Prodi su Mamdani: «Non è un modello per la sinistra»

Romano Prodi, in una conversazione con il Corriere della Sera, ha analizzato il quadro politico statunitense e italiano partendo dalla figura di Mamdani, riconoscendogli il merito di aver «coinvolto nuove fasce di elettori» e di aver «costruito una campagna con risorse limitate». Il Professore osserva tuttavia che, a suo giudizio, il candidato «non incarna un profilo realmente di rottura», ricordandone le origini familiari e preferendo richiamare l’esperienza di Fiorello La Guardia come esempio di sindaco “rivoluzionario”. Prodi ha poi spostato l’attenzione su ciò che considera la novità più significativa: la vittoria delle due governatrici democratiche in Virginia e New Jersey, un risultato che interpreta come segnale di un orientamento riformista di cui, a suo avviso, l’Italia avrebbe bisogno. Da qui il suo invito a sostenere «un riformismo coraggioso, ma concreto, che punti al cambiamento», insieme all’esigenza di affrontare temi come la redistribuzione e la concentrazione della ricchezza, che indica come elementi centrali del dibattito pubblico.

Prodi su Mamdani: «Non è un modello per la sinistra»
Zohran Mamdani (Ansa).

Prodi sulla manovra: «Favorisce i redditi più alti, lo dice anche il Financial Times»

«La giustizia sociale è nel cuore della gente», ha affermato l’ex premier, richiamando anche il caso della buonuscita di Elon Musk come esempio di un sistema ormai sbilanciato. Prodi ha insistito sulla necessità di parlare di «tasse, immigrazione, sanità, scuola» in modo rigoroso, evitando «radicalismi che allontanano gli elettori», e invitando le forze progressiste a spiegare che cosa intendono realizzare e quali risorse occorrano per farlo. Alla domanda su come si costruisce un progetto riformatore solido, Prodi ha risposto che servono «idee e leader credibili», aggiungendo che «i leader possono nascere. O farsi». Interpellato sul tema della patrimoniale, ha giudicato prematuro evocarla perché «verrebbe interpretato come l’inizio di un’oppressione fiscale», rilevando però che la percezione dei cittadini è fortemente condizionata dalla narrazione dei più abbienti. Ha inoltre sostenuto che gli sgravi della manovra favoriscano soprattutto i redditi più alti: «Ma non lo dico solo io. Lo sostiene il Financial Times».

Prodi su Mamdani: «Non è un modello per la sinistra»
Elly Schlein con Romano Prodi (Imagoeconomica).

Prodi: «Se il centrosinistra vince non gli prenda la “bertinottite”: Schlein e Conte riconoscano chi è il leader»

Prodi ha anche parlato dei rapporti con il centrosinistra italiano e del confronto con Elly Schlein: «Mi ha chiamato», ha detto, spiegando di aver ribadito alla segretaria le proprie preoccupazioni per una lettura della realtà sociale che considera «troppo limitata e insufficiente a costruire un’alternativa». Poi il monito: «Se il centrosinistra uscirà vincitore dalle Politiche auguriamoci che non gli prenda la “bertinottite”. Alla fine uno dei due leader, tra Schlein e Conte, dovrà riconoscere che l’altro ha vinto». Ha poi criticato l’azione del governo Meloni, sostenendo che «Meloni non ha realizzato nulla» e che l’unico elemento che la mantiene al vertice è «la durata, per mancanza di alternativa». Guardando a un’eventuale coalizione Pd–M5s–Avs, Prodi ha avvertito del rischio di tensioni interne, citando anche l’esperienza personale con Rifondazione e osservando che lo stesso pericolo esiste nel campo della maggioranza, dove però Salvini, a suo dire, ha adottato un atteggiamento pragmatico: «meglio succhiare un osso che un bastone».