Gli azionisti di Tesla hanno approvato un nuovo piano retributivo per Elon Musk che può arrivare a mille miliardi di dollari in azioni. La cifra è senza precedenti per un amministratore delegato: è superiore al Pil della maggior parte dei Paesi e si avvicina a quelli di Corea del Sud e Spagna, che superano i mille miliardi di dollari. Il mandato è stato approvato con oltre il 75 per cento dei voti all’assemblea annuale di Austin. Se Musk maturasse l’intero pacchetto, arriverebbe a detenere circa il 25 per cento del capitale di Tesla. Nei giorni scorsi NBIM, che detiene oltre l’1 per cento in Tesla ed il più grande fondo sovrano al mondo, ha fatto sapere che avrebbe votato contro: «Siamo preoccupati per la dimensione complessiva del premio, la diluizione e la mancanza di strumenti di mitigazione del rischio legato a una singola persona».

Il pagamento si articola in 12 traguardi legati alla crescita del valore di Tesla
l via libera ha un peso strategico: Musk aveva fatto capire che, senza maggior controllo sull’azienda, avrebbe potuto dedicare più tempo alle altre sue società. La presidente del cda Robyn Denholm aveva avvertito che una bocciatura avrebbe potuto mettere a rischio la permanenza di Musk. Secondo i sostenitori del piano, Tesla ha bisogno della sua guida per competere nella nuova fase dominata da robotica e intelligenza artificiale. Il pacchetto sostituisce quello da 56 miliardi di dollari del 2018, annullato da un tribunale del Delaware e poi riproposto in Texas. Si articola in 12 traguardi legati a crescita del valore di Tesla, profitti e sviluppo di prodotti: tra gli obiettivi figurano il raggiungimento di una capitalizzazione di circa 8.500 miliardi di dollari (ora è a 1.500), la produzione e vendita di milioni di veicoli elettrici con guida autonoma, robotaxi e robot umanoidi Optimus, ancora in fase sperimentale.
