
La cronaca racconta di una ragazza di appena diciotto anni legata, ammanettata, drogata e violentata per ore da un giovane imprenditore nel suo attico di Milano. Eppure, ancora una volta, si assiste attoniti a commenti che mettono in dubbio la testimonianza della vittima, si insinua che avrebbe dovuto aspettarselo. Tutto questo è parte della cosiddetta "cultura dello stupro", ovvero la narrazione tossica che sposta il fulcro della responsabilità dal carnefice alla vittima.
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