Benyamin Netanyahu ha accusato Hamas di continuare a infrangere l’intesa sul cessate il fuoco, sostenendo che il movimento «continua a compiere atti di terrorismo contro le nostre forze». Le sue parole arrivano dopo il ferimento di quattro militari israeliani negli scontri avvenuti a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Mentre l’esercito afferma di aver «eliminato due terroristi» in fuga dalla rete sotterranea di Rafah, un terzo uomo sarebbe riuscito a dileguarsi dopo aver collocato un ordigno contro un mezzo dell’Idf, provocando quattro feriti, uno dei quali in condizioni gravi. Nel frattempo, da Gaza è stato consegnato a Israele il corpo di un ostaggio recuperato nell’area di Beit Lahia.
I raid a Khan Yunis: almeno cinque morti di cui due bambini
Dopo l’annuncio di Netanyahu l’aviazione israeliana ha colpito più volte l’area occidentale di Khan Yunis, con almeno quattro incursioni riferite dai media palestinesi e riprese da Haaretz, una delle quali nella zona di Muwasi. Secondo le stesse fonti, i bombardamenti a Khan Yunis hanno provocato cinque vittime, tra cui due bambini, mentre unità corazzate e mezzi del genio dell’Idf hanno aperto il fuoco sia nella parte orientale della Striscia sia nella zona orientale della città. Fonti locali riferiscono inoltre che un drone avrebbe centrato una tenda usata come riparo per gli sfollati vicino all’ospedale kuwaitiano, e che quattro missili avrebbero colpito direttamente altre tende nella stessa area.
Lo storico incontro tra delegazioni israeliana e libanese
Nella giornata si è inoltre svolto a Naqura, nella base dell’Unifil, il primo incontro diretto tra delegazioni israeliane e libanesi degli ultimi 40 anni. L’appuntamento, definito dagli Stati Uniti «un passo importante». Netanyahu ha presentato il vertice come «un primo tentativo di gettare le basi per una relazione e una cooperazione economica» fra i due Paesi, annunciando l’invio di un suo emissario «a un incontro con funzionari governativi ed economici in Libano». Il premier di Tel Aviv intanto, secondo Axios, guarda al prossimo faccia a faccia con Donald Trump in cerca di sostegno alla richiesta di grazia avanzata nei giorni scorsi.
