Voglio sperare che anche nella vita di Giorgia Meloni ci sia, occultato da mille veli di riservatezza, discrezione e insospettabilità, un dolce legame segreto. Con una versione maschile di Maria Rosaria Boccia o di Claudia Conte: un trentenne decorativo, dal volto levigato e dal fisico da modello e dal look curato ma non leccato, dotato (anche) di tatto e ragionevolezza, cioè capace di temperare le proprie legittime ambizioni e la fame di incarichi con il senso dell’opportunità, la devozione alla sua capa e la fierezza di essere il suo riposo della guerriera. Se lo meriterebbe, la nostra povera premier, con tutto il lavoro che fa, compreso quello che spetterebbe ad altri.

Relazione asimmetriche ottime per un po’ di ego-boosting
Ma probabilmente la premier è l’unica che non approfitta della sua posizione per dotarsi di una relazione asimmetrica ed ego-boosting, come hanno fatto i suoi ministri Gennaro Sangiuliano e Matteo Piantedosi. E la lista fa ancora in tempo ad allungarsi, se il governo Meloni andrà avanti, in versione anatra zoppa, fino al termine della legislatura.
Maestre dello speed climbing nelle stanze più alte del potere
Sì, perché, a quanto pare, non ci sono controindicazioni – né l’età più che matura, né l’aspetto non proprio apollineo, né un vincolo coniugale con una professionista rispettata e ancora piacente (giornalista Rai la signora Sangiuliano, prefetto la signora Piantedosi, nata Berardino, figlia di un pezzo grosso dei Servizi segreti) – alla relazione fra un ministro di destra e una giovane donna dall’inconfondibile modello fisico – un po’ Barbie Mar-a-Lago, un po’ soubrette di tivù locale –, con lo stesso background che mescola lauree vere e master farlocchi, comparsate nel mondo della moda o nel cinema, organizzazione di eventi in provincia e pubblicazioni su temi sociali, e con lo stesso talento per lo speed climbing nelle stanze più alte del potere, una consulenza dopo l’altra, una nomina dopo l’altra.
Un intervistatore complice et voilà, la bomba deflagra
Ascensione che si arresta – o sale di livello? – quando Dagospia comincia a lanciare qualche frecciata sulle doti di scalatrice della signorina e su chi provvede a fornire gli appoggi ai suoi intraprendenti piedini, rigorosamente calzati con tacchi 12. Dopodiché ci pensa lei a far scoppiare, volontariamente o no, la bomba: con un post in cui ringrazia il ministro per un incarico mai ufficializzato (Boccia) o rispondendo a una domanda concordata con un intervistatore complice (Conte). E dalla sera alla mattina, eccola diventata la donna del momento, in grado di spodestare dal podio delle hot news guerre, crisi economiche, ultime da Garlasco, rovesci sportivi e farneticazioni di Donald Trump.

Rimpasto di governo? Servirebbe anche quello delle amanti
A questo punto, è lecito domandarsi: dopo quelli della Cultura e dell’Interno, dall’armadio di quale ministro uscirà la prossima esuberante sventolona che demolisce due fra le presunte priorità del governo sovranista, cioè famiglia e meritocrazia? Su quali poltrone è seduto uno sugar daddy sotto mentite spoglie, e con le ore contate? Ormai non ci sentiremmo di escludere nemmeno quel pacioccone di Gilberto Pichetto Fratin (si scherza, il ministro della Sicurezza energetica sarà troppo impegnato con lo shock petrolifero e non ammetterà distrazioni). Forse Giorgia Meloni, più casta della Vestalis Maxima, ha in un cassetto la lista delle favorite in carica. E se ha scartato l’ipotesi di un rimpasto di governo, è solo perché dovrebbe provvedere anche a un rimpasto delle amanti.














































































































