Inchiesta urbanistica, la decisione della Cassazione sull’arresto di Catella

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del tribunale del Riesame che, lo scorso agosto, aveva annullato le misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Il ricorso presentato dalla procura di Milano è stato dichiarato «inammissibile», consolidando così la revoca degli arresti domiciliari per il ceo di Coima, Manfredi Catella, e per il componente della Commissione paesaggio del Comune, Alessandro Scandurra, oltre alla scarcerazione di Andrea Bezziccheri, patron di Bluestone, che era stato detenuto a fine luglio. I giudici del Riesame avevano ritenuto insufficienti gli elementi a sostegno dell’ipotesi di corruzione contestata agli indagati.

La tesi della procura: «Disanima atomistica del Riesame»

Il sostituto procuratore generale di Cassazione, Cristina Marzagalli, aveva già proposto di dichiarare infondati i ricorsi della procura milanese contro le decisioni del Riesame relative a Scandurra e Bezziccheri, e con un intervento scritto aveva chiesto di respingere anche l’impugnazione riguardante Catella. Nel suo atto, il pg aveva rilevato «che le risultanze in atti non dimostrano la formazione, né l’operatività di un accordo corruttivo tra Scandurra e Catella». I magistrati milanesi avevano invece contestato che il Riesame non avesse valutato il quadro complessivo del cosiddetto sistema dell’urbanistica cittadina, limitandosi a una «disanima atomistica» dei singoli episodi. Secondo la procura, il Tribunale avrebbe «giustificato a prescindere tutte le condotte di Catella e Scandurra», trascurando la possibile «correlazione» tra «l’esercizio della funzione pubblica e il conseguimento di vantaggi privati».