È ufficiale: “papist” in Inghilterra non è più un insulto, a meno di non voler mancare di rispetto al neo-“Papal Confrater” della cappella di San Giorgio di Windsor, dunque fratello spirituale del sovrano britannico, che a sua volta da mercoledì 22 ottobre è “Royal Confrater” della chiesa di San Paolo fuori le Mura. Un legame stretto nella stessa settimana in cui Carlo III è stato costretto a rompere i ponti con un altro fratello, il principe (ma lo è ancora?) Andrea, praticamente l’antipodo umano di Leone XIV – e dietro il ripudio di Randy Andy può esserci anche la consapevolezza del re che era già abbastanza imbarazzante presentarsi al papa da divorziato al fianco di una divorziata con cui si è tradita per anni la prima e legittima moglie; il fratello porcellone pappa e ciccia con Jeffrey Epstein bisognava proprio sacrificarlo.
Quanta cocciutaggine all’origine dello scisma anglicano
È anche vero che per la Chiesa le intemperanze amorose e sessuali dei reali inglesi non sono una novità. Anzi, a innescare lo scisma anglicano, mezzo millennio fa, fu proprio la cocciutaggine di Enrico VIII nel voler fare dell’amante la propria seconda moglie, anziché tenerla come favorita accanto alla coniuge legittima, come facevano i re cattolicissimi, a cominciare dal suo collega sull’altro lato della manica, Francesco I.
Enrico VIII e l’idea di staccarsi da Roma per farsi una Chiesa tutta sua
A ricordarlo c’è la famosa pergamena custodita negli archivi vaticani, con cui nel 1530 un gruppo di rappresentanti dell’aristocrazia inglese ed ecclesiastici chiedeva al papa dell’epoca, Clemente VII, di annullare il matrimonio fra Enrico e Caterina d’Aragona, in modo da consentire al Tudor di convolare a giuste nozze con Anna Bolena. Fu perfino meno efficace di una petizione su Change.org, certo, anche se sicuramente più suggestivo. Il rifiuto del papa fece saltare la mosca al naso a Enrico VIII, e gli diede il tempo di convincersi che staccarsi da Roma e farsi una Chiesa tutta sua, oltre a permettergli di portare all’altare Anna Bolena, aveva un sacco di altri vantaggi, primo fra tutti quello di incamerare i beni ecclesiastici, di cui la Corona aveva un disperato bisogno e che Enrico continuò a rastrellare senza pietà anche dopo aver mandato Anna al patibolo.

La persecuzione anti-cattolica fu anche discriminazione culturale
In cinquecento anni ne è scorso parecchio, di sangue inglese, a causa di quello scisma. Sangue cattolico, soprattutto (fra le vittime più illustri, Tommaso Moro, il ministro ribelle di Enrico VIII, beatificato, guarda un po’, dal penultimo papa di nome Leone), ma anche sangue anglicano, durante il breve regno di Maria la Sanguinaria, che voleva riportare il regno fra le braccia di Santa romana Chiesa. La persecuzione anti-cattolica fu anche discriminazione culturale: nel teatro elisabettiano era di prammatica la figura del cardinale malvagio e libidinoso, e quando i “papisti” non venivano ridicolizzati come fanatici idolatri cattolici, erano considerati traditori e riottosi in pectore (con qualche ragione, va detto, specie per quanto riguarda gli irlandesi).

Dopo 500 anni c’è qualcuno che storce ancora il naso
Solo nel 1829, con il Catholic Relief Act, si videro restituire i diritti civili. Anzi, oggi possono perfino diventare premier (purtroppo il primo è stato Boris Johnson, che non ha onorato nessuna delle due categorie). Che venga finalmente messa una pietra su un passato così tormentato è consolante e al tempo stesso scoraggiante. Non solo perché cinquecento anni sono tanti, ma anche perché c’è qualcuno che storce ancora il naso. Si registra lo sdegno di alcuni prelati protestanti dell’Ulster, convinti che, dopo aver pregato insieme al papa, il re avrebbe il dovere di abdicare. I presbiteriani scozzesi accusano Carlo di aver tradito, con quella preghiera a San Pietro, il sacro giuramento di fedeltà al protestantesimo. A pochi giorni dall’anniversario della fallita Congiura delle Polveri, con cui il cattolico Guy Fawkes voleva far saltare il parlamento con il re dentro, sorge un dubbio inquietante: non è che il prossimo Guy Fawkes sarà anglicano?







