
La stessa scena si ripete identica con cadenza ormai quasi mensile. L'allerta meteo, il temporale, i tombini che esplodono e le strade che si allagano e si riempiono di fango. C'è persino nell'aria un inconfondibile odore di laguna. È Milano ma sembra Venezia. Nei quartieri del capoluogo lombardo che periodicamente, da oltre settant'anni, finiscono sott'acqua per le esondazioni del Seveso - Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Maggiolina, Marche, Isola - prevale un senso di pratica rassegnazione. Nell'eterna attesa delle vasche di laminazione.
Continua a leggere
