«Censuro tutto. È inaccettabile. La farsa è durata abbastanza». Lo ha dichiarato Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, in merito alle attuali consultazioni del primo ministro uscente Sebastien Lecornu, che si è dimesso il 6 ottobre dopo appena 27 giorni a Matignon e meno di 24 ore dopo aver presentato il suo governo (il più breve della Quinta Repubblica). Sia l’estrema destra del RN che la sinistra della France Insoumise hanno chiesto di tornare alle urne, ma Emmanuel Macron – sempre più sotto pressione – punta a tenere duro fino al 2027: in un discorso Lecornu ha sottolineato il «desiderio» delle forze politiche di centro, destra e Place Publique di avere un bilancio entro il 31 dicembre, «una convergenza che ovviamente elimina la prospettiva di scioglimento» dell’Assemblea Nazionale.
Je censure tout. La plaisanterie a assez duré.
— Marine Le Pen (@MLP_officiel) October 8, 2025
Trop, c’est trop : le pouvoir contourne les institutions, méprise la Ve République et prend les Français pour des idiots.
Il est temps de siffler la fin de la récréation. pic.twitter.com/vJZQBlSYdm
Le Pen attacca: «Fischiamo la fine della ricreazione»
«Fischiamo la fine della ricreazione», ha aggiunto Le Pen attaccando Macron e Lecornu, il quale si è dimesso alla vigilia del voto di fiducia dell’Assemblea Nazionale, che si preannunciava fallimentare. Nel suo discorso, il premier uscente ha inoltre affermato che «l’obiettivo di deficit pubblico deve essere mantenuto al di sotto del 5 per cento del deficit» nel prossimo bilancio, o «tra il 4,7 e il 5 per cento in via definitiva». Tuttavia, durante questo discorso, il premier dimissionario non ha affrontato la questione cruciale di una possibile sospensione della riforma delle pensioni.

Cosa dicono i sondaggi su eventuali elezioni legislative anticipate
I sondaggi relativi a eventuali elezioni anticipate danno il Rassemblement National al 33 per cento, l’area di centrosinistra al secondo posto con il 18 per cento, i macronisti al 14 per cento e i Repubblicani di Bruno Retailleau al 12 per cento.
Le Pen o Bardella sarebbero in testa al primo turno in presidenziali anticipate
In Francia intanto si continua a parlare non solo di elezioni legislative anticipate, ma anche di Presidenziali indette prima del tempo: Macron assicura di non essere intenzionato a lasciare l’Eliseo, ma a fronte delle svariate crisi politiche potrebbe decidere di fare un passo indietro. Un sondaggio condotto dall’istituto Toluna Harris dà il candidato del RN in testa al primo turno di eventuali elezioni presidenziali anticipate con oltre il 30 per cento delle preferenze, più del doppio di quanto otterrebbe il candidato macronista. Nel dettaglio, il presidente del RN Jordan Bardella avrebbe un 35 per cento in netta ascesa, a fronte del 16 per cento degli ex premier Eduard Philippe o Gabriel Attal, che si giocherebbero il ballottaggio con Jean-Luc Melenchon (14 per cento) e Raphaël Glucskmann (13 per cento). Il sondaggio ha considerato inoltre lo scenario che prevede il superamento del processo che vede imputata Le Pen, la quale al momento è ineleggibile: la leader del RN arriverebbe al 34 per cento, ottenendo leggermente meno consensi di Bardella ma più del doppio degli altri candidati all’Eliseo.
