sulla popolazione.

Allerta caldo e città a rischio

Livello 2 di allerta, i bollini "arancioni" che indicano, come detto, temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nei sottogruppi di popolazione suscettibili, domani già in 12 città italiane, a causa di questa prima, precoce ondata di calore della stagione.

Le città "arancioni" saranno Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo. La situazione peggiorerà ulteriormente mercoledì, quando l'allerta 2 riguarderà 15 delle 27 città italiane utilizzate dal Ministero per il monitoraggio quotidiano delle ondate di calore.

Tedros: “Epidemia di Ebola estremamente grave, corre più veloce di noi”

AGI - L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è "estremamente grave e difficile". Lo ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Stiamo intensificando urgentemente le operazioni, ma al momento l'epidemia (in Repubblica Democratica del Congo) sta progredendo più velocemente di quanto riusciamo a contenerla", ha ammesso. Secondo l'agenzia Onu, sono 220 le morti sospette tra RDC e Uganda da quando è stata individuata l'epidemia il 15 maggio. Tedros ha annunciato che domani si recherà nella Repubblica Democratica del Colgo, epicentro dell'epidemia di Ebola. 

Il Ministero della Salute comunica, con riferimento all'epidemia di malattia da Virus Bundibugyo-BVD, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall'Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione.

In particolare, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il "Sacco" di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali.

I profili e i sintomi dei pazienti

Si tratta di una donna residente a Lurate Caccivio e un uomo residente a Bulgarograsso "con sintomatologia che potrebbe esser riconducibile all'ebola", come febbre anche molto alta, nausea e altri problemi di natura intestinale. Entrambi stanno facendo gli opportuni accertamenti. "Esiti attesi nel pomeriggio, ma confido siano negativi", ha detto Bertolaso in conferenza stampa.

Bertolaso ha spiegato che la vicenda coinvolge 7 cittadini italiani appartenenti a 2 famiglie che sono rientrate 24 ore fa da una zona dell'Uganda non lontana dal confine con Congo e Rwanda, dove avevano soggiornato per circa 3 mesi perché "sono cooperanti" in organizzazioni umanitarie. Due persone hanno manifestato febbre, una anche molto alta, nausea, vomito, diarrea con anche una leggera sintomatologia di carattere neurologico.

L'ipotesi malaria e lo stato clinico dei due pazienti

"Pensiamo - ha detto l'assessore - che la cosa più probabile sia una malaria, magari anche cerebrale. La ragazza di 30 anni è una madre e sua figlia ha sviluppato la malaria durante la permanenza. Per lei non è escluso il ricovero in terapia intensiva. L'uomo, 31enne, invece, ha circa 38 di febbre e varie problematiche intestinali. La sua sintomatologia è più lieve, può essere un fenomeno gastroenterico, ma siccome provengono da una zona interessata da epidemia di ebola è scattato immediatamente il nostro meccanismo di vigilanza e sorveglianza", ha concluso Bertolaso

Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.

Il coordinamento nazionale ed europeo sull'emergenza Ebola

Il Ministero monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'Istituto Spallanzani, dell'Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.

Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate. Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. Il rischio in Italia resta molto basso.

 

Elezioni amministrative: i risultati

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per le elezioni amministrative che hanno visto chiamati al voto oltre 6,6 milioni i cittadini chiamati in un totale di 895 Comuni, di cui 121 superiori a 15 mila abitanti e i 18 capoluogo: Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e Messina. Affluenza al 61 per cento, in calo di oltre 4 punti percentuali rispetto ai precedenti.

Venezia

A Venezia gli exit poll Opinio per Rai danno avanti Simone Venturini, candidato del centrodestra, con una forbice tra 47 e 51 per cento. Per il candidato del campo largo Andrea Martella la forbice va dal 40 al 44 per cento.

Elezioni amministrative: i risultati
Schede elettorali (Ansa).

Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra, in questo caso Francesco Cannizzaro, è dato come vincitore – con ampio margine – anche a Reggio Calabria: forbice tra 64 e 68 per cento. Nettamente staccato Domenico Battaglia (21-25 per cento), nome del campo largo.

Elezioni amministrative: i risultati
Donna al voto per le elezioni amministrative (Ansa).

Gli altri capoluoghi

A Messina gli exit poll danno in testa il candidato civico Federico Basile (51-55 per cento) su Marcello Scurria del centrodestra (27-31 per cento). A Salerno gli exit poll vedono avanti l’ex governatore campano Vincenzo De Luca (56-60 per cento), nettamente dietro Gherardo Maria Marenghi del centrodestra: forbice del 14-18 per cento, la stessa di Franco Massimo Lanocita, sostenuto da M5s e Avs. A Prato ampiamente avanti l’ex sindaco Matteo Biffoni (centrosinistra) con una forbice tra 49,5 e 53,5 per cento, staccato Gianluca Banchelli (centrodestra) con una forbice tra 26 e 30 per cento. A Chieti econdo il primo exit poll Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra, è in vantaggio nella corsa a sindaco con il 46-50 per cento, davanti ai due candidati di centrodestra Cristiano Sicari (22-26 per cento) e Mario Colantonio (17-21 per cento).

LEGGI ANCHE: Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio