Incidente sul lavoro a Palermo, morti due operai caduti da una gru

Gravissimo incidente sul lavoro a Palermo, dove due operai sono morti dopo essere caduti dal carrello di una gru, che si è ribaltato. È successo in via Ruggero Marturano, all’incrocio con via Ammiraglio Rizzo, dove è in corso la ristrutturazione di un palazzo. Un terzo operaio si è invece salvato, per sua fortuna, finendo sui copertoni di un negozio di ricambio pneumatici. Un dipendente di questa attività è stato trasportato in ospedale con un trauma cranico. Sul posto i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli agenti della polizia.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino

Alla fine Roberto Cingolani è stato messo fuori da Leonardo. La notizia era nell’aria da settimane, ma fa comunque rumore, perché il manager ex ministro non è un burocrate di complemento: è uno con un profilo internazionale, capace di stare su qualsiasi palcoscenico senza fare figuracce, nonché capo della più grande industria della Difesa del Paese. Cosa che, in questi tempi di guerra, non è un dettaglio. D’accordo, ha un carattere spigoloso con tutti tranne che con i suoi favoriti, cui spiana con troppa disinvoltura le carriere. Ma defenestrarlo è stata una scelta politica, non industriale. Se, come auspicava Guido Crosetto, che di Leonardo è il ministro di riferimento, devono essere i numeri e il mercato a decidere, qui siamo agli antipodi. E si sa che le scelte di Palazzo travestite da scelte industriali hanno una storia che alla lunga non promette niente di buono.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino

Manuale Cencelli e attenzione a soddisfare la propria tribù

Il resto dell’infornata nelle partecipate si è svolto come da copione. Manuale Cencelli in mano e spasmodica attenzione della maggioranza di governo ad accontentare i pretendenti della propria tribù. Nomi di provata fede in un giro di poltrone in cui contano solo gli equilibri di coalizione e l’osservanza dei requisiti di base: fedeltà personali e cambiali da riscuotere. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, dove la tanto evocata meritocrazia resta quasi sempre in ombra. Poi, per carità, le prescelte saranno tutte persone brave e degne, ma non è questo il punto. Il problema, ovviamente, sta nel metodo.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Guido Crosetto e Giorgia Meloni (foto Ansa).

Tutte queste aziende sono quotate in Borsa. Hanno grandi e piccoli azionisti, investitori istituzionali che non votano Fratelli d’Italia, il partito di Berlusconi o la Lega e che, quando vedono arrivare un nome calato dall’alto senza uno straccio di spiegazione, fanno due conti e tirano le loro conclusioni usando la sola arma in loro possesso: massiccio smobilizzo dei titoli e capitali che vanno altrove.

Nessuna spiegazione, nomine immotivate e inappellabili

Giorgia Meloni e il suo governo non hanno sentito il bisogno di spiegare nulla. Nessuna conferenza stampa o comunicato da cui si evinca una logica industriale nelle scelte. Le nomine sono arrivate come decreti del destino, immotivate e inappellabili, nella forma di uno scarno comunicato serale del Mef. Eppure questo è lo stesso governo che, a ogni occasione buona, recita il mantra del mercato e della concorrenza. Lo ha fatto con la voce grossa quando conveniva. Poi, quando le regole avrebbero imposto trasparenza e accountability che però non gli facevano comodo, si è girato dall’altra parte.

Le difficoltà di una quadra spartitoria che plachi gli appetiti

Si è visto nella vicenda Mps, dove si è trasformato da arbitro in giocatore con una disinvoltura che avrebbe fatto arrossire persino la dirigista Mediobanca dei tempi di Cuccia. E ancora bloccando Unicredit su Bpm con argomenti che hanno fatto inorridire gli stakeholders. E ora si ripete sui vertici delle partecipate, decisi all’ultimo minuto a riprova che (soprattutto) tra alleati trovare la quadra spartitoria che plachi gli appetiti di tutti è una fatica di Sisifo.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Rocca Salimbeni, sede di Mps (Imagoeconomica).

Meloni si è chiusa ancora di più nel suo fortino

C’è chi legge questa invasività di Palazzo Chigi come una reazione alla botta del referendum, e l’ipotesi non è peregrina. Una sconfitta così netta lascia il segno, specie su una leader che ha costruito la sua immagine sull’essere invincibile. Il risultato, però, è paradossale: invece di aprirsi, di cercare un dialogo più largo, di ammorbidire i contorni di un profilo che il voto ha dimostrato non essere così granitico, Meloni si è chiusa ancora di più nel suo fortino.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Giorgia Meloni (foto Imagoeconomica).

La sindrome da accerchiamento è una malattia antica della politica italiana. Ne hanno sofferto in tanti, da Bettino Craxi in poi, e non è andata bene a nessuno. Chi si convince di avere il mondo intero contro di sé finisce per vedere nemici anche dove non ci sono, stringendo il cerchio dei suoi fidi fino a soffocare tra sospetti e rancori.

Il mondo esterno trasformato in un perfido complotto da cui difendersi

È la comfort zone di Palazzo Chigi, che trasforma il mondo esterno in un perfido complotto da cui difendersi. Inizialmente, l’intento di Meloni era di confermare tutti gli ad delle partecipate, e lasciar sfogare le brame dei partiti sulle presidenze. La disastrosa sconfitta referendaria le ha fatto subito accantonare gli antichi propositi. Il mercato, nel frattempo, prende nota. Gli investitori stranieri guardano l’Italia e vedono un Paese in cui le partecipate vengono gestite come feudi, dove le regole valgono solo per gli altri e la discontinuità manageriale dipende dagli umori di chi sta al potere e non dai risultati di bilancio.

Un altro piccolo chiodo nella bara di una certa narrazione

Meloni aveva vinto le elezioni con un’idea semplice e potente: un governo che fa quello che dice, la coerenza come arma vincente. Ma quell’idea, che già aveva cominciato a vacillare nei mesi a venire, adesso fatica a reggere. E ogni nomina calata dall’alto senza una riga di motivazione è un piccolo chiodo nella bara di quella narrazione. Il fortino protegge, ma isola. E un leader isolato, prima o poi, smette di leggere la realtà, finendo per leggere solo se stesso.

Stop alla circolazione dei treni veloci tra Roma-Firenze nel fine settimana

AGI -  Stop alla circolazione dei treni veloci tra Roma e Firenze nel fine settimana fino a domenica pomeriggio. Prenderanno il via, infatti, dalla mezzanotte di questa sera gli interventi di attivazione del sistema Ertms (European Rail Traffic Management System) sulle linee Roma-Firenze Alta Velocità e convenzionale, con sospensione della circolazione fino alle ore 15 di domenica 12 aprile.

I treni e le tratte interessate ai lavori 

L’intervento, realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), rappresenta un passaggio strategico per il potenziamento tecnologico della rete ferroviaria. Le attività interesseranno in particolare la tratta Orvieto–Settebagni, completando l’installazione del sistema ERTMS sull’intera direttrice AV Roma-Firenze.

L’investimento complessivo è di circa 147 milioni di euro, finanziati anche con fondi PNRR. Per consentire i lavori, la circolazione sarà sospesa: dalla mezzanotte di sabato 11 aprile alle ore 15 di domenica 12 aprile è prevista l'interruzione della tratta Rovezzano-Settebagni (Roma-Firenze AV); dalle ore 14 di sabato 11 aprile alle ore 5 di domenica 12 aprile ci sarà l'interruzione della tratta Orte-Roma Tiburtina (Roma-Firenze convenzionale).

Treni cancellati e linee alternative 

Durante il periodo dei lavori le linee Roma-Firenze AV e convenzionale non potranno essere percorse dai treni. Prevista una forte riduzione dei collegamenti con soluzioni di spostamento alternative percorrendo la linea Tirrenica. La circolazione riprenderà progressivamente dal pomeriggio del 12 aprile, con possibili allungamenti dei tempi di viaggio, e tornerà regolare da martedì 14 aprile.

Informazioni per i viaggiatori 

In considerazione delle possibili ripercussioni sul servizio, si invitano i viaggiatori a consultare i canali di infomobilità di Rfi e delle Imprese Ferroviarie. L’introduzione dell’Ertms consentirà un miglioramento dell’affidabilità, della regolarità della circolazione e della qualità del servizio, nell’ambito del più ampio piano di innovazione della rete ferroviaria nazionale.

Chi è l’italiano in carcere negli Stati Uniti per vendita di armi alla Russia

Un cittadino italiano è stato arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di aver esportato illegalmente armi in Russia e si trova in un carcere di Brooklyn in attesa di sentenza, dopo essersi dichiarato colpevole. Lo ha reso noto il Dipartimento di Giustizia Usa: il commerciante di armi Manfred Gruber – questo il nome dell’uomo – è stato fermato a ottobre 2025 mentre si stava recando a una fiera di settore a Washington.

Chi è Manfred Gruber, che si è dichiarato colpevole

Gruber, altoatesino di 61 anni, è direttore commerciale di un’azienda del nord Italia che produce armi e munizioni. Come spiega l’Eastern District of New York del Dipartimento di Giustizia, il manager è stato arrestato con l’accusa di aver esportato armi per 540 mila dollari in Russia, attraverso il Kirghizistan, violando le rigide normative Usa in materia. «I reati commessi da Gruber hanno contribuito ad alimentare la sanguinosa guerra contro l’Ucraina che ha causato innumerevoli vittime», si legge in un comunicato. Durante una prima udienza, il 30 marzo Gruber si è dichiarato colpevole di cospirazione per commettere violazioni delle norme sul controllo delle esportazioni.

Un presunto socio di Gruber è già stato condannato

«L’ammissione di colpevolezza dimostra le gravi conseguenze della violazione delle limitazioni sulle esportazioni statunitensi e l’impegno dell’Fbi nel perseguire chi alimenta illegalmente gli sforzi bellici dei nostri avversari stranieri», ha dichiarato Roman Rozhavsky, vicedirettore della Divisione spionaggio e controspionaggio dell’agenzia americana, che ha fatto anche riferimento all’utilizzo (per l’export) dell’aeroporto ‘John F. Kennedy’ di New York. A gennaio un presunto socio di Gruber di origine kirghisa, Sergei Zharnovnikov, era stato arrestato per lo stesso motivo: è già stato condannato a 39 mesi di carcere.

Porta a porta, acceso scontro tra Vespa e Provenzano: il video

Duro scontro, durante la puntata di Porta a Porta di giovedì 9 aprile 2026, tra il conduttore Bruno Vespa e il deputato del Pd Giuseppe Provenzano. Quest’ultimo era appena stato ripreso dal padrone di casa per aver interrotto Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. «Stiamo interloquendo, siamo in uno studio democratico», ha replicato il dem. «Vuole venire al posto mio?», ha controbattuto Vespa indicando scherzosamente la sedia del moderatore. Quando Provenzano ha risposto «forse dovrebbe sedersi da quella parte», indicando il lato di Malan, il conduttore si è infuriato. «Questo non glielo consento. Lei deve trovare una trasmissione, che in maniera isterica, con quello che vedete in giro sulla par condicio… Non glielo consento! Non glielo consento!», ha sbottato alzando il tono di voce. «Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. La prego adesso stia zitto. Lasci parlare gli altri», ha aggiunto prima di ridare la parola a Malan. Di seguito il video dello scontro.

Esportava armi in Russia, italiano arrestato negli Usa

AGI - Armi alla Russia dagli Stati Uniti, aggirando tutte le sanzioni. Il manager altoatesino Manfred Gruber, 61 anni, è stato arrestato negli Stati Uniti e si trova in un carcere di Brooklyn in attesa di sentenza. L'uomo, direttore commerciale di un'azienda del nord Italia che produce armi, è stato arrestato il 30 marzo scorso con l'accusa di aver esportato illegalmente armi in Russia, attraverso il Kirghizistan, per 540.000 dollari. La notizia è stata pubblicata sul sito del Dipartimento di Giustizia americano.

"I reati commessi da Gruber - si legge nel comunicato - hanno contribuito ad alimentare la sanguinosa guerra contro l'Ucraina che ha causato innumerevoli vittime". Nel gennaio scorso un presunto socio di Gruber di origine kirghisa è stato arrestato per lo stesso motivo e già condannato a 39 mesi di carcere. "Manfred Gruber si è dichiarato colpevole di cospirazione per commettere violazioni del controllo delle esportazioni" ha reso noto il Dipartimento di Giustizia americano.

Il traffico internazionale di armi

Dopo aver raggiunto il Kirghizistan, la maggior parte delle munizioni veniva successivamente riesportata in Russia. Nel gennaio scorso, Sergei Zharnovnikov, ritenuto co-cospiratore di Gruber con base in Kirghizistan, è stato condannato a 39 mesi di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole della violazione di esportazione. Manfred Gruber è responsabile delle vendite presso un'azienda di commercio all'ingrosso di armi e munizioni con sede in Alto Adige. Il procedimento che ha interessato il cittadino italiano si è tenuto davanti alla giudice del Distretto orientale di New York, Taryn A. Merkl.

Le indagini dell'fbi e la sicurezza nazionale

"Manfred Gruber ha messo a rischio molte vite fornendo illegalmente alla Russia munizioni militari di produzione americana per un valore di centinaia di migliaia di dollari per avanzare nella sua guerra in Ucraina - ha affermato Roman Rozhavsky, il vice direttore della Divisione controspionaggio e dell'Fbi -. Continueremo a lavorare con i nostri partner nelle forze dell'ordine e nel settore privato per salvaguardare la nostra sicurezza nazionale tenendo le forniture militari americane fuori dalle mani degli Stati nazionali ostili".

Il sistema per nascondere la destinazione finale delle armi

Secondo il procuratore del Distretto Orientale di New York, Joseph Nocella, "l'imputato ha utilizzato più aziende per nascondere il suo piano di inviare munizioni di grado militare al Kirghizistan, prima che fossero riesportate in Russia per sostenere il suo sforzo bellico". Come indicato nei documenti giudiziari, "Gruber è stato membro chiave di una rete internazionale di approvvigionamento di munizioni alla Russia durante la sua guerra contro l'Ucraina, acquistando munizioni dagli Stati Uniti e riesportandole in Kirghizistan in violazione delle licenze rilasciate alla compagnia italiana che richiedevano che le munizioni restassero in Italia".

La consapevolezza della violazione delle leggi statunitensi

Secondo le autorità statunitensi, "Gruber era consapevole che la legge statunitense proibiva la riesportazione di munizioni statunitensi senza ulteriori licenze, che non ottenne, e per aiutare il successo del progetto di esportazione illecita, l'imputato ha adottato provvedimenti per mascherare la vera destinazione delle munizioni".

Stretto di Hormuz, Trump attacca l’Iran per il blocco del petrolio

Donald Trump, che aveva mostrato ottimismo in vista nei negoziati in Pakistan organizzati dopo l’accordo di due settimane di cessate il fuoco con l’Iran, ha fatto un’altra delle sue giravolte accusando Teheran di fare «un pessimo lavoro, alcuni direbbero persino imbarazzante» nella gestione dello Stretto di Hormuz, ancora lontano dall’apertura completa invocata dal presidente Usa come condizione essenziale per lo stop alla guerra. Trump su Truth ha sottolineato che «non erano questi gli accordi», minacciando di tornare a colpire «più duramente di quanto chiunque abbia mai visto».

L’Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere

L’Iran rivendica un ruolo di gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e, secondo i media locali, starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nel braccio di mare, spartendo poi il denaro con l’Oman. «È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!», ha avvertito Trump, sempre su Truth. Il presidente Usa si è inoltre scagliato contro il Wall Street Journal, che lo aveva accusato di aver cantato vittoria troppo presto: «Grazie a me l’Iran non avrà mai un’arma nucleare e, molto presto, vedrete il petrolio iniziare a scorrere, con o senza il loro aiuto e, per me, non fa alcuna differenza. Il Wsj, come al solito, dovrà rimangiarsi le sue parole».

Stretto di Hormuz, Trump attacca l’Iran per il blocco del petrolio
Donald Trump (Imagoeconomica).

I pasdaran: «Nuova fase della gestione di Hormuz»

Il Comando Navale delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando un comunicato dei pasdaran: «In questi due giorni di silenzio militare, nemici e amici hanno compreso che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Se Dio vuole, ringraziamo Dio».

Gli versano olio motore in un drink, minorenne avvelenato a Verbania

AGI - Uno "scherzo" che poteva trasformarsi in tragedia quello avvenuto la sera del 4 aprile scorso a Verbania, dove un minorenne è finito in ospedale dopo aver ingerito olio motore, mescolato a sua insaputa in un drink analcolico.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l'episodio si è consumato durante una festa di compleanno tra giovanissimi su una spiaggia pubblica adiacente a uno stabilimento balneare. La vittima è stata avvicinata da un coetaneo che gli ha offerto la bevanda definendola un "drink buono".

Subito dopo i primi sorsi, il ragazzo è stato colto da un violento malore. Mentre la maggior parte dei presenti si è dileguata, il giovane è stato soccorso e trasportato d'urgenza all'ospedale "Castelli". I militari dell'Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino, sono riusciti a risalire al responsabile attraverso testimonianze e referti medici.

Le indagini e le condizioni di salute del minore

Il giovane autore del gesto ha ammesso le proprie responsabilità davanti agli inquirenti, tentando di giustificare l'accaduto come una goliardata. Il minore è stato sottoposto a cure specifiche in ospedale a Verbania su indicazione del Centro Antiveleni di Bergamo. Nonostante le dimissioni con una prognosi iniziale di pochi giorni, i sanitari mantengono il massimo riserbo e cautela su possibili complicazioni o danni a lungo termine causati dalla tossicità della sostanza lubrificante. Le autorità hanno già provveduto all'ascolto di numerose persone informate sui fatti per cristallizzare la dinamica dell'evento.

Ucraina, Putin annuncia una tregua per la Pasqua ortodossa

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una tregua in Ucraina in occasione della Pasqua ortodossa, come proposto dal leader ucraino Volodymyr Zelensky. Il cessate il fuoco durerà dalle ore 16 dell’11 aprile a tutto il 12 aprile. Mosca si aspetta che anche Kyiv segua il suo esempio, ha aggiunto il Cremlino. Il ministro della Difesa Andrej Belousov ha già ordinato al capo di stato maggiore Valeryij Gerasimov che le truppe «sospendano per questo periodo le azioni militari in tutte le direzioni», ma siano «pronte a eliminare tutte le possibili provocazioni da parte del nemico, così come qualsiasi azione aggressiva». Putin aveva dichiarato un cessate il fuoco di 30 ore anche in occasione della scorsa Pasqua, ma entrambe le parti si erano accusate a vicenda di averlo violato.

L’Ucraina: «Tregua duri anche dopo Pasqua»

L’Ucraina è pronta a rispettare il cessate il fuoco, come indicato da Zelensky su Telegram: «Abbiamo ripetutamente dichiarato di essere pronti a compiere passi simmetrici. Abbiamo proposto quest’anno un cessate il fuoco durante le festività pasquali e agiremo di conseguenza. Le persone hanno bisogno di una Pasqua senza minacce e di un reale progresso verso la pace, e la Russia ha l’opportunità di non tornare agli attacchi anche dopo Pasqua».

Auto nel laghetto di Nerviano, trovato all’interno il cadavere di un 72enne

AGI - Il corpo senza vita di un 72enne, la cui figlia ne aveva denunciato la scomparsa ieri, è stato trovato dai vigili del Fuoco in un'automobile trovata nel laghetto di Nerviano, nel Milanese, in via Giovanni XXXIII.

In corso accertamenti

Secondo quanto riferito dai vigili del Fuoco sono in corso accertamenti per verificare se ci fossero altre persone. Sul posto il Distaccamento di Rho e due mezzi fluviali, oltre a personale del 118 e ai carabinieri di Legnano e Nerviano.