A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum concesso all’Iran per trovare un accordo, fissato alle 20 di martedì 7 aprile 2026, Trump torna a minacciare Teheran. «Stasera un’intera civiltà morirà, per non tornare mai più. Non voglio che ciò accada, ma probabilmente accadrà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di rivoluzionalmente meraviglioso, CHI LO SA? Lo scopriremo stasera, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo iraniano!», ha scritto in un post su Truth.
Da Truth.
Attacchi a Qom e sull’isola di Kharg
Intanto continuano gli attacchi da parte di Usa e Israele sul suolo iraniano. La televisione di Stato iraniana ha riferito, citando il vice governatore della provincia, che è stato colpito un ponte vicino alla città di Qom, a sud di Teheran. Due persone sono inoltre state uccise in un attacco al ponte ferroviario Yahya Abad nella città di Kashan. L’agenzia di stampa Mehr ha infine riferito che aerei da guerra statunitensi e israeliani hanno effettuato diversi raid aerei sull’isola di Kharg, causando molteplici esplosioni.
Secondo quanto riferito dall’emittente turca Ntv, fuori dal consolato israeliano a Istanbul, chiuso da tempo, si è verificata una sparatoria a opera di tre assalitori. Lo scontro, iniziato intorno alle 12 ora locale, è durato circa 10 minuti. Gli aggressori sono arrivati sul posto con armi a canna lunga, abiti mimetici e uno zaino e hanno aperto il fuoco contro gli agenti che si trovavano nei pressi dell’edificio, situato nel quartiere di Levent sulla sponda europea della città. Due poliziotti sono rimasti feriti. I tre assalitori sono stati neutralizzati – due uccisi e uno catturato dopo essere rimasto ferito.
Istanbul attack update:
– Target: Reportedly Israeli Consulate – Three gunmen attacked the police station outside the building – Gunmen neutralised, two of them dead, one heavily wounded – Two police officers wounded – ISIS style, trained attackerspic.twitter.com/PrrvSXA8Ui
Il ministro della Giustizia Akin Gurlek ha affermato che è stata aperta un’inchiesta sull’accaduto. Il ministro dell’Interno, Mustafa Ciftci, ha definito «terroristi» gli assalitori spiegando che la loro identità è stata accertata. Provenivano da Izmit, località a circa un centinaio di chilometri a est di Istanbul, ed erano arrivati in città a bordo di un veicolo a noleggio. Uno degli individui risultava avere legami con un’organizzazione che strumentalizza la religione mentre un altro ha precedenti penali legati al traffico di droga. Al momento della sparatoria, non vi era personale al consolato israeliano.
İstanbul’da Yapı Kredi Plaza Blokları önünde görev yapan polislerimizle silahlı çatışmaya giren 3 kişi etkisiz hale getirilmiştir. Çatışmada iki kahraman polisimiz hafif yaralanmıştır. Teröristlerin, kimlikleri tespit edilmiştir. İzmit’ten kiralık araçla İstanbul’a geldikleri…
Il ministero degli Esteri israeliano: «Il terrore non ci fermerà»
Sulla vicenda è intervenuto il ministero degli Esteri israeliano, che su X ha commentato: «Condanniamo fermamente l’attacco terroristico odierno al consolato israeliano di Istanbul. Apprezziamo la tempestiva azione delle forze di sicurezza turche che hanno sventato questo attacco. Le missioni israeliane in tutto il mondo sono state oggetto di innumerevoli minacce e attacchi terroristici. Il terrore non ci fermerà».
We strongly condemn the terrorist attack on the Israeli Consulate in Istanbul today. We appreciate the Turkish security forces’ swift action in thwarting this attack. Israeli missions around the world have been subjected to countless threats and terrorist attacks. Terror will…
— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) April 7, 2026
Quanto costano le “moderazioni” di Claudia Conte, la donna al centro del caso politico che ha coinvolto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che in molti atti ufficiali risulta con il nome Anna Claudia Conte? Spulciando un po’, si trova un esempio molto interessante del suo “cachet”. E riguarda Andrea Covotta, storico giornalista Rai che da sempre si occupa di politica: il suo nome non è tra quelli più famosi, ma comunque ricopre il ruolo di direttore di Rai Quirinale. Ebbene, nel Comune di Colleferro, Città metropolitana di Roma Capitale, «l’Amministrazione comunale il giorno 30 ottobre 2024, alle ore 17.30, ha organizzato presso la Biblioteca Riccardo Morandi la presentazione del libro di Andrea Covotta, giornalista, responsabile della Struttura Rai Quirinale, dal titolo Politica e pensiero – Storie e personaggi dei partiti del Novecento». E indovinate chi c’era? Nella determinazione dirigenziale 985 del 30 ottobre 2024 del Comune l’oggetto è «incarico professionale di moderatrice alla dott.ssa Anna Claudia Conte».
L’opera di Covotta viene sintetizzata così: «Il libro è una sorta di viaggio nelle culture politiche italiane (cattolica, comunista, socialista e della destra) attraverso un ritratto dei suoi principali protagonisti, ripercorre la storia del pensiero politico italiano dagli inizi del Novecento fino al 1978, anno emblematico con la morte tragica di Moro, l’elezione di Pertini al Quirinale e la particolarità dei tre “papi”: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II». E ancora, si legge: «Interverranno alla presentazione il senatore Luigi Zanda e Claudio Sordo, giornalista parlamentare dal 1987» (che poi si chiama Sardo, ma tant’è).
Compenso di 1.500 euro, anche perché aveva già condotto «egregiamente»…
Quindi ecco la parte sul compenso: «Considerato che: – occorre affidare l’incarico di moderatore dell’iniziativa de quo; – per tale motivo è stata contattata la dott.ssa Anna Claudia Conte che ha già condotto egregiamente incarichi simili per il Comune di Colleferro; Preso atto del preventivo della dott.ssa Claudia Conte che, per lo svolgimento della performance, ha richiesto un compenso di €. 1.442,30 + oneri 4 per cento (€.57,70) per un totale di €. 1.500,00; Considerata la validità sociale e culturale dell’iniziativa; Dato atto che l’attività di moderatrice di cui trattasi è da considerarsi come prestazione artistica occasionale e rappresentazione artistica unica che, ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs 36/2023, prevede l’affidamento diretto a specifici operatori economici specializzati nel campo delle arti dello spettacolo e della musica».
Quindi viene «dato atto che il presente affidamento diretto è motivato da: a) specificità della fornitura e tipo di servizio trattato; b) congruità dell’offerta, economicità della fornitura proposta; c) possesso, da parte dell’operatore economico, dei requisiti di serietà, professionalità e competenza nel settore richiesti dal contratto, nonché dei requisiti di legge».
Il compenso destinato dal Comune di Colleferro a Claudia Conte.
Un cachet a peso d’oro probabilmente per il suo ruolo di attrice?
Cosa si deduce da questo atto pubblico? Innanzitutto che Conte è laureata, o almeno viene dichiarata tale: è «un operatore economico», vanta su carta bollata «requisiti di serietà, professionalità e competenza», e soprattutto che moderare la presentazione di un libro è una «prestazione artistica occasionale», anzi, peggio, «una performance», e che «ha già condotto egregiamente incarichi simili per il Comune di Colleferro». Quindi non nei panni della giornalista, ma dell’attrice, evidentemente, e con un compenso a peso d’oro. Alla faccia dell’Ordine dei giornalisti, del quale fa parte Covotta, fratello di Domenico, già sindaco di Ariano Irpino. Andrea Covotta è presidente dell’Avellino Club Roma, sodalizio che annovera i tifosi vip irpini che abitano nella Capitale. Da rilevare che l’evento vedeva protagonisti esponenti del Partito democratico…
Con le assemblee di bilancio dei prossimi mesi, saranno rinnovati 214 organi sociali, di cui 118 consigli d’amministrazione e 96 collegi sindacali, per un totale di 842 persone, in 155 società del ministero dell’Economia e delle finanze. L’ha rilevato l’analisi del Centro Studi CoMar, presieduto da Massimo Rossi, sul governo di tutte le partecipate dello Stato. Il 2026 è particolarmente significativo, perché si concludono i mandati triennali di molte società tra le maggiori in assoluto, dalle quotate Banca Mps, Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna fino a Amco, Consap, Equitalia Giustizia, Infratel, Ipzs, PagoPa, Ram, Rfi, Trenitalia e Sogesid.
Le società interessate esprimono ricavi per oltre 200 miliardi di euro
CoMar ha calcolato, sugli ultimi bilanci, che le società per cui è previsto il rinnovo esprimono ricavi per 206 miliardi di euro, utili per 16,5 miliardi e hanno 288.120 dipendenti. Al 2 aprile, la loro capitalizzazione in Borsa era superiore ai 282,6 miliardi di euro. Più in dettaglio, delle 842 persone totali in scadenza (tra consiglieri e sindaci), 158 siedono in 21 società controllate direttamente dal Mef, mentre 684 sono in 134 controllate indirette attraverso le sue diverse capogruppo.
«Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento». Così Giorgia Meloni ha risposto – via social – alla “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report», che ha mostrato una foto del 2019 dell’attuale premier assieme a Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardi diventato poi collaboratore di giustizia nel processo Hydra a Milano nel tentativo (spiega la presidente del Consiglio) di «sostenere la bizzarra tesi» di una sua «vicinanza ad ambienti malavitosi».
Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi.
L’anticipazione di Report col selfie scattato il 2 febbraio 2019 a Milano
Tutto nasce da un’anticipazione di Report, che dopo il caso dell’ex sottosegretario Andrea Delmastroin società con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome dei Senese, è tornato a indagare (il servizio verrà trasmesso il 12 aprile) sui rapporti tra esponenti di Fratelli d’Italia e ambienti legati al clan malavitoso, partendo da un selfie scattato il 2 febbraio 2019 all’Hotel Marriott di Milano, dove si era riuniti i vertici del partito. Amico, all’epoca non ancora indagato per associazione mafiosa ma con la fedina penale tutt’altro che immacolata, nei mesi successivi all’evento – spiega Report – aveva fatto circolare la foto tra le sue conoscenze, «dicendo di avere agganci importanti dentro Fratelli d’Italia», presentendosi inoltre «come referente territoriale del partito e molto vicino» al deputato Carlo Fidanza.
Il 2 febbraio del 2019 all’Hotel Marriott di Milano era presente l’intero gotha di Fratelli d’Italia. L’occasione era la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell’anno. Tra militanti e dirigenti in sala ad accogliere la futura… pic.twitter.com/CZjzwAvqGr
Il presunto tesserino per Montecitorio e la smentita della Camera
Secondo il racconto di un ex parlamentare che aveva ricevuto il selfie con Meloni, nella seconda metà del 2018 Amico avrebbe portato negli uffici di FdI alla Camera, «come se avesse un tesserino o un accredito speciale», per un incontro informale con Giovanni Donzelli. Quest’ultimo, interpellato da Report, ha però negato. «In riferimento alle notizie apparse su alcuni organi di informazione, la Camera dei deputati rende noto che non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato al soggetto citato dalle fonti di stampa», si legge in una nota di Montecitorio.
Meloni: «Ai “professionisti dell’informazione” importa solo gettare fango»
Meloni, sempre sui social ha aggiunto: «Questi signori fanno inoltre un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie». E poi: «A questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica».
Il tempo stringe: Donald Trump ha fissato alle 20 ora di New York (le 2 in Italia) di martedì 7 aprile (sarà già mercoledì da noi) la nuova scadenza entro la quale l’Iran dovrà raggiungere un accordo e riaprire lo Stretto di Hormuz. Altrimenti, ha spiegato, gli Stati Uniti faranno «saltare in aria» tutti i ponti e le centrali elettriche del Paese. Un evento bellico che costituirebbe un crimine di guerra, anche se al tycoon, parole sue, «non interessa per niente».
L’avvertimento dell’IDF: «Non prendete treni»
In previsione di attacchi su larga scala, l’esercito israeliano ha avvisato tutti i cittadini iraniani di non viaggiare in treno fino alle 21 (ora della Repubblica Islamica). Inoltre un funzionario iraniano, identificato dalla tv di Stato come segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti, ha invitato «tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti, gli universitari e i professori» a «formare catene umane» attorno alle centrali elettriche, «a prescindere da qualsiasi opinione politica, in quanto appartengono al futuro dell’Iran e alla gioventù iraniana».
Cosa dice la Convenzione di Ginevra
Gli oggetti indispensabili alla sopravvivenza di una popolazione, ad esempio gli impianti di depurazione delle acque, sono vietati come obiettivi militari dalle Convenzione di Ginevra. Un’infrastruttura civile come una ferrovia potrebbe essere considerata un obiettivo legittimo se avesse una duplice utilità per l’esercito iraniano. Ma Trump ha minacciato non solo di distruggere tutte le infrastrutture: ferrovie, appunto, ma anche i ponti, oltre alle varie centrali elettriche del Paese. Un portavoce di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato all’Associated Press che il diritto internazionale vieta di attaccare tali infrastrutture «anche se dovessero essere considerate obiettivi militari», in quanto ciò potrebbe comportare il rischio di «eccessivi danni collaterali alla popolazione civile».
La condanna della Mezzaluna Rossa
In una dichiarazione pubblicata su X la Mezzaluna Rossa iraniana, denunciando come crimini di guerra gli ultimi attacchi condotti da Stati Uniti e Israele che hanno colpito 17 obiettivi civili, che «non c’è alcuna giustificazione per attaccare civili indifesi e che farlo costituisce un crimine di guerra».
مناطق غیرنظامی که از بامداد امروز (سه شنبه ۱۸ فروردینماه) مورد هدف حملات هوایی رژیم صهیونیستی و آمریکا قرار گرفت
پایگاه اطلاعرسانی جمعیت هلال احمر: تهران – حوالی میدان آزادی تهران – میدان فلسطین تهران – تهرانپارس تهران – پردیس تهران – شهریار آذربایجان غربی – ارومیه… pic.twitter.com/SbLiQefuYO
— جمعیت هلالاحمر ایران (@Iranian_RCS) April 7, 2026
Gli appelli dei Paesi del Golfo a Trump
Preoccupate che l’Iran possa colpire le loro infrastrutture civili per rappresaglia, diversi Paesi del Golfo avrebbero contattato privatamente l’Amministrazione Trump per tentare di far desistere gli Usa. Teheran ha già accusato Washington e Tel Aviv di aver preso di mira infrastrutture civili, con il bombardamento del nuovo ponte B1, appena fuori dalla capitale iraniana, e della centrale nucleare di Bushehr.
Al via, da martedì 7 aprile 2026, le nuove regole per lo smart working in Italia introdotte dalla Legge annuale per le piccole e medie imprese (Legge pmi). Le misure puntano a garantire che il lavoro da remoto avvenga nel pieno rispetto delle tutele previste dal Testo unico sulla sicurezza. Riguardano infatti principalmente la sicurezza sul lavoro e prevedono sanzioni severe per i datori di lavoro inadempienti. Le multe scatteranno in caso di mancata consegna dell’informativa scritta al lavoratore e al Rls (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) sui rischi connessi alla prestazione lavorativa svolta fuori dai locali aziendali. Le sanzioni vanno dall’arresto da due a quattro mesi fino ad ammende da 1.708,61 euro fino a 7.403,96 euro.
Cosa deve contenere l’informativa
Non si tratta di un documento formale. L’informativa in questione deve indicare i rischi generali e specifici connessi al lavoro agile, con particolare attenzione all’utilizzo dei videoterminali e agli effetti correlati – affaticamento visivo, problemi posturali, stress. E deve essere fornita almeno una volta all’anno, in modo da restare aderente alle modalità concrete di svolgimento dell’attività.
AGI - Sono già 120 i pedoni (79 maschi e 41 femmine) investiti e uccisi sulle strade italiane dal primo gennaio 2026 ad oggi: ben 60, la metà del totale, avevano più di 65 anni. Ad aggiornare la drammatica contabilità è l'Osservatorio Asaps-Sapidata, secondo cui nel primo trimestre di quest'anno a perdere la vita sono stati 116 pedoni, il 9,4% in più rispetto ai 106 dello stesso periodo dell'anno scorso. Nel dettaglio, i decessi sono stati 47 a gennaio, 29 a febbraio, 40 a marzo.
La regione con il maggior numero di vittime (16, di cui una a Milano) è la Lombardia, davanti a Lazio (13, di cui 6 a Roma), Piemonte (12), Veneto (12), Campania (10), Toscana (9), Liguria (8), Puglia (8), Emilia Romagna (7), Sicilia (6), Calabria (5), Umbria (4), Marche (3), Friuli Venezia Giulia (3), Abruzzo (2) e Sardegna (2).
Le circostanze degli investimenti mortali
Gli investimenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali, sempre dall'1 gennaio, sono stati complessivamente ben 58 su 120 (il 48,3%). Tredici gli episodi di pirateria stradale, con il responsabile fuggito senza prestare soccorso, l'ultimo a Vicenza a fine marzo. Non mancano i casi di pedoni investiti mentre camminavano tranquilli sul marciapiede.
AGI - Un ragazzo di 21 anni è in stato di fermo con l'accusa di aver accoltellato i genitori e il fratello di 16 anni. Il tentato triplice omicidio è avvenuto questa mattina a Fano, poco prima delle 4. A dare l'allarme è stata la madre. Nell'abitazione di Via XII Settembre sono intervenuti i carabinieri e i soccorritori, che hanno trasferito i tre feriti all'ospedale regionale di Torrette di Ancona: due di loro sarebbero in gravi condizioni.
La dinamica
Da quanto si è appreso, la famiglia ha origini bengalesi. A essere colpiti sono stati il padre del fermato, 46 anni, che è in condizioni gravi; la madre, 43enne, che nonostante le ferite è riuscita a dare l'allarme; e il fratello 16enne, che i carabinieri hanno trovato all'interno dell'abitazione. Al momento il ventunenne deve rispondere di tentato omicidio plurimo. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire quanto è successo e il movente dell'aggressione.
Aurelio De Laurentiis è pronto a lasciar andare Antonio Conte in caso di chiamata come allenatore della Nazionale. Lo ha detto lo stesso presidente del Napoli a Los Angeles, dove si trova per la proiezione di Ag4in, il documentario sullo scudetto conquistato dai partenopei la scorsa stagione, proprio con Conte in panchina. In un’intervista a Calcionapoli24, De Laurentiis ha dichiarato: «Se Conte mi chiedesse di liberarlo per tornare ct, penso che gli direi di sì. Ma, poiché è molto intelligente, fino a quando non esiste un interlocutore serio, e fino ad ora non ce ne sono stati, penso che lui desisterebbe nell’immaginarsi a capo di una cosa completamente disorganizzata».
«Malagò in Figc sarebbe perfetto»
Il presidente del Napoli è tornato anche a parlare del futuro del calcio italiano dopo la disfatta contro la Bosnia e la raffica di dimissioni che ne è seguita, ribadendo il suo supporto nei confronti di Giovanni Malagò come successore di Gabriele Gravina alla guida della Figc: «È la persona perfetta per fare il commissario prima e il presidente poi di una nuova federazione». Un altro punto che ha toccato è la maggior centralità che per lui dovrebbe avere la Lega Serie A: «Il calcio italiano è la Serie A che viene considerata come una cenerentola, ha soltanto il 18 per cento federativamente parlando, mentre i dilettanti e i calciatori hanno la maggioranza. Questa è un’assurdità considerando che senza la Serie A la federazione non esisterebbe, considerando che noi la finanziamo con ben 130 milioni all’anno. Bisogna rimodulare tutto, azzerare il sistema e dare alla Serie A la maggioranza assoluta. Perché altrimenti potrebbe anche capitare che la Serie A decida di non appartenere più al mondo federativo e di crearsi autonomamente la sua lega e la sua federazione in casa. Tutto è possibile». E infine: «Ci sono troppi galli a cantare nel calcio, bisogna mettersi d’accordo con la Uefa, con la Fifa, poi con la politica italiana che però è molto lontana dal calcio. Tutti quanti vogliono partecipare, chiedono biglietti, fanno il tifo ma di positività e di cambiamento non apportano mai nulla. Questo è grave».