AGI - L’immagine dei genitori italiani contemporanei è sospesa tra il desiderio di promuovere l’indipendenza dei figli e un monitoraggio pervasivo che ne limita l’effettiva libertà. Secondo il Rapporto “Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana”, presentato a Roma dal Censis, il 60% dei padri e delle madri si definisce “discreto e non invadente”.
Tuttavia, i dati smentiscono parzialmente questa percezione: il 78,1% supervisiona costantemente amicizie, studi e interessi, mentre il 31,6% controlla regolarmente diari o cellulari.
La gestione del controllo e dell’autonomia dei genitori
Nonostante il 92,3% dei genitori dichiari che per crescere bene sia utile confrontarsi con errori e fallimenti, la tendenza all'intervento diretto resta elevata. Il 66,1% del campione ammette infatti di risolvere spesso i problemi al posto dei figli.
La fiducia sembra aver guadagnato terreno rispetto al passato: oggi il 21,3% dei genitori dichiara di averne abbastanza nei figli, contro il 29,3% del 2002, anno in cui la quota di chi si definiva apprensivo era sensibilmente più alta (32,5% contro l'attuale 14,8%).
Il percorso verso l'indipendenza appare lento. Sebbene l’83,9% cerchi di responsabilizzare i figli con compiti domestici quotidiani, la vera autonomia è posticipata. Per il 25,2% degli intervistati, l’età giusta per lasciare il “nido” è dai 25 anni in su. Solo il 15% ritiene appropriato andare a vivere da soli a 18 anni.
La trasformazione demografica e sociale dei genitori
Il rapporto evidenzia una drastica contrazione della famiglia tradizionale. Le coppie con figli sono passate dal 47,9% del 1994 al 29,2% del 2024. Parallelamente, le famiglie unipersonali sono diventate la tipologia più diffusa nel Paese (36,2%).
I principali indicatori demografici confermano la crisi: nascite -32,4% dal 1994; matrimoni -40,6%; età media al primo figlio salita a 31,9 anni (era 27,7 nel 1994); figli nati fuori dal matrimonio aumentati dal 7,8% al 43,2%.
Tra le ragioni che frenano l'allargamento della famiglia, spiccano la carenza di forze psicologiche (27,4%) e la percezione di un mondo troppo ostile (12,7%).
L'ostacolo professionale e il divario di genere
Il lavoro rimane una criticità per il 73,4% dei genitori. Il conflitto tra carriera e famiglia colpisce in modo asimmetrico: il tasso di occupazione delle donne scende dal 68,5% (senza figli) al 61,5% (con figli), mentre per gli uomini accade l'opposto, salendo dal 78,4% al 91,7%.
Nelle richieste di supporto emerge una differenza di genere netta: il 77,1% delle madri vorrebbe più risorse economiche, l’83,8% dei padri vorrebbe più tempo.
Digitale e scuola: il nuovo campo di battaglia
L'accesso alla tecnologia è sempre più precoce: il 46,4% dei bambini dispone di uno smartphone entro i 10 anni. Nonostante il 69,1% dei genitori dichiari di contare sul senso di responsabilità dei figli, le misure di sicurezza sono stringenti: il 55,1% utilizza il parental control e il 43% ricorre alla geolocalizzazione dei dispositivi.
In ambito scolastico, prevale la fiducia verso il corpo docente (72,4%). Significativo il dato sull’innovazione: il 66,7% dei genitori favorevole al divieto degli smartphone in classe deve confrontarsi con una realtà in cui il 32,5% dei figli utilizza già l’Intelligenza Artificiale per svolgere i compiti a casa.
Nonostante le difficoltà economiche, indicate come principale ostacolo dal 35,7% del campione, il sentimento prevalente verso il futuro resta l’ottimismo: il 67,3% dei genitori guarda al domani dei propri figli con speranza e serenità.
