Jeff Bezos torna in campo con il primo ruolo operativo dal 2021, quando lasciò l’incarico di Ceo della sua Amazon. Il miliardario, tra gli uomini più ricchi del mondo secondo Forbes con un patrimonio da 240 miliardi di dollari, sarà infatti co-amministratore delegato di Project Prometheus, nuova startup da 6,2 miliardi di capitale iniziale da lui in parte finanziata. Lo rivela il New York Times, secondo cui i piani precisi dell’azienda sono per il momento sconosciuti. Il focus tuttavia sarà sullo sviluppo di un’intelligenza artificiale applicata per computer, automobili e settore aerospaziale, dove il magnate americano è attivo con Blue Origin. La società, di cui non si hanno notizie sulla data ufficiale di lancio, non si dovrebbe limitare ai modelli linguistici che alimentano i chatbot, ma costruirà nuovi sistemi che potranno apprendere dal mondo reale per condurre esperimenti di robotica e automazione.
Il ritorno di Jeff Bezos: cosa sappiamo sulla startup Project Prometheus
In base alla ricostruzione del Nyt, Jeff Bezos assumerà la carica di amministratore delegato di Project Prometheus che condividerà con il fondatore Vik Bajaj. Chimico e fisico formatosi a Berkeley e con un dottorato al MIT, è professore associato alla School of Medicine di Stanford e fondatore di Xaira Therapeutics, compagnia impegnata nel settore biotecnologico. Ha lavorato a stretto contatto con Sergey Brin su Google X, laboratorio che ha generato progetti come Waymo e Wing, ed è anche tra i fondatori di Verily, divisione di Alphabet dedicata alle scienze della vita. Secondo quanto riferito dal New York Times, al momento Project Prometheus conta già quasi 100 dipendenti, giunti da OpenAI, Google DeepMind e Meta. Grazie ai soldi di Bezos, vanta un capitale superiore a qualsiasi rivale: per farsi un’idea, Thinking Machines Lab dell’ex OpenAI Mira Murati ha raccolto 2 miliardi nel 2025.

Grazie alla maggior potenza di fuoco, Project Prometheus dovrà recuperare terreno alla concorrenza diretta. Il progetto si inserisce in un filone di IA applicata già battuto da colossi come Google, Meta e OpenAI. L’azienda di Mountain View infatti ci ha già lavorato con la divisione DeepMind, tecnologia che è valsa al co-fondatore Demis Hassabis il premio Nobel per la Chimica 2024 assieme a John M. Jumper e David Baker. Project Prometheus tuttavia intende spingersi oltre rispetto a quanto già testato, costruendo laboratori in cui i robot potranno condurre sperimentazioni in vari campi, dalla fisica alla chimica e all’ingegneria dei materiali.
