Exit poll in Olanda, i liberali di Jetten davanti all’estrema destra di Wilders

Alle elezioni parlamentari nei Paesi Bassi, con il 90 per cento delle schede scrutinate, il partito centrista D66 di Rob Jetten e l’estrema destra di Greet Wilders risultano appaiati a 26 seggi ciascuno, con una differenza di appena duemila voti a favore di Jetten. Per i liberali si tratta di un balzo storico: quasi il triplo dei seggi rispetto al 2023, mentre il Partito per la Libertà (Pvv) di Wilders è arretrato di 10 seggi. L’affluenza si è attestata al 76,3 per cento, in lieve calo ma comunque elevata. «Abbiamo scritto una nuova pagina per il Paese», ha dichiarato Rob Jetten, 38 anni, ex ministro per il Clima ed Energia, potrebbe diventare il più giovane e il primo premier apertamente omosessuale nella storia olandese.

Exit poll in Olanda, i liberali di Jetten davanti all’estrema destra di Wilders
Geert Wilders, leader Pvv (Imagoeconomica).

I risultati degli altri partiti, che escludono di governare con Wilders

Il voto segna un brusco arretramento per Wilders, reduce dalla vittoria di due anni fa. Tutti i principali partiti tradizionali hanno escluso la possibilità di governare con lui, dopo che il leader dell’estrema destra ha provocato la caduta dell’ultimo esecutivo a giugno, ritirando il Pvv in seguito al rifiuto dei partner di approvare le sue politiche anti-rifugiati. Alle spalle dei due principali partiti, i liberali del Vvd ottengono 23 seggi, mentre l’alleanza Verdi-Laburisti (GL/PvdA) guidata da Frans Timmermans scende a 20. I cristiano-democratici del Cda risalgono a 19. Con 15 partiti entrati in parlamento e 76 seggi necessari per la maggioranza, la formazione del governo richiederà mesi di negoziati.