Trash o cringe ma «amalo ancora adesso» perché è «sempre Luca lo stesso». Dell’ultima campagna elettorale del governatore più amato d’Italia resterà alla storia il video realizzato con l’intelligenza artificiale in cui coccola un leoncino alato che entra nella cabina elettorale per votarlo sulle note di El Veneto xe stupendo.
Così Luca Zaia ha deciso di chiudere 15 anni di servizio a Palazzo Balbi. Una scelta che non sorprende per un politico che, nel 2010, iniziò la carriera da governatore – allora era ministro dell’Agricoltura – mostrandosi in grembiule dietro un bancone di McDonald’s per promuovere il nuovo hamburger con ingredienti tutti italiani, il Mc Italy.

Luca lo stesso e il leoncino alato: com’è nata la campagna
Ai tempi si trattò di una scelta innovativa, che fece scalpore. Ora il video con l’Ia, sebbene bollato come trash dai commentatori politici e dalla stampa, su Instagram ha visualizzazioni, gradimento e condivisioni superiori a quelli di Giorgia Meloni. «È un nuovo modo di fare comunicazione», ha spiegato il governatore veneto. «È una mia idea che ho portato avanti, un altro modo di gettare il cuore oltre l’ostacolo». Tutto nasce da un filmato di Degheius, pseudonimo dell’autore satirico Andrea Gastaldon per i giornali del Gruppo NordEst Multimedia. Il video, pubblicato l’11 ottobre, ha come colonna sonora la canzone Luca lo stesso di Carboni e usa per la prima volta il cucciolo del Leone alato, simbolo del Veneto, insieme con Zaia che, dopo 15 anni di guida della Regione lascia (ma non lascia) le redini al giovane leghista laureato in diritto canonico Alberto Stefani, vestito da chierichetto.
Un video per ogni provincia veneta
Il filmato comincia a girare nelle chat dei leghisti e qualcuno lo inoltra a Zaia. Che se ne innamora e da lì nasce l’idea della campagna, curata dall’agenzia Heads Collective di Treviso, che da tempo segue il governatore. Il progetto è quello di realizzare sette video, uno per ogni provincia veneta: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

Il tormentone e il futuro del Doge
Lo schema che si ripropone è sempre lo stesso: qualcuno ascolta il comizio del 15 ottobre in cui Zaia annuncia di candidarsi alle Regionali come capolista della Liga veneta in ogni circoscrizione. E il leoncino esulta a ogni annuncio. Tutto è realizzato con l’Ia, anche il volto del governatore – che a tratti ricorda Toni Servillo – ritratto in gondola, o mentre assiste il felino che testa una pista di bob per le Olimpiadi Milano-Cortina. Lo slogan è quello noto, ‘Dopo Zaia scrivi Zaia’ mentre parte il ritornello della canzone di Luciano Gaggia El Veneto xe stupendo e il leoncino si infila nel seggio e vota. «Veneto xe stupendo. Veneto fino in fondo. Veneto xe el me mondo, lontano gnanca un secondo. A mi no me intaressa Milano e gnanca Hong Kong», recita il tormentone. «Cosa vuto che vaga a Londra, a Roma, a Bangkok», insiste. Chissà se è vero anche questo. O se il doge vede già come suo il seggio che lascerà vacante Stefani a Montecitorio.











