
Un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della prestigiosa Università di Harvard (Stati Uniti) ha sviluppato un promettente algoritmo in grado di prevedere l'emersione di nuovi focolai di coronavirus con 2-3 settimane di anticipo. Lo strumento, ancora sperimentale, si basa sui "Big Data" raccolti sulla rete, come ricerche su Google e post su Twitter.
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