Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi, chi sono i vincitori del Nobel per la Chimica 2025

Assegnato il premio Nobel per la Chimica 2025 andato, come per Medicina e Fisica, a tre scienziati. L’Accademia reale svedese delle Scienze lo ha conferito al giapponese Susumu Kitagawa, al britannico Richard Robson e al giordano Omar M. Yaghi per aver sviluppato una nuova architettura molecolare. Con i loro studi hanno infatti creato «strutture molecolari con ampi spazi attraverso i quali possono fluire gas e altre sostanze chimiche» e che possono essere usate per raccogliere acqua dall’aria del deserto, catturare l’anidride carbonica, immagazzinare gas tossici o catalizzare reazioni chimiche. «La chimica è come la borsa di Hermione Granger in Harry Potter», ha detto Heiner Linke, presidente del comitato del Nobel. «Sembra piccola all’esterno, ma all’interno è enorme». Ecco chi sono i vincitori fra carriera accademica, campo di ricerca e riconoscimenti in bacheca.

Chi è Susumu Kitagawa, tra i vincitori del Nobel per la Chimica

Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi, chi sono i vincitori del Nobel per la Chimica 2025
Susumu Kitagawa, vincitore del Nobel (Ansa).

Originario di Kyoto, dove è nato nel 1961 e presso la cui università insegna nel Dipartimento di Chimica sintetica e biologica da fine Anni 90, Susumu Kitagawa è anche docente emerito all’Istituto per la Scienza Integrata Cellule-Materiali, da lui fondato nel 2007. Oltre ai suoi incarchi accademici in Giappone, ha lavorato anche presso la Texas A&M University e alla City University di New York fra gli Anni 80 e 90. Membro del Science Council of Japan, è autore di 600 pubblicazioni e nel 2023 è entrato nella Royal Society. Pioniere della chimica di coordinazione, si è a lungo interessato del comportamento dei polimeri porosi o strutture metallo-organiche (che lo hanno portato al Nobel) dimostrando la loro capacità di assorbire e rilasciare un gas. Tra le decine di riconoscimenti, si menzionano il premio per la ricerca Humboldt in Germania nel 2008 e il Marco Polo della Scienza Italiana.

Carriera e campo di ricerca di Richard Robson

Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi, chi sono i vincitori del Nobel per la Chimica 2025
L’annuncio dei vincitori del Nobel per la Chimica 2025 (Ansa).

Tra i vincitori del Nobel per la Chimica 2025 c’è anche Richard Robson, scienziato britannico nato nel 1937 a Glusburn, nello Yorkshire. Ha conseguito un dottorato di ricerca a Oxford nel 1962, prima di completare la sua formazione alla Caltech di Pasadena e a Stanford e diventare professore associato all’Università di Melbourne, in Australia, dove si è trasferito nel 1966. Come nel caso di Kitagawa, si è specializzato nella chimica di coordinazione, in particolare per i polimeri porosi. Proprio da una sua intuizione del 1989, quando testò un nuovo modo di usare le proprietà intrinseche degli atomi, ha avuto origine la ricerca che ha condotto alla scoperta delle strutture metallo-organiche oggi premiata con il Nobel. Combinando ioni rame caricati positivamente con una molecola a quattro bracci, scoprì che essi vengono attratti alle estremità e che, unendosi, formano un cristallo ordinato, simile a un diamante.

Chi è Omar M. Yaghi, tra i vincitori del premio Nobel

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Omar Yaghi con il presidente Mattarella nel 2024 (Ansa).

Ultimo dei tre vincitori del premio Nobel per la Chimica 2025 è Omar M. Yaghi, nato in Giordania il 9 febbraio 1965 e più giovane del terzetto. Originario di una famiglia di profughi palestinesi, è cresciuto senza acqua corrente e grazie al padre ha iniziato a studiare negli Usa a 15 anni. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Chimica presso l’Università dell’Illinois, prima di completare la sua formazione ad Harvard. È oggi docente a Berkeley, dove ha fondato anche il Global Science Institute che si concentra sulla trasformazione dell’energia a livello molecolare. Ha anche dato vita al Bakar Institute of Digital Materials for the Planet, dedicato allo studio delle strutture metallo-organiche per affrontare il cambiamento climatico. Con i suoi studi ha dimostrato le potenzialità di tali materiali per lo stoccaggio di idrogeno e metano, la conversione del carbonio e la raccolta dell’acqua dall’aria del deserto. Tra i riconoscimenti, si menzionano quelli dell’American Chemistry Society e della Royal Society of Chemistry oltre alla medaglia Sacconi della Società chimica italiana.