Cloudflare, cos’è e come funziona

Tutto il mondo ha assistito a un improvviso martedì nero di Internet. Attorno alle ore 12.17 italiane, infatti, migliaia di siti web e applicazioni hanno smesso di funzionare a livello globale. Un blackout digitale che ha coinvolto piattaforme social tra cui X, servizi di intelligenza artificiale come ChatGPT o altri strumenti di OpenAI e i collegamenti con numerose testate di informazione. Inaccessibile lo stesso Downdetector, solitamente attendibile per informazioni di questo tipo, che non ha potuto fornire aggiornamenti a nessun utente. La ragione? Un disservizio di Cloudflare, una piattaforma con sede a San Francisco che garantisce sicurezza, connessione e prestazione a milioni di siti web e app online in tutto il mondo.

Cos’è Cloudflare e come funziona: perché Internet è andato in down

Cloudflare, cos’è e come funziona
Uno stand di Cloudflare (Imagoeconomica).

Come sottolinea anche la Bbc, si stima che il 20 per cento dei siti di tutto il mondo utilizzi una forma di servizio di Cloudflare. Si tratta infatti di una sorta di “intermediario” tra il visitatore e il server del sito che ne garantisce sicurezza e funzionamento. Fondata a San Francisco nel 2009, è una società impegnata nel content delivery network, rete per la consegna dei contenuti, ma anche servizi di DNS, ossia il sistema che assegna i nomi ai nodi della Rete. Tra le altre cose, offre anche servizi di sicurezza volti a proteggere da eventuali attacchi informatici che puntano a rendere indisponibili un server o una rete sovraccaricandoli con un’ampia quantità di traffico da molteplici fonti compromesse. Ciò implica che quando Cloudflare va in down, anche i portali e siti che vi si appoggiano smettono di funzionare.

Cloudflare, cos’è e come funziona
La schermata durante il malfunzionamento.

Nella giornata di oggi 18 novembre erano previsti alcuni interventi di manutenzione di routine su diversi server della società, da Santiago del Cile a Tahiti, passando per Los Angeles e Atlanta. Non è ancora chiaro quale sia la natura del problema. Alle 15.34, dopo quasi tre ore di attesa, i tecnici di Cloudflare hanno fornito il primo aggiornamento importante sulla risoluzione del malfunzionamento globale. «È stata implementata una correzione e riteniamo che l’incidente sia stato risolto», si legge sul blog di assistenza. «Continuiamo a monitorare gli errori per garantire che tutti i servizi tornino alla normalità». Non è stata comunque la prima volta che un guasto a Cloudflare ha paralizzato il web su scala planetaria. Era già accaduto infatti nel luglio 2019 e nuovamente nel giugno 2022.

Il blackout ricorda quanto accaduto ad Amazon Web Services

Il problema improvviso di Cloudflare arriva a poche settimane di distanza dal blackout che a ottobre ha coinvolto Amazon Web Services, mandando offline più di mille siti e applicazioni, tra cui Canva, l’IA di Perplexity, Zoom, Roblox e molti altri. Piattaforma di Amazon, è nata per fornire tramite Internet risorse informatiche come server, spazio di archiviazione e database ed è un servizio di cloud computing cui si appoggiano numerose realtà. In quel caso, i disservizi riguardarono un aumento dei tassi di errore e delle latenze nella regione US-East 1, ossia un’area dello Stato della Virginia tra le più operative dell’azienda. Successivamente, un’altra interruzione aveva colpito Microsoft Azure.