Assegnato il premio Nobel per la Fisica 2025. Il riconoscimento è andato, come già avvenuto ieri per la Medicina, a tre scienziati: si tratta del britannico John Clarke, del francese Michel H. Devoret e dello statunitense John M. Martinis, che hanno vinto per i loro studi sulla meccanica quantistica. Con alcuni esperimenti su un circuito elettrico hanno dimostrato «l’effetto tunnel quantistico, ovvero la capacità di una particella di oltrepassare una barriera, e i livelli di energia quantizzati in un sistema abbastanza grande da poter essere tenuto in mano». La ricerca, che affonda le sue radici negli Anni 80, ha aperto la strada alla nascita di nuove tecnologie quali i computer e i sensori quantistici.

La carriera di John Clarke, da Cambridge al Nobel
Pur lavorando tutti in università californiane, dividendosi fra Berkeley – dove sono stati condotti gli esperimenti – e Santa Barbara, i tre scienziati vantano una formazione differente. John Clarke è nato nel 1942 a Cambridge, dove ha mosso i primi passi nella fisica e ha conseguito due dottorati di ricerca rispettivamente nel 1968 e nel 2005. Per i suoi studi ha ricevuto, nel 1983, il Distinguished Teaching Award ed è membro della Royal Society of London, dell’American Physical Society, dell’American Association for the Advancement of Science e dell’Institute of Physics. Nominato scienziato dell’anno in California nel 1987, è stato insignito anche del Fritz London Prize per la ricerca in fisica delle basse temperature. Nel 2004 gli è stata conferita la medaglia Hughes della Royal Society, fra i massimi riconoscimenti del settore, e l’anno dopo è stato docente di ricerca a Berkeley.
Chi è Michel H. Devoret, uno dei vincitori del premio per la Fisica 2025
Tra i vincitori del premio Nobel per la Fisica 2025 c’è anche Michel H. Devoret, nato nel 1953 a Parigi. Conseguito il dottorato di ricerca all’università di Paris-Sud, è divenuto professore nella prestigiosa facoltà di Yale e a Santa Barbara. Come nel caso di Clarke, prima del Nobel aveva messo in bacheca numerosi riconoscimenti sia transalpini sia internazionali. Si menzionano, per esempio, l’Ampère dell’Accademia francese delle Scienze per l’invenzione della pompa elettronica con Daniel Esteve nel 1991 e il Descartes-Huygens della Royal Academy of Science in Olanda cinque anni dopo. E ancora, ha conquistato Europhysics-Agilent dalla European Physical Society, ancora una volta assieme a Daniel Esteve, oltre che con Hans Moij e Yasunobu Nakamura, nel 2004. Con il newyorkese Robert Schoelkopf, si è aggiudicato il John Bell, il commemorativo Fritz London e il Comstock per la fisica alla National Academy of Sciences.
Carriera e formazione di John M. Martinis, premiato con il Nobel
Infine, la Reale Accademia delle Scienze di Stoccolma ha assegnato il Nobel per la Fisica 2025 a John M. Martinis, americano classe 1958 e più giovane scienziato del terzetto. Per quanto riguarda la sua formazione, ha conseguito un dottorato di ricerca a poco meno di 30 anni, nel 1987, a Berkeley, dove oggi è professore della facoltà di Fisica. Durante il dottorato, studiò il comportamento quantistico di una variabile macroscopica, la differenza di fase attraverso una giunzione tunnel Josephson. Per questa sua ricerca, nel 2014 il Google Quantum AI Lab lo ha assunto assieme al suo team grazie a un accordo milionario, affidandogli la costruzione di un computer quantistico utilizzando qubit superconduttori.
