Proposta di legge della Lega sulla cittadinanza: cosa prevede

La Lega ha depositato alla Camera dei deputati una proposta di legge – firmata da Riccardo Molinari (capogruppo), Jacopo Morrone, Elena Maccanti, Giorgia Andreuzza e Ingrid Bisa – che mira a modificare quella del 1992 che regola la concessione della cittadinanza a chi è nato o vive in Italia, introducendo un esame di “integrazione” per i 18enni, oltre a più requisiti e tempi di residenza allungati prima di poter effettuare la richiesta.

L’esame di integrazione per i 18enni nati in Italia

Secondo la Lega lo straniero nato nel nostro Paese, per diventare italiano a 18 anni, deve superare un test e non deve avere condanne o procedimenti penali per delitti non colposi. L’esame, secondo il testo, servirebbe a verificare l’effettiva integrazione e la conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime, tramite contenuti e modalità stabiliti dal ministro dell’Interno.

Tempi di residenza raddoppiati o anche di più

Per quanto riguarda il periodo di residenza necessario per poter richiedere la cittadinanza, il Carroccio propone di raddoppiarlo da 2 a 4 anni per i minori, figli o discendenti di secondo grado di italiani. Per quanto riguarda gli stranieri adulti, l’idea è aumentare da 2 a 4 anni il periodo di residenza legale per chi ha un genitore italiano per nascita, da 3 a 10 per gli stranieri nati in Italia, da 4 a 8 per i cittadini Ue e da 5 a 10 per gli apolidi.

La Lega vuole anche introdurre nuove cause di revoca

La proposta di legge della Lega introduce poi nuove cause di revoca, tra cui una condanna definitiva oltre i 5 anni o superiore a 3 per reati di violenza di genere, stupro, maltrattamenti contro familiari e conviventi, stalking, revenge porn, nonché quelli “culturalmente motivati”, come la costrizione o induzione al matrimonio, le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili o la tratta di esseri umani. Il Carroccio chiede di ridurre da 10 a 2 anni il termine per l’adozione della revoca della cittadinanza, eliminando l’impossibilità di revoca se l’interessato non possiede o non può acquisire un’altra cittadinanza. Stretta anche sui ricongiungimenti familiari: il partito di Matteo Salvini punta a estendere a ogni familiare da ricongiungere l’obbligo di assicurazione sanitaria.