Meloni e la sfida lombarda: le tensioni interne a FdI tra Roma e Milano

Per ora c’è la bandierina, quella con la Fiamma. A mancare però sembra essere il terreno in cui conficcarla. L’accordo che Giorgia Meloni ha siglato con Matteo Salvini, che prevede (sintetizzando all’osso) la ‘cessione’ della Lombardia in cambio del Veneto, è scritto sulla sabbia. E non solo per le prevedibili resistenze leghiste di cui si fa portavoce il segretario lumbard Massimiliano Romeo. Anche il partito della premier a queste latitudini è infatti attraversato da faglie che lasciano aperta ogni partita. 

Meloni e la sfida lombarda: le tensioni interne a FdI tra Roma e Milano
Attilio Fontana e Massimiliano Romeo (Ansa).

In Lombardia il decisionismo della premier non basta

Prima che Milano diventi davvero “la nostra casa”, per citare il titolo di un incontro organizzato da FdI lo scorso luglio con amministratori locali, esperti ed esponenti della politica regionale, insomma, di lavoro da fare ce n’è parecchio. Anche se Arianna Meloni si sta dando da fare. Del resto quando si aspira a governare una Regione che per Pil è la seconda dell’Eurozona (nel 2023, 490 miliardi di euro, alle spalle solo dell’Île-de-France a 860 miliardi), praticamente uno Stato nello Stato, il decisionismo romano non basta. Anzi, può pure essere controproducente. Soprattutto se si scontra con potentati locali, come quello dei fratelli La Russa, difficili da riportare all’ordine in quattro e quattr’otto.

Meloni e la sfida lombarda: le tensioni interne a FdI tra Roma e Milano
Giorgia Meloni e Ignazio La Russa (Imagoeconomica).

Il braccio di ferro tra le dimissioni di Mazzali e il caso Picchi

Vale anche se ogni tanto si vince. Come nel caso delle dimissioni spintanee dell’assessora al Turismo Barbara Mazzali, ritenuta un tempo vicino a Daniela Santanchè, e sostituita da Debora Massari, figlia del pasticcere star Iginio e sponsorizzata dalle sorelle Meloni. Il cambio di cui si parlava da tempo si è concretizzato dopo una ridda di voci, smentite, messaggi e racconti di scatoloni pronti sulle scrivanie. Un messaggio, a voler leggere tra le righe, indirizzato dai vertici romani all’ex Pitonessa e ministra del Turismo. 

Meloni e la sfida lombarda: le tensioni interne a FdI tra Roma e Milano
Debora Massari (Ansa).

D’altra parte è arrivato forte e chiaro pure il segnale politico lanciato dai Fratelli lombardi a quelli romani su Federica Picchi, sottosegretaria allo Sport e ai Giovani, sempre espressione – almeno così si dice – di Arianna Meloni. Ben 40 consiglieri hanno accolto la richiesta di discussione urgente della mozione di sfiducia presentata dal Pd per un post che strizzava l’occhio a teorie ‘no Vax’, evitata da Picchi per soli due voti. Caduta per un soffio l’urgenza, si tornerà a votare il 4 novembre. E chissà. Tra i franchi tiratori, nascosti dallo scrutinio segreto, anche esponenti della maggioranza e verosimilmente qualche collega di partito. Che forse non ha perdonato a Picchi il benservito rifilato alla caposegreteria Roberta Capotosti. Non un’assistente qualunque, ma una storica esponente di FdI vicina a Ignazio La Russa e con all’attivo un contratto al Senato. La tempistica fa quantomeno pensare visto che le attese dimissioni di Mazzali sono arrivate proprio all’indomani del messaggio lanciato a Picchi (e alla sua mentore) stampato sul tabellone dell’Aula del Consiglio regionale. E che ora suona come un avvertimento contro quelle che potrebbero essere considerate invasioni di campo (e di regione). 

Meloni e la sfida lombarda: le tensioni interne a FdI tra Roma e Milano
Federica Picchi (foto Imagoeconomica).

I giochi di forza tra Palazzo Lombardia e Palazzo Chigi

Il caso Picchi, come quello Mazzali, è solo l’antipasto della battaglia che con ogni probabilità si consumerà dentro FdI da qui all’espressione del candidato governatore (sempre che la Lega non cambi idea). Per questo liquidare questi episodi come grane locali è riduttivo. Dietro si muovono giochi di forza che da Palazzo Lombardia possono arrivare fino alle porte di Palazzo Chigi

Meloni e la sfida lombarda: le tensioni interne a FdI tra Roma e Milano
Ignazio La Russa e Giorgia Meloni (Ansa).