Come richiesto dalla Procura nei mesi scorsi, la gip di Milano Patrizia Nobile ha sollevato davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale del decreto ‘salva-Olimpiadi’ del Governo Meloni del 2024, convertito in legge, che aveva ribadito la qualificazione di ente di diritto privato (e non pubblico) della Fondazione Milano Cortina 2026, al centro di un’inchiesta su affidamenti diretti pilotati in cambio di ipotizzate tangenti per i servizi digitali, mettendola al riparo da inchieste per turbativa d’asta. Per i pm la Fondazione è organismo di diritto pubblico, non privato, e quel decreto ha di fatto bloccato le indagini della Procura, che ad aprile aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, sollevando appunto davanti alla gip la questione di incostituzionalità. Non archiviato dunque, ma sospeso il giudizio nei confronti dell’ex ad di Milano Cortina, Vincenzo Novari, sull’ex dirigente Massimiliano Zuco e sull’imprenditore Luca Tomassini, indagati per presunte irregolarità sugli appalti dei servizi digitali dei Giochi olimpici e paralimpici in programma nel 2026: la palla passa dunque alla Consulta.
