Missili potenziati, droni simili a quelli statunitensi, navi da guerra gigantesche e sottomarini a propulsione nucleare. La Corea del Nord continua a rafforzare il suo arsenale militare sfruttando a piene mani il know-how tecnologico della Russia. I rapporti tra i due Paesi sono sempre più intensi dallo scoppio della guerra in Ucraina. Lo confermano le ultime armi mostrate dal governo nordcoreano che Kim Jong-un non sarebbe mai riuscito a sviluppare senza il fondamentale sostegno di Vladimir Putin. Ma lo dimostrano anche gli affari commerciali tra Pyongyang e Mosca che, escludendo gli armamenti, sono cresciuti di nove volte dai circa 3,78 milioni di dollari registrati nel 2022 ai quasi 34 milioni del 2024.

Tra gli aiuti militari alla Russia anche 15 mila soldati
Secondo il paper Unequal Partnership. North Korea’s Uneven Bargain with Russia della Friedrich Naumann Foundation, dal 2023 la Corea del Nord ha consegnato aiuti militari alla Russia per il conflitto ucraino per un valore totale di circa 9,8 miliardi. Kim ha inviato al Cremlino milioni di proiettili di artiglieria, centinaia di lanciarazzi, missili balistici KN-23 e quasi 15 mila soldati. Mosca avrebbe però fin qui risposto con forniture di cibo, petrolio e limitati equipaggiamenti militari, per un ammontare pari a solo un decimo di quanto garantito da Pyongyang. Il governo nordcoreano, si legge nel rapporto, ha ricevuto dal «pacchetto di reciprocità» russo un ammontare di denaro compreso tra i 457 milioni e 1,19 miliardi di dollari.

Il sogno di Kim? I moderni caccia russi
Fin qui la Russia ha mostrato cautela nel trasferire all’alleato tecnologie particolarmente avanzate. La situazione potrebbe però presto cambiare. Kim spera infatti di ricevere da Putin caccia moderni come pagamento per l’assistenza militare in Ucraina. Nel frattempo il leader nordcoreano ha svelato inediti missili aria-superficie e aria-aria montati su velivoli d’attacco Su-25 di epoca sovietica. Evgeniy Nikiforov, che sovrintende alla logistica internazionale presso l’Associazione russa degli esportatori e degli importatori, ha spiegato in una tavola rotonda che questo boom, a esclusione degli aiuti militari, è dovuto principalmente alle forniture di prodotti agricoli russi – come farina, soia, burro e cereali – e alla categoria degli «idrocarburi».

Non mancano birre, integratori e… medicinali come il Viagra
Il volume degli scambi commerciali tra Russia e Corea del Nord ha raggiunto il livello più alto dai tempi dell’Unione Sovietica. Anche Mosca ha intanto incrementato l’import di prodotti Made in North Korea. Quali? Le new entry sono prodotti medicinali e per il miglioramento della salute. La Korea Sobaeksu United Corporation e la Pugang Pharmaceutical, per esempio, offrono ai consumatori russi medicinali simili al Viagra e per il trattamento della disfunzione erettile, oltre a integratori alimentari a base di ginseng, aloe e riso rosso fermentato. Ma ci sono anche tabacco, cosmetici, abbigliamento e, soprattutto, birre. La Mangyongdae Kyonghung Food Factory esporterà «birra gassata filtrata leggermente pastorizzata» con un grado alcolico del 4,5 per cento a una società di Vladivostok. Mentre le più “rinomate” Taedonggang Brewing Company, Taeha e Tumangang si contenderanno quote di mercato in tutta la Russia.















