Le sue bottiglie da 200 ml costano 10 rupie, circa 11 centesimi di euro, la metà di quelle offerte da Coca-Cola e Pepsi. Da quando, nel 2022, Campa Cola è stata acquistata da Reliance Industries, il conglomerato guidato dall’uomo più ricco dell’India, Mukesh Ambani, questa bibita gassata è letteralmente rinata. La cosiddetta cola indiana, tanto in voga negli Anni 70 e 80, aveva perso appeal in seguito alla liberalizzazione economica di Delhi avvenuta nel 1991, e alla conseguente ascesa nel Paese delle grandi multinazionali occidentali. Pure Drinks Group, storica proprietaria di Campa Cola, ha così visto il suo marchio avviarsi verso un inesorabile declino. Fino alla cessione, per 2,6 milioni di dollari, agli Ambani.
La scommessa di Ambani
Campa Cola era praticamente sparita dalla grande distribuzione, tanto che nel 2013 deteneva appena l’1 per cento del mercato delle bevande analcoliche del Paese. Ambani (paperone con un patrimonio stimato di 105 miliardi di dollari) ha tuttavia fiutato l’affare: nel 2022 ha acquistato lo storico marchio nazionale, lo ha rilanciato sfruttando la rete di distribuzione di Reliance Retail (controllata di Reliance Industries) imponendosi nel largo consumo. Una fetta di mercato che, sulla scia dell’arricchimento della classe media, dovrebbe raggiungere i 220 miliardi di dollari entro la fine del 2025 (il doppio rispetto al 2020) e crescere ancora in futuro.

Prezzi bassi e più varietà
Come ha spiegato Forbes, Reliance Consumer, sotto la supervisione della figlia di Ambani, Isha, in appena tre anni ha rivoluzionato il mercato indiano delle bevande analcoliche proponendo prezzi più bassi della concorrenza. In seconda battuta ha lanciato nuovi gusti, all’arancia e al limone, oltre alla tradizionale cola dolciastra, e versioni energetiche (Campa Powerup e Campa Cricket). Infine ha riproposto il vecchio slogan del marchio: The Great Indian Taste (Il grande gusto dell’India). La cura Ambani sembra aver funzionato. Campa Cola ora detiene una quota di mercato del 14 per cento nelle città chiave del Paese e di oltre il 10 per cento in alcuni Stati come l’Uttar Pradesh e il West Bengal. Non esistono ancora dati nazionali, ma questi primi progressi lasciano supporre una lenta ripresa.

Il peso della concorrenza
Certo, Coca-Cola Company e PepsiCo dominano ancora la scena nazionale controllando rispettivamente il 60 e il 30 per cento del mercato delle bevande gassate. «Campa Cola detiene ora una quota a due cifre in molti Stati e sta interrompendo un duopolio durato 30 anni», ha però chiarito Ambani senior all’ultima assemblea degli azionisti. I principali rivali indiani di Campa Cola, e cioè Varun Beverages di Ravi Jaipuria, il secondo imbottigliatore PepsiCo fuori dagli Usa, e il Jubilant Bhartia Group dei fratelli Shyam e Hari Bhartia che possiede il 40 per cento di Hindustan Coca-Cola Holdings, iniziano a preoccuparsi. Nel frattempo Reliance Consumer, che nel trimestre aprile-giugno 2025 ha registrato un fatturato di quasi 50 milioni di dollari nel mercato dei beni di largo consumo (un incremento del 100 per cento su base annua), intende consolidare il marchio di Campa Cola anche all’estero. Dove è già presente negli Emirati Arabi Uniti, in Oman e in Nepal.
