Report, il caso del componente del Garante nella sede di FdI prima della multa

Stanno facendo discutere le anticipazioni di Report sui contenuti che andranno in onda nella prima puntata della stagione in programma domenica 26 ottobre 2025. In un filmato, anticipato sui social, si vede Agostino Ghiglia, uno dei quattro componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, entrare nella sede di Fratelli d’Italia poco prima della multa che lo stesso ente ha notificato alla trasmissione per aver pubblicato la conversazione tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie. Nella sede del partito, racconta il servizio, c’era anche Arianna Meloni. «Sarebbe interessante sapere se hanno parlato della sanzione a Report. E se si, che cosa si sono detti?», si è chiesto Ranucci in un’intervista a La Stampa. Secondo la tesi del programma, Ghiglia sarebbe stato convinto da Fdi a votare a favore della multa da 150 mila euro che la Rai dovrà pagare. Il Garante ha già ribadito «la piena indipendenza di giudizio e la libertà di determinazione dei suoi componenti», ma l’opposizione è insorta.

Pd e M5s: «Inaudito e inquietante, si faccia chiarezza»

«È inaudito che, poche ore prima dell’avvio dell’esposto del Garante della Privacy contro Ranucci, alcuni componenti di un’istituzione che dovrebbe garantire terzietà e indipendenza siano stati visti entrare nella sede del partito di Giorgia Meloni», hanno riferito i membri dem della Vigilanza Rai secondo quanto riportato dal Corriere. «Arriveranno forse le smentite di rito, ma, se confermato, la coincidenza e la tempistica dell’incontro tra Ghiglia e Arianna Meloni non possono passare inosservate. Chiediamo innanzitutto alla Rai di attivarsi e di farsi promotrice di un’azione di difesa nei confronti di Report, a tutela di Ranucci e a salvaguardia dell’indipendenza del servizio pubblico». Anche i componenti del M5S in Vigilanza si sono schierati con il conduttore: «È estremamente inquietante quanto rivelato da Report e da alcuni quotidiani. È chiaro a tutti che bisogna sapere tutta la verità, per questo motivo abbiamo inviato una richiesta di audizione urgente del presidente dell’Autorità garante della privacy in commissione di Vigilanza Rai».

Fdi: «Accuse strumentali, Garante eletto dal Conte bis»

Per la maggioranza è intervenuto il senatore di Fratelli d’Italia Costanzo Della Porta, componente della Commissione Affari costituzionali: «Ranucci insiste nella sua bizzarra tesi, quella secondo la quale il Garante per la protezione dei dati personali nel sanzionare la Rai agirebbe su indicazione del governo Meloni e di Fratelli d’Italia. Questa sanzione, invece, è corretta e pienamente rispettosa delle norme in materia di privacy». E ancora: «Ranucci non dice che chi oggi siede alla Privacy è stato eletto nel 2020, quando c’era il governo Conte bis sostenuto da Pd e M5s, e in quel Parlamento Fratelli d’Italia era all’opposizione con un peso parlamentare pari al 4 per cento degli eletti. Insomma, altro che emanazione del governo Meloni, come sostiene Ranucci. L’attuale Garante per la protezione dei dati personali è espressione del Parlamento della scorsa legislatura. L’ennesima conferma della strumentalità delle accuse di Ranucci».