Leonardo, chi viene e chi va: le voci sul nuovo corso Mariani

Lorenzo Mariani non è ancora arrivato, ma in Leonardo, come nelle migliori tradizioni, le indiscrezioni su chi sbarca e chi lascia sono già iniziate. E non poteva essere diversamente, visto che alcune nomine fatte dal suo predecessore Roberto Cingolani avevano avuto effetti molto divisivi in azienda. Ma cominciamo dalle new entry a Piazza Monte Grappa. Da MBDA, la società missilistica di cui proprio Mariani era diventato amministratore delegato una volta toccata con mano l’impossibilità di convivere con l’ex ministro del governo Draghi, è in arrivo Angelo Sena, suo stretto collaboratore nel ruolo del capo delle relazioni istituzionali Italia. Ancora imprecisato il ruolo, anche se molti lo vedrebbero al posto di Filippo Maria Grasso, Chief Corporate Bodies & Institutional Affairs Office, un manager molto apprezzato da Guido Crosetto, il ministro della Difesa che però da questa tornata di nomine in Leonardo è uscito sconfitto. Data in partenza, o destinata a nuovo ruolo, anche Helga Cossu, l’ex giornalista di Sky molto stimata da Cingolani che, dopo averle dato nel 2023 la direzione della fondazione Leonardo, proprio alla vigilia del rinnovo del consiglio di amministrazione l’ha nominata anche capo della comunicazione del gruppo.

Leonardo, chi viene e chi va: le voci sul nuovo corso Mariani
Leonardo, chi viene e chi va: le voci sul nuovo corso Mariani
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Leonardo, chi viene e chi va: le voci sul nuovo corso Mariani
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Leonardo, chi viene e chi va: le voci sul nuovo corso Mariani

Massa, in duemila alla fiaccolata per Bongiorni. Uno dei minorenni arrestati è una promess…

AGI - Uno dei tre minorenni fermati per l'omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa è un pugile di 17 anni considerato una promessa della boxe toscana. Il giovane, accusato della morte del quarantasettenne nella notte fra sabato e domenica in piazza Palma, avrebbe sferrato il pugno che poi avrebbe provocato la caduta di Bongiorni a cui sarebbe seguito il pestaggio da parte del branco. Il giovane, ora recluso in una comunità per minorenni in provincia di Genova, è stato interrogato dai magistrati a cui avrebbe detto di aver reagito dopo aver ricevuto una testata sul naso dalla vittima. Una ricostruzione, questa del giovane, che è al vaglio degli inquirenti per eventuali conferme.

Svolta l'autopsia

Alla presenza dei legali di tutti e tre gli indagati minorenni, poi è stato conferito l'incarico al professor Francesco Ventura dell'Università di Genova per l'esecuzione dell'esame autoptico che dovrà stabilire le cause del decesso di Bongiorni. "L'esame - ha reso noto la procura dei minori del capoluogo ligure - ha avuto inizio oggi pomeriggio. E' stato concesso il termine di 30 giorni per il deposito della consulenza, salvo necessità di proroga".

Giovedì 16, invece, "presso il Tribunale per i minorenni si celebrerà l'udienza di convalida del fermo del minorenne sottoposto a tale misura". La procura per i minorenni sta procedendo per il reato di omicidio aggravato in concorso e per il reato di rissa aggravata: "E' tuttora in corso, come già comunicato, ogni attività di indagine utile alla ricostruzione della dinamica di quanto avvenuto lo scorso 12 aprile, anche per quanto riguarda le singole posizioni dei minorenni coinvolti, tramite il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Massa Carrara e il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Massa". 

In duemila persone alla fiaccolata per Bongiorni

Più di duemila persone hanno preso parte alla fiaccolata di martedì sera in ricordo di Giacomo Bongiorni. Il corteo - promosso dalla Diocesi di Massa Carrara e dal Comune - è partito da piazza Garibaldi ed ha attraversato in silenzio il centro storico cittadino per raggiungere piazza Palma, il luogo dove è avvenuta la brutale aggressione.

In prima fila, assieme alle autorità cittadine, al vescovo, alle forze dell'ordine, la compagna della vittima e la madre. Due gli striscioni che sono stati portati dagli oltre duemila partecipanti alla fiaccolata. Nel primo era scritta la frase "No alla violenza" in tutte le lingue, mentre in un secondo si leggeva "giustizia per un eroe".

 

 

Il corteo ha proseguito in silenzio per le strade e le piazze del centro di Massa, intervallato soltanto da lunghi e commossi applausi. Commozione anche di fronte alle parole pronunciate dal vescovo di Massa Carrara, Mario Vaccari: "Impegniamoci perchè tutto questo non succeda più". Moltissimi i mazzi di fiori deposti sul luogo dove è accaduto l'omicidio per il quale sono stati arrestati due maggiorenni di origini romene e un minorenne italiano ai quali si sono aggiunti altri due minorenni italiani indagati a piede libero.

 

 

 

 

Sondaggi politici Swg 13 aprile 2026: Avs supera di nuovo la Lega

Secondo i sondaggi politici realizzati da Swg per il TgLa7 del 13 aprile 2026, Fratelli d’Italia si conferma saldamente la prima forza del Paese con il 29,3 per cento (-0,2). Lieve flessione per il Partito democratico, che registra il 21,9 (-0,1), e per il Movimento 5 stelle, dato al 12,2 per cento (-0,1). Meno due punti percentuali per Forza Italia, che scende al 7,7 per cento, mentre Alleanza verdi-sinistra torna sopra la Lega con il 6,6 per cento (=). Il Carroccio registra il calo maggiore e scivola al 6,3 per cento (-0,3). Crescono invece tutti i partiti minori, con Azione e Futuro nazionale al 3,5 per cento (il primo cresciuto dello 0,1, il secondo dello 0,2), seguiti da Italia Viva al 2,4 per cento (+0,1). Infine, Più Europa guadagna lo 0,2 e sale all’1,6 per cento mentre Noi moderati lo 0,1, registrando l’1,2 per cento.

Sondaggi politici Swg 13 aprile 2026: Avs supera di nuovo la Lega
Sondaggio Swg 13 aprile 2026 (X).
Sondaggi politici Swg 13 aprile 2026: Avs supera di nuovo la Lega
Sondaggio Swg 13 aprile 2026 (X).

Cosa prevede il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele

«In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele». Lo ha annunciato Giorgia Meloni: il Memorandum non è stato dunque rinnovato per altri cinque anni a partire dal 13 aprile: ecco cosa prevede.

LEGGI ANCHE: La tempesta perfetta di Meloni ora in rotta con Israele e con l’amico Trump

Cosa prevede il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Quando è stato siglato e l’entrata in vigore dell’accordo

Il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele, siglato il 16 giugno 2003 a Parigi e entrato in vigore l’8 giugno 2005 dopo la ratifica del Parlamento, è un accordo bilaterale quinquennale che prevede la cooperazione appunto tra i rispettivi ministeri della Difesa, inclusi accordi di sicurezza tra l’Esercito italiano e quello israeliano (IDF).

Tra gli aspetti più rilevanti c’è la cooperazione industriale

Il Memorandum di intesa in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa tra Italia e Israele è composto di 11 articoli. Tra gli aspetti più rilevanti c’è quello della cooperazione industriale: che prevede la collaborazione tra aziende dei due Paesi nell’ambito della sicurezza informatica, dell’aeronautica e dei sistemi elettronici.

Cosa prevede il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele
Soldati israeliani (Imagoeconomica).

L’accordo è stato rinnovato tacitamente ogni cinque anni

L’accordo bilaterale si rinnova tacitamente ogni cinque anni, salvo il recesso di una delle parti. In tal caso cessa di avere efficacia al sesto mese successivo alla sua notifica. Il rinnovo saltato sarebbe stato il quarto: avrebbe esteso gli effetti fino al 2031.

Le critiche al Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele

Da sempre viene contestata la segretezza con cui il Memorandum copre le attività e gli scambi di informazioni tra Italia e Israele, mentre comporta oneri per il bilancio dello Stato. Negli anni più recenti l’accordo è stato oggetto di ulteriori critiche riguardanti la questione etica, visti i bombardamenti di Israele sulla Striscia di Gaza e gli attacchi contro l’Iran. Lo stop al rinnovo del Memorandum arriva nella fase in cui i rapporti tra Roma e Tel Aviv sono al livello più basso per i ripetuti incidenti in cui l’IDF ha attaccato o ostacolato i caschi blu dell’Unifil, di cui l’Italia ha il comando.

La tempesta perfetta di Meloni ora in rotta con Israele e con l’amico Trump

Prima la sconfitta al referendum (con annesse purghe tardive), poi la guerra scatenata dall’amico Donald Trump (colui per il quale si pensava al Nobel per la pace) e Benjamin Netanyahu contro l’Iran, crisi che rischia di mettere in ginocchio l’economia europea. Quindi la batosta subita da un altro amico, Viktor Orbán, in Ungheria. Infine l‘attacco sempre di The Donald a papa Leone XIV. Su Giorgia Meloni si è scatenata la tempesta perfetta. Ciliegina sulla torta, proprio a una manciata di giorni dall’uscita negli States del libro Giorgia’s Vision (in italiano un molto più prosaico La versione di Giorgia, in cui la premier è intervistata da Alessandro Sallusti) con la prefazione del vicepresidente JD Vance, lo stesso che ha intimato al pontefice di occuparsi «solo di questioni morali».

La tempesta perfetta di Meloni ora in rotta con Israele e con l’amico Trump
La versione inglese di La versione di Giorgia.

L’infilata ha spinto la leader di Fratelli d’Italia a smettere i panni di gran mediatrice e prendere, seppur con i suoi tempi, posizione contro amici e alleati diventati anche per lei scomodi.

La tempesta perfetta di Meloni ora in rotta con Israele e con l’amico Trump
Giorgia Meloni al Vinitaly alla Fiera di Verona, 14 aprile 2026 (Ansa).

Il governo sospende il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele

Così dal Vinitaly la presidente del Consiglio ha annunciato che il governo sospenderà «il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele». La decisione è stata comunicata dal ministro della Difesa Guido Crosetto all’omologo Israel Katz. La distanza tra Roma e Tel Aviv – già messa a dura prova dagli “incidenti” causati dall’esercito israeliano contro i caschi blu italiani dell’Unifil – era cresciuta dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani che, in visita a Beirut, aveva definito su X «inaccettabili gli attacchi israeliani contro la popolazione civile», facendo scoppiare un caso diplomatico, con l’ambasciatore italiano Luca Ferrari convocato dal governo israeliano.

Traballa l’amicizia con Washington

Ma è il rapporto con Washington ora a pesare come un macigno su Meloni, soprattutto dopo le intemerate della Casa Bianca contro Prevost e i santini con Trump Cristo guaritore pubblicati – e poi rimossi – su Truth Social.

La tempesta perfetta di Meloni ora in rotta con Israele e con l’amico Trump
Donald Trump in versione Gesù su Truth, post poi cancellato.

Il legame con gli Usa, ha ribadito la premier da Verona, «non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici, e quando si hanno degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non sei d’accordo, che è quello che io faccio ogni giorno». Insomma va bene essere «testardamente unitaria» (cit) nel rapporto con gli States, ma guai a toccare il papa o la Chiesa. «Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a papa Leone», ha aggiunto la premier. «Francamente, io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo, per cui non sono d’accordo con il presidente Usa Donald Trump e l’ho detto». Parole che dall’altra parte dell’Atlantico sono arrivate forti e chiare. Tanto che Trump parlando al Corriere ha bocciato «one of the real leaders of the world»: «Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo». Prendi e porta a casa.

La tempesta perfetta di Meloni ora in rotta con Israele e con l’amico Trump
Papa Leone XIV e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Il nuovo nemico? Bruxelles

Intanto, come in ogni assaggio di crisi che si rispetti, nella narrazione del centrodestra ha fatto capolino un nuovo nemico-capro espiatorio: «È un enorme errore sottovalutare la crisi, bisogna agire subito sullo stop del patto di stabilità», ha ribadito Meloni dopo che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen aveva spiegato che non c’erano i presupposti per allentare i vincoli di bilancio. Una battaglia condivisa – e non poteva essere altrimenti – dal vicepremier Matteo Salvini: «La priorità è sbloccare le norme europee che ci impediscono di aiutare gli italiani in difficoltà, tutto il resto viene dopo», ha detto lunedì il segretario a un gazebo della Lega a Milano. «O lo cambiano ‘sto Patto di stabilità oppure, se continueranno a non sentirci, faremo da soli». Lega e FdI restano però ancora distanti sul gas russo dopo l’apertura del neo-confermato ad di Eni Claudio Descalzi.

L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno

Dopo essersi dimesso da capogruppo di Forza Italia alla Camera (al suo posto arriva Enrico Costa) e aver lanciato una stoccata velenosa ai figli di Berlusconi («I partiti si guidano dall’interno») Paolo Barelli è pronto a occupare la poltrona di viceministro per i Rapporti con il parlamento, dove ora c’è Matilde Siracusano. Quest’ultima, per fargli posto, si trasferisce ai Beni Culturali, dove sedeva il neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Che ha sostituito Daniela Santanchè, travolta dalle indagini a suo carico e dalla furia meloniana post batosta referendaria. Il nuovo incarico sarà senza portafoglio e permette dunque a Barelli di mantenere la presidenza di Federnuoto. Anche se, a dare un’occhiata alle sue dichiarazioni patrimoniali pubbliche, in quella casella dedicata alla Fin si legge una curiosa annotazione: «Funzione delegata a terzo». Barelli probabilmente ha ceduto in passato ai vice la gestione operativa e la rappresentanza a causa degli impegni politici e anche di pregresse sospensioni internazionali, poi annullate dal Tribunale arbitrale dello sport. Se fosse stato dirottato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Adolfo Urso, non avrebbe potuto invece restare al suo posto alla Fin. Dunque quel trasferimento è saltato: Valentino Valentini, attuale viceministro del dicastero di via Veneto, rimane al suo posto. L’intricato gioco di incastri è destinato a concludersi con la nomina dell’attuale sottosegretario all’Economia, il leghista Federico Freni, alla presidenza della Consob, di cui si parla da gennaio, ma che è sempre stata frenata da fibrillazioni dentro il centrodestra. Da tempo Matteo Salvini spinge sul suo nome, incontrando le resistenze di Antonio Tajani. Che dopo gli ultimi scossoni politici ha dato il via libera. Appuntamento al Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi giovedì 16 aprile per l’ufficializzazione di tutti gli spostamenti.

L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno

Manlio Messina non sa che il 16 c’è lo sciopero?

Manlio Messina, ex big di Fratelli d’Italia ora in rotta con la famiglia Meloni, cioè le sorelle Giorgia e Arianna, ha detto: «È arrivato il momento di aprire il mio telefono e far capire cosa muove me e cosa invece muove chi gestisce il partito di Fratelli d’Italia». Annunciando poi che «giovedì 16 aprile in una conferenza stampa alla Camera dei deputati» vuoterà il sacco sul suo addio al partito. Qualcuno però dovrà ricordargli che quel giorno è in programma lo sciopero dei giornalisti. Comunque l’attesa è forte, per quello che potrà dire: qualche anticipazione è stata vista a Report, con la storia dei finanziamenti alle iniziative culturali in terra siciliana.

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Manlio Messina (foto Imagoeconomica).

Giuli ai Lincei per Cibele

Appuntamento imperdibile per il mondo della cultura: nel pomeriggio di martedì 14 aprile a Roma, nell’Accademia nazionale dei Lincei, è in programma la presentazione del libro Venne la Magna Madre. I riti, il culto e l’azione di Cibele Romana di Alessandro Giuli. Che poi è il ministro della Cultura. Attesi Roberto Antonelli, in qualità di presidente dell’Accademia, e professori di chiara fama come Luigi Capogrossi, Paola Corrente e Mario Mazza.

L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli (foto Ansa).

Che tempismo: Prodi tra papi e dollari

Un timing perfetto: la presentazione del libro di Massimo Franco intitolato Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV, in programma nella serata di martedì, cade proprio nel momento giusto, dopo l’attacco di Donald Trump al pontefice. E pensare che era stata inserita in agenda da mesi. Fatto sta che a Roma, al Teatro Manzoni, sono stati invitati Romano Prodi, monsignor Antonio Mennini e molti altri ancora. Per Franco, «con l’elezione di un papa statunitense, l’ultimo Conclave ha sancito il tramonto dell’eurocentrismo di un Vaticano impoverito e diviso. Il nuovo corso di Leone XIV va letto però alla luce di una lunga e tormentata marcia sotterranea, che ha visto il cattolicesimo americano giocare spesso un ruolo cruciale, al di là delle apparenze». Non solo: «Il flusso dei contributi provenienti da oltre Atlantico è un indizio che non si può ignorare: dai fondi affluiti a Roma tra gli Anni 20 e 30 del Novecento da una benefattrice, amica di Roosevelt e di Pio XI e XII, a quelli arrivati durante e dopo la Seconda guerra mondiale tramite il cardinale Francis Spellman. Più di recente emerge il ruolo della Papal Foundation creata da Giovanni Paolo II per cementare il cosiddetto “asse del Bene” con gli Usa di Ronald Reagan, e oggi guidata dal cardinale di New York, Timothy Dolan. E affiora la potenza finanziaria dei Cavalieri di Colombo e delle istituzioni caritative e culturali che hanno innaffiato di dollari i bilanci del Vaticano».

L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno

Tutti da Grasso mercoledì sera

Mercoledì 15 aprile, di sera, nella romana Fondazione Marco Besso c’è in calendario la presentazione del volume Finché durerà la terra di Giovanni Grasso. Qui il braccio destro del presidente della Repubblica, il comunicatore del Quirinale, mette «a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento». Intanto, nel piccolo schermo, Grasso colleziona presenze ovunque, per parlare del suo libro. Mentre sui social, soprattutto l’ex Twitter, si è prodigato molto nel rispondere agli utenti che polemicamente chiedevano spiegazioni sulla grazia concessa da Sergio Mattarella a Nicole Minetti.

L’effetto domino su Barelli e la Federnuoto salva: le pillole del giorno
Giovanni Grasso dietro Mattarella (foto Imagoeconomica).

Cos’è il Memorandum sulla Difesa Italia-Israele che dura da 20 anni

AGI - "In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele": l'annuncio della premier Giorgia Meloni a margine del Vinitaly di Verona significa che il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele non si è rinnovato per altri cinque anni a partire dal 13 aprile.

Il Memorandum, siglato il 16 giugno 2003 a Parigi ed entrato in vigore l'8 giugno 2005 dopo la ratifica del Parlamento, crea una cornice per la cooperazione nel settore della difesa, lo scambio di materiali militari e di intelligence e la ricerca tecnologica tra l'Esercito Italiano e le Forze di Difesa Israeliane (Idf).

Cosa prevede il Memorandum

In ambito industriale è prevista la collaborazione tra aziende dei due Paesi nell'ambito della sicurezza informatica, dell'aeronautica e dei sistemi elettronici. L'accordo di 11 articoli si rinnova tacitamente ogni 5 anni a meno che non sia 'denunciato' da una delle due parti, nel qual caso cessa di avere efficacia al sesto mese successivo alla sua notifica. Il rinnovo sarebbe stato il quarto e avrebbe esteso gli effetti fino al 2031. Un gruppo di 10 giuristi e diversi partiti di opposizione avevano lanciato appelli a non rinnovare il Memorandum, alla luce della "gravissima situazione" a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est e dei combattimenti in Libano e degli attacchi contro l'Unifil.

La diffida dei giuristi e le basi legali

La diffida dei 10 giuristi ai ministeri degli Esteri e della Difesa richiamava la Costituzione italiana, la Convenzione europea dei diritti umani (Cedu), i trattati dell'Ue e la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu. In particolare veniva contestata la segretezza con cui il Memorandum copre le attività e gli scambi di informazioni tra Italia e Israele, mentre comporta oneri per il bilancio dello Stato. Nel 2024, tra l'altro, l'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento presso la Farnesina ha sospeso le nuove autorizzazioni all'export di armamenti verso Israele e secondo i suoi critici l'intesa favorisce gli accordi commerciali nel settore della Difesa e agevola la ricerca e lo sviluppo in tema militare.

Tensioni diplomatiche e attacchi all'Unifil

Lo stop al rinnovo automatico è arrivato in una fase in cui i rapporti tra Italia e Israele sono al livello più basso degli ultimi anni, soprattutto per i ripetuti incidenti in cui l'Idf ha attaccato o ostacolato i caschi blu dell'Unifil, di cui l'Italia ha il comando. Nel luglio scorso la maggioranza di centrodestra aveva respinto una mozione dell'opposizione per sospendere il memorandum che veniva considerato ancor più prezioso alla luce di queste tensioni, perché prevede anche accordi di sicurezza tra le Forze armate dei due Paesi.

Crans-Montana, i coniugi Moretti indagati a Roma

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques Moretti e la moglie Jessica nell’ambito del procedimento legato alla strage di Capodanno a Crans-Montana. Nei confronti dei titolari de Le Constellation, il locale in cui si è consumata la tragedia che ha provocato 41 vittime, i pm capitolini contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I due, secondo quanto si apprende, non saranno al momento interrogati nella Capitale. Parallelamente prosegue l’inchiesta degli inquirenti svizzeri. Lunedì 13 aprile, a Sion, è stato interrogato il sindaco di Crans Montana Nicolas Féruad mentre il venerdì precedente era stato sentito il responsabile della sicurezza del comune, Baptiste Cotter. Entrambi avrebbero “scaricato” le eventuali responsabilità legate alla mancate misure di sicurezza o sui loro sottoposti (nel caso del sindaco) o sui superiori (la tesi del responsabile della sicurezza).

Global Sumud Flotilla, la Procura di Roma contesta anche il reato di tortura

Nell’indagine avviata dopo gli esposti presentati dai 36 attivisti italiani che hanno preso parte alla Global Sumud Flottila, dopo aver ipotizzato i reati di sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio, la Procura di Roma contesta adesso anche il reato di tortura. Il pm Stefano Opilio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, hanno aperto un fascicolo contro ignoti. L’Ansa riporta che gli inquirenti, dopo aver ascoltato i partecipanti alla missione umanitaria, sono pronti a inoltrare una richiesta di rogatoria a Israele.

Crans Montana: i coniugi Moretti indagati a Roma

AGI - L’inchiesta romana sulla strage di Capodanno in Svizzera prende corpo. Jaques Moretti e la moglie Jessica sono stati indagati nell’ambito dal fascicolo aperto dalla Procura di Roma sul rogo del 31 dicembre a Crans Montana.

I reati contestati ai coniugi Moretti per il rogo in Svizzera 

Ai titolari del locale "Le Constellation", dove scoppiò l’incendio, il procuratore Francesco Lo Voi e il pm Stefano Opilio contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I due, secondo quanto si apprende, non saranno al momento interrogati nella Capitale.

L'inchiesta in Svizzera

Parallelamente prosegue l’inchiesta degli inquirenti svizzeri. Proprio ieri a Sion, la capitale del Canton Vallese, in Svizzera, è stato interrogato il sindaco di Crans Montana Nicolas Féruad.

E venerdì scorso a rispondere alle domande dei pm era stato il responsabile della sicurezza del comune, Baptiste Cotter. Entrambi avrebbero ‘scaricato’ le eventuali responsabilità legate alla mancate misure di sicurezza o sui loro sottoposti (nel caso del sindaco) o sui superiori (la tesi del responsabile della sicurezza).

Il sindaco di Crans Montana: “Non sapevo dei problemi sulla sicurezza”

"I tecnici non mi dicevano che c'erano problemi a livello di risorse e personale nella gestione della sicurezza". Nell'interrogatorio Nicola Féraud avrebbe 'scaricato' sui suoi sottoposti le defaillances del sistema poi emerse con la tragedia del "Le Constellation".

"Non mi riferivano nulla e quindi non sapevo nulla" è la sostanza di quanto dichiarato dal sindaco indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi. Una versione che stride con quanto dichiarato da altri tecnici che hanno sostenuto di avere segnalato le inefficienze al consiglio comunale senza che poi vi fosse messo riparo.

Il sindaco di Crans Montana, comune della Svizzera dove è avvenuto il rogo di Capodanno ha detto ai magistrati di Sion di avere scoperto che c’erano dei problemi sui controlli della sicurezza da parte del Comune solo il due gennaio, poche ore dopo l’incendio che ha ucciso 41 persone. È quanto ha riferito all’AGI una fonte legale presente all’interrogatorio di lunedì 13 aprile.

Il primo cittadino pur non entrando nello specifico nel capitolo "Le Constellation", rispondendo ai magistrati sulla gestione del tema sicurezza nel suo Comune, ha assicurato che dagli audit e dai questionari al personale non erano emerse anomalie, nemmeno sulla disponibilità di risorse. Una tesi che contrasta con quanto raccontato da alcuni testimoni.

Il responsabile della sicurezza: "Eseguivo le direttive dei superiori"

L’attuale responsabile della sicurezza del Comune di Crans Montana, Baptiste Cotter, venerdì 10 aprile, “ha risposto alle domande dei pm ma non a quelle degli avvocati, la sua è quindi una collaborazione a metà. Ha detto di essere arrivato solo nel 2024 e di avere svolto il suo compito facendo quello che gli chiedevano di fare senza avere il quadro generale della situazione”. Lo ha riferito all’AGI l’avvocato Fabrizio Ventimiglia presente all’interrogatorio a Sion di Cotter che è indagato per omicidio, lesioni e incendio, tutte ipotesi di reato a titolo colposo, nell’inchiesta sull’incendio al "Le Constellation".

“L’indagato ha spiegato di non sapere dei ritardi nei controlli e ha ‘scaricato’ sul suo superiore che a questo punto chiederemo ai magistrati di sentire” ha aggiunto l’avvocato italiano che assiste come parte civile una ragazza rimasta gravemente ferita nell’incendio di Capodanno in cui persero la vita 41 persone.