AGI - L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è "estremamente grave e difficile". Lo ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Stiamo intensificando urgentemente le operazioni, ma al momento l'epidemia (in Repubblica Democratica del Congo) sta progredendo più velocemente di quanto riusciamo a contenerla", ha ammesso. Secondo l'agenzia Onu, sono 220 le morti sospette tra RDC e Uganda da quando è stata individuata l'epidemia il 15 maggio. Tedros ha annunciato che domani si recherà nella Repubblica Democratica del Colgo, epicentro dell'epidemia di Ebola.
Il Ministero della Salute comunica, con riferimento all'epidemia di malattia da Virus Bundibugyo-BVD, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall'Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione.
In particolare, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il "Sacco" di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali.
I profili e i sintomi dei pazienti
Si tratta di una donna residente a Lurate Caccivio e un uomo residente a Bulgarograsso "con sintomatologia che potrebbe esser riconducibile all'ebola", come febbre anche molto alta, nausea e altri problemi di natura intestinale. Entrambi stanno facendo gli opportuni accertamenti. "Esiti attesi nel pomeriggio, ma confido siano negativi", ha detto Bertolaso in conferenza stampa.
Bertolaso ha spiegato che la vicenda coinvolge 7 cittadini italiani appartenenti a 2 famiglie che sono rientrate 24 ore fa da una zona dell'Uganda non lontana dal confine con Congo e Rwanda, dove avevano soggiornato per circa 3 mesi perché "sono cooperanti" in organizzazioni umanitarie. Due persone hanno manifestato febbre, una anche molto alta, nausea, vomito, diarrea con anche una leggera sintomatologia di carattere neurologico.
L'ipotesi malaria e lo stato clinico dei due pazienti
"Pensiamo - ha detto l'assessore - che la cosa più probabile sia una malaria, magari anche cerebrale. La ragazza di 30 anni è una madre e sua figlia ha sviluppato la malaria durante la permanenza. Per lei non è escluso il ricovero in terapia intensiva. L'uomo, 31enne, invece, ha circa 38 di febbre e varie problematiche intestinali. La sua sintomatologia è più lieve, può essere un fenomeno gastroenterico, ma siccome provengono da una zona interessata da epidemia di ebola è scattato immediatamente il nostro meccanismo di vigilanza e sorveglianza", ha concluso Bertolaso
Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.
Il coordinamento nazionale ed europeo sull'emergenza Ebola
Il Ministero monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'Istituto Spallanzani, dell'Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.
Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate. Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. Il rischio in Italia resta molto basso.
