Secondo l'inchiesta iraniana il Boeing 737 precipitato poco dopo il decollo tornava indietro per un problema. E testimoni lo hanno visto prendere fuoco in volo prima di schiantarsi ed esplodere al suolo. Ma Kiev non esclude l'ipotesi missile. Tutte le novità sull'incidente.
Perché è caduto l’aereo ucraino a Teheran, in piena crisi internazionale e nel giorno del contrattacco dell’Iran agli Usa? Restano ancora dubbi sulla vicenda del Boeing 737 precipitato l’8 gennaio 2019 poco dopo il decollo. L’inchiesta iraniana sull’incidente costato la vita a 176 persone finora ha constatato che il velivolo stava tornando indietro a causa di un «problema».
SI DIRIGEVA VERSO EST E HA GIRATO A DESTRA
L’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana ha resto noto sul suo sito che «l’aereo, che all’inizio si dirigeva verso Est per lasciare la zona dell’aeroporto, ha girato a destra a causa di un problema e stava tornando all’aeroporto nel momento dell’incidente».
TESTIMONI HANNO VISTO LE FIAMME AVVOLGERE L’AEREO
In una dichiarazione si legge che il mezzo «ha preso fuoco in volo» prima di schiantarsi ed esplodere al suolo. «Testimoni oculari hanno visto le fiamme avvolgere l’aereo».

LE INTELLIGENCE OCCIDENTALI PENSANO ALL’AVARIA TECNICA
Le agenzie di intelligence occidentali per ora hanno scartato l’ipotesi che il Boeing 777 ucraino sia stato colpito da un missile, come ha rivelato una fonte d’intelligence canadese, citata da Ynet, il sito del giornale israeliano Yedioth Ahronot. La spiegazione condivisa, secondo la fonte, è quella di un’avaria tecnica.
KIEV NON ESCLUDE L’IPOTESI DEL MISSILE
Eppure l’Ucraina non sembra essere del tutto d’accordo. E non esclude alcuna pista. Diversi media internazionali, tra i quali Al Jazeera, hanno riportato la notizia secondo la quale Kiev valuta anche la possibilità che l’aereo dell’Ukraine International Airlines sia caduto perché colpito da un missile o durante l’attacco iraniano agli americani.

IL PRIMO MINISTRO HONCHARUK LASCIA APERTE TUTTE LE PISTE
In una conferenza stampa a Kiev, il primo ministro ucraino Oleksiy Honcharuk – citato dal Daily Telegraph – rispondendo a una domanda ha detto in effetti di rifiutare di escludere l’ipotesi del missile, precisando però di non voler fare speculazioni finché l’inchiesta sulle cause dell’incidente non sarà conclusa.
RITIRATA LA DICHIARAZIONE SUL GUASTO AL MOTORE
Inizialmente l’ambasciata ucraina in Iran aveva dichiarato che a causare lo schianto sarebbe stato un guasto a un motore. In seguito però Kiev ha ritirato questa dichiarazione e il presidente Volodymyr Zelensky ha ordinato un’inchiesta, promettendo in una nota: «Scopriremo la verità svolgendo un’indagine dettagliata e indipendente conforme al diritto internazionale». Zelensky ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, tra cui 11 cittadini ucraini, nonché cittadini di Iran, Canada, Svezia, Afghanistan e Regno Unito.

INDAGINE CON 45 SPECIALISTI UCRAINI
Secondo Zelensky l’indagine sarà condotta dalla commissione istituita dalla Civil Aviation Organization iraniana e coinvolgerà 45 specialisti ucraini, tra cui rappresentanti del servizio dell’aviazione statale, dell’Ufficio nazionale per le indagini sugli incidenti aerei in Ucraina e dell’Ukraine International Airlines. Se necessario, l’inchiesta potrà coinvolgere rappresentanti del Consiglio di sicurezza e di difesa nazionale, dei servizi di sicurezza, del servizio di emergenza statale, del ministero della Difesa, del ministero degli Affari esteri, del ministero dell’Interno e di altre agenzie che già sono a Teheran.
APPELLO ALLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Zelensky ha detto che «questi sono i migliori specialisti del nostro Paese, hanno una colossale esperienza. Identificheranno e rimpatrieranno gli ucraini deceduti. Ci aspettiamo che tutti loro siano coinvolti nelle attività della commissione, comprese le informazioni di decodifica dai registratori di dati di volo». Il presidente ucraino ha annunciato che avrà una telefonata con il suo omologo iraniano al fine di rafforzare la cooperazione nella ricerca della verità, e ha esortato la comunità internazionale, incluso il Canada, ad aiutare a sondare le circostanze dello schianto.
L’IRAN NON DÀ LE SCATOLE NERE ALLA BOEING
In questo quadro poco chiaro l’Iran ha detto di non voler consegare a Boeing, compagnia americana, le scatole nere dell’aereo caduto. La notizia era stata riporta dall’agenzia iraniana Mehr che citava il capo dell’aviazione civile dell’Iran Ali Abedzadeh, senza però specificare in quale Paese saranno inviate per essere analizzate.
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