Raid dell’esercito israeliano su Beirut

L’esercito di Israele ha reso noto di aver condotto «un attacco mirato» a Beirut «contro un terrorista chiave di Hezbollah». I media libanesi riportano che il raid, effettuato sulla periferia sud della capitale libanese, ha causato un morto e 21 feriti. Secondo quanto riferito da funzionario statunitense all’emittente Keshet 12, Washington era al corrente che Tel Aviv volesse intensificare gli attacchi in Libano, ma le autorità americane non conoscevano né la data né l’obiettivo di un eventuale nuovo raid dell’Idf.

Un morto israeliano in un attentato in Cisgiordania, Hamas: «Risposta naturale»

Attentato in Cisgiordania a Gush Etzion, insieme di insediamenti di comunità ebraiche situato nei Monti della Giudea a sud di Gerusalemme e Betlemme, dove due palestinesi a bordo di un’auto hanno prima tentato di investire dei pedoni, per poi colpire con un coltello alcuni passanti. I due attentatori, entrambi 18enni, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da soldati dell’Idf presenti sul posto. C’è una vittima: si tratta di un uomo di 30 anni. Nell’attentato sono rimasti feriti, in modo lieve, un uomo sulla trentina e un ragazzo di 15 anni.

Un morto israeliano in un attentato in Cisgiordania, Hamas: «Risposta naturale»
Soldati ispezionano l’auto usata per l’attentato in Cisgiordania (Ansa).

Ferita in modo grave una 55enne colpita per errore dall’Idf

C’è però anche un’altra donna, di 55 anni, rimasta gravemente ferita Gush Etzion. Non dalle coltellate degli attentatori, però: come ha ammesso l’Idf, è stata infatti colpita per errore dai colpi d’arma da fuoco delle truppe israeliane. L’ospedale Hadassah di Ein Kerem, citato da Times of Israel, ha reso noto che la donna è in gravi condizioni dopo aver riportato ferite da arma da fuoco alla parte inferiore del corpo.

Hamas: «Risposta naturale all’occupazione di Israele»

I due autori dell’attacco sono stati identificati come Imran al-Atrash e Walid Sabarneh. Entrambi avevano appena 18 anni. In una dichiarazione ripresa dai media dello Stato ebraico, Hamas ha affermato che l’attentato di oggi a Gush Etzion è «la risposta naturale ai tentativi di Israele di eliminare la causa palestinese e alla furia dell’occupazione dei soldati e dei coloni in Cisgiordania». La fazione palestinese ha poi aggiunto: «Gli sforzi per imporre nuovi fatti sul terreno nella Striscia di Gaza e i piani in corso di giudaizzare e annettere la Cisgiordania non rimarranno senza risposta».

Israele, Katz annuncia la chiusura della radio dell’esercito: «Mina il morale e lo sforzo bellico»

Il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che intende chiudere la stazione radio dell’esercito di Israele, ordinandone la cessazione delle trasmissioni entro il primo marzo 2026. Presto sottoporrà la proposta al governo per l’approvazione. Galei Tzahal, conosciuta anche con l’acronimo Galatz, «è stata fondata dal governo israeliano come stazione militare per fungere da voce e orecchio dei soldati dell’Idf e delle loro famiglie, non come piattaforma per opinioni, molte delle quali attaccano l’esercito e i suoi militari», ha spiegato Katz, aggiungendo: «Negli ultimi anni di guerra in molti, comprese le famiglie in lutto, si sono lamentati ripetutamente del fatto che la stazione non li rappresentasse e addirittura danneggiasse lo sforzo bellico e il morale». E poi: «Peggio ancora, i nostri nemici interpretano questi messaggi come se fossero trasmessi dall’Idf».

Katz: «Mossa necessaria per proteggere lo status apartitico dell’Idf»

Definendo la gestione di un’emittente di stampo civile da parte dell’esercito «un’anomalia inaudita in qualsiasi paese democratico al mondo», Katz ha affermato che la mossa era necessaria per proteggere lo status apartitico dell’Idf. Il ministro della Difesa di Tel Aviv ha spiegato che un team creato appositamente si occuperà di supervisionare la chiusura della stazione, di assistere i dipendenti civili con accordi di licenziamento equi e di preservare la stazione ‘gemella’ Galgalatz, che si concentra sulla musica e sulla consapevolezza della sicurezza stradale.

Katz non è il primo politico a spingere per la chiusura dell’emittente

Come sottolinea Times of Israel, Katz non è il primo ministro della Difesa a spingere per la chiusura dell’emittente. Diversi i governi, ministri e capi di stato maggiore dell’Idf hanno annunciato per anni la loro intenzione di sottrarre la radio al controllo militare e di trasferirla alla supervisione civile o, addirittura, di chiuderla del tutto. Il capo dell’emittente, Tal Lev-Ram, ha giù fatto sapere che farà di tutto per contrastare la decisione di chiudere la stazione radio. È molto probabile, scrive Times of Israel, che la questione venga risolta in un’aula di tribunale.

Hamas restituisce il corpo di un tenente dell’Idf ucciso a Gaza nel 2014

L’ala militare di Hamas ha annunciato che il corpo del tenente dell’Idf Hadar Goldin, ucciso a Gaza il primo agosto del 2014, verrà restituito a Israele alle 14 ora locale (le 13 in Italia). Goldin, che aveva 23 anni, perse la vita a Rafah durante l’operazione Margine Protettivo: il suo corpo fu trascinato in un tunnel. Israele ha fatto sapere di considerare il ritardo nel trasferimento delle spoglie del soldato una violazione dell’accordo di cessate il fuoco.

Perché è importante la restituzione della salma di Goldin

La consegna della salma sarebbe legata alla trattativa per far uscire 150 miliziani di Hamas ancora intrappolati nei tunnel di Rafah, nella zona sotto controllo dell’esercito israeliano, verso un’area di della Striscia non controllata dall’Idf. «Nel lessico delle Brigate Ezzedin al-Qassam non c’è posto per il principio della resa o della consegna al nemico. I mediatori devono trovare una soluzione che garantisca la continuazione del cessate il fuoco», ha dichiarato l’ala militare di Hamas.

Gli Usa hanno inviato all’Onu la bozza per l’istituzione di una forza internazionale a Gaza

Gli Stati Uniti hanno inviato a diversi membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione per l’istituzione di una forza internazionale nella Striscia di Gaza. Lo riporta Axios, che ha visionato il documento. La bozza darebbe agli Usa e agli altri Paese partecipanti mandato per governare Gaza e garantire la sicurezza nell’enclave palestinese fino alla fine del 2027, con possibilità di proroghe successive. L’obiettivo, ha spiegato un funzionario americano a Axios, è votare per l’istituzione della forza di sicurezza nelle prossime settimane, dopo i negoziati tra i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in modo da dispiegare le prime truppe a Gaza entro gennaio. Come riportato dalla stessa testata alla fine di ottobre, il piano di Washington per la Striscia prevede la creazione di una nuova forza di polizia palestinese e il coinvolgimento di truppe di alcuni Paesi musulmani: Egitto, Turchia Indonesia e Azerbaigian avrebbero già detto sì.

Arrestata in Israele l’ex procuratrice militare che ha denunciato abusi sui palestinesi

È stata arrestata la procuratrice capo dell’esercito israeliano Yifat Tomer-Yerushalmi, che nella giornata di domenica 2 novembre aveva fatto perdere le sue tracce per molte ore, dopo aver annunciato le dimissioni il 31 ottobre. Lasciando l’incarico, Tomer-Yeroushalmi aveva riconosciuto di aver approvato la divulgazione nell’agosto del 2024 di un video di sorveglianza del centro di detenzione israeliano di Sde Teiman, che mostrava gravi abusi su un detenuto palestinese compiuti da cinque soldati dell’Idf. La sua sparizione aveva scatenando speculazioni su un possibile tentativo di suicidio.

Di cosa è accusata l’ex procuratrice

A dare notizia del suo arresto, tramite Telegram, è stato il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. L’ex procuratrice dovrà rispondere di «abuso d’ufficio, intralcio alla giustizia e divulgazione di informazioni da parte di un funzionario pubblico», ha spiegato Ben Gvir. Rimarrà in carcere fino a mezzogiorno di mercoledì 5 novembre, ha stabilito il tribunale di Tel Aviv. Il funzionario pubblico citato dal ministro della Sicurezza è l’ex procuratore capo militare, il colonnello Matan Solomosh: anche lui è stato arrestato e resterà in carcere almeno fino a mercoledì.

Secondo Israele «tre corpi restituiti da Hamas non sono degli ostaggi»

Il Times of Israel ha appreso che i resti parziali di tre corpi restituiti da Hamas attraverso la Croce Rossa non appartengono a ostaggi israeliani. La valutazione è stata effettuata sabato 1 novembre 2025 in seguito al completamento delle operazioni di identificazione presso l’istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv. Il gruppo terroristico deve ancora restituire i corpi di 11 ostaggi.

Istanbul ospiterà un vertice dei ministri dei Paesi musulmani per Gaza

Lunedì 3 novembre si terrà a Istanbul un vertice di ministri degli Esteri di alcuni Paesi musulmani: sul tavolo la situazione nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il capo della diplomazia turca Hakan Fidan, spiegando che l’incontro servirà per «valutare i progressi e discutere di ciò che sarà possibile ottenere insieme nella prossima fase». L’annuncio è arrivato ad Ankara nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’omologo lettone, Margus Tsahkna. Il vertice si terrà dopo l’incontro che i ministri degli Esteri dei Paesi musulmani hanno avuto con Donald Trump a New York. Sono attesi in Turchia i rappresentanti di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania, Pakistan, Indonesia, Egitto e Arabia Saudita.

Israele, nuovi raid nel sud di Gaza

Al Jazeera ha riportato di nuovi attacchi aerei da parte di Israele a sud di Gaza. I jet israeliani hanno colpito le città di Abasan al-Kabira e Bani Suheila, a Est di Khan Yunis, nella Striscia meridionale. Gli attacchi sono arrivati 24 ore dopo il raid a Beit Lahiya, città che invece si trova a nord e definita un «sito terroristico» dal governo di Israele. Nelle ore precedenti ai nuovi attacchi, Hamas ha consegnato i corpi di altri due ostaggi israeliani. Intanto l’emittente Kan ha riferito che il processo agli autori dell’eccidio del 7 ottobre 2023 potrebbe aprirsi presto. Le indagini sui presunti terroristi sarebbero alle fasi finali e la procura deciderà sulle incriminazioni entro pochi giorni.

Hamas ha consegnato i corpi di altri due ostaggi israeliani

L’esercito israeliano ha reso noto di essere stato informato dalla Croce Rossa della consegna, da parte di Hamas, di due bare contenenti i corpi di altrettanti ostaggi, recuperati nella zona centrale della Striscia di Gaza. I resti verranno trasferiti alle truppe dell’Idf all’interno dell’enclave palestinese, dove si terrà una piccola cerimonia presieduta da un rabbino militare. Previste anche procedure di identificazione: lunedì 27 ottobre Hamas aveva consegnato una bara contiene i resti di un ostaggio il cui corpo era già stato riportato in Israele per la sepoltura alla fine del 2023. Il giorno successivo il gruppo islamista aveva poi rilasciato «il corpo di un prigioniero israeliano recentemente trovato in uno dei tunnel della Striscia di Gaza». Con la restituzione di oggi, i corpi rientrati in Israele salgono a 18 sui 28 richiesti nell’ambito dell’intesa sul cessate il fuoco.