In una rara – ma prevista – dimostrazione di unità bipartisan, il Congresso americano ha approvato con un sostegno schiacciante una legge che impone al Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici i documenti relativi al caso di Jeffrey Epstein. La Camera ha votato a favore con 427 sì e un solo no, seguita poco dopo dal Senato che ha adottato la misura con una procedura accelerata e all’unanimità. Questo voto mette fine a mesi di tensioni tra Donald Trump e una parte significativa del partito Repubblicano favorevole al rilascio dei file, che ha costretto il presidente a un brusco dietrofront.

L’iter della pubblicazione degli Epstein Files
Secondo la legge americana, la palla ora passa a Trump, che domenica scorsa, dopo aver inizialmente cercato di ostacolare la legge, ha annunciato che non metterà il veto presidenziale. La legge approvata dal Congresso dà al Dipartimento di Giustizia 30 giorni di tempo dalla promulgazione per rendere pubblici i documenti in un formato ricercabile. Tuttavia, la normativa prevede anche che il Dipartimento possa oscurare informazioni personali non ritenute rilevanti, e potrà bloccare temporaneamente la pubblicazione di quei documenti che potrebbero interferire con indagini o processi in corso. Il voto di martedì rappresenta una significativa sconfitta politica per Trump, che per mesi ha condotto una forte campagna di pressioni per convincere i deputati repubblicani a opporsi.
