
Medico, fisioterapista, scrittore, infaticabile filantropo. È stato soprannominato "l'Angelo di Kabul" per i servizi resi sul campo. Alberto Cairo, originario di Ceva (Cuneo) lavora da più di trent'anni come delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan. Dal suo appartamento nel nord di Kabul, in cui ora si trova, ci racconta cosa sta accadendo in queste ore nella capitale afghana, dopo che le milizie talebane hanno preso possesso del palazzo presidenziale, senza incontrare resistenze. "La gente è terrorizzata, soprattutto le donne. Solo il tempo, però, ci dirà qual è il vero volto del nuovo governo".
Continua a leggere
