La musica piange uno dei più grandi chitarristi degli ultimi decenni. È morto a 84 anni Steve Cropper, maestro delle sei corde americano che ha fondato i Booker T. & The M.G.’s e soprattutto affiancato John Belushi e Dan Aykroyd nei Blues Brothers. Lo ha annunciato la famiglia con una nota alla Stax Records, che ha condiviso la notizia con Associated Press: secondo un amico che lo aveva incontrato il giorno prima in un centro di riabilitazione dove si stava riprendendo per una caduta, era al lavoro su nuova musica. Tra i padri del soul e icona del Memphis Sound, nel 1996 era stato definito dalla rivista britannica Mojo «il più grande chitarrista vivente».

Chi era Steve Cropper, leggendario chitarrista americano
Originario del Missouri, dove era nato in una fattoria il 21 ottobre 1941, Steve Cropper si trasferì con la sua famiglia a Memphis quando aveva solo nove anni. In breve tempo si avvicinò alla musica e in particolare alla chitarra, utilizzando la sua prima Gibson assieme agli artisti locali. Influenzato, per sua stessa ammissione, dai suoni di Chuck Berry, Jimmy Reed e Billuy Butler, al liceo formò la prima band, i Royal Spades poi ribattezzati The Mar-Keys, con cui raggiunse il terzo posto nella classifica di Billboard grazie al brano Last Night. All’inizio degli Anni 60, la svolta della carriera: conobbe infatti il tastierista Booker T. Jones con cui, assieme al batterista Al Jackson Jr. e al bassista Lewie Steinberg, formò i Booker T. & The M.G.’s, band interna alla Stax Records. Celebre la loro Green Onions, brano strumentale che dominò le charts dell’epoca.
Cropper ha legato la sua fama a canzoni indimenticabili come (Sittin’ on) the Dock of the Bay, scritta con il grande Otis Redding, con cui si aggiudicò il primo dei due Grammy Awards della sua carriera. Il secondo arrivò negli Anni 90, sempre come membro degli M.G.’s, per Cruisin. Tra i padri del soul moderno e soprannominato Il Colonnello, tra gli Anni 70 e 80 raggiunse il grande pubblico come membro dei Blues Brothers, che affiancò sia in sala di registrazione sia in tour, oltre che ovviamente nel cult di John Landis del 1980. È anche coautore di Soul Man, tra le colonne portanti del genere, di Sam & Dave: a lui si riferisce il cantante nell’invito «Play It, Steve!». Apparve anche nel sequel del film sui Blues Brothers con John Goodman al posto di Belushi.
L’omaggio di tanti musicisti sui social
Membro della Rock & Roll Hall of Fame dal 1992 e della Songwriters Hall of Fame dal 2005, ha collaborato con John Lennon, Rod Stewart, Dolly Parton e B.B. King. Numerosi gli omaggi da parte di vari artisti della scena soul e non solo. «Davvero triste per la morte di Steve», ha postato Dave Davies, fondatore dei Kinks. «L’ho incontrato brevemente una volta e ho ammirato il suo lavoro».
