Stefano Sannino ha deciso di lasciare anticipatamente il suo incarico in Commissione europea a seguito del coinvolgimento nell’inchiesta relativa a una presunta frode Ue durante il suo mandato di segretario generale del Servizio europeo di azione esterna. Secondo quanto riportato da Euractiv, Sannino ha comunicato la decisione in una lettera indirizzata alla Direzione generale da lui guidata. Attualmente direttore generale nella Direzione Mena, Sannino ha confermato di essere stato interrogato in merito a un progetto sviluppato mentre guidava il servizio diplomatico dell’Ue, dichiarandosi «fiducioso nel lavoro dei magistrati e fiducioso che tutto verrà chiarito». La sua uscita viene definita da Euractiv come un pensionamento anticipato.
LEGGI ANCHE: UE, il caso Mogherini riaccende la pressione su von der Leyen
L’inchiesta potrebbe avere avuto origine da una talpa interna al Seae
Al centro dell’indagine c’è il progetto dell’Accademia diplomatica europea, istituita per formare i diplomatici dell’Unione, supportare gli Stati membri e creare «un linguaggio condiviso nella politica estera e rafforzare la presenza dell’Ue nel mondo». Il programma, avviato come progetto pilota del Parlamento europeo nel 2021 e successivamente gestito dal Seae, ha visto nel 2022 la selezione del soggetto responsabile: il Collegio d’Europa di Bruges, allora guidato da Federica Mogherini, ha ottenuto l’incarico tra sei offerte valutate. L’inchiesta, originata da una denuncia all’Ufficio antifrode dell’Unione europea (Olaf), coinvolge Mogherini, Sannino e Cesare Zegretti, e secondo alcune fonti vicine all’indagine potrebbe essere stata innescata da una talpa interna al Seae.
