«Trump ha esplicitato che l’Ue non gli serve»: il post-fiume di Crosetto su X

«Da tre anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale Usa e cioè che il rapporto con l’Ue sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il 1945 sarebbero finite velocemente. Era chiaro, evidente. Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero due/tre anni in più) è accaduto ciò che era previsto». Inizia così un post-fiume con cui, su X, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha illustrato «traiettoria della politica americana» già «evidente prima dell’avvento di Trump, che ha accelerato un percorso irreversibile».

Nel suo lungo post, Crosetto spiega che gli Stati Uniti «hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina» e che, pertanto, «ogni decisione, ogni atto futuro» della Casa Bianca «sarà affrontato con un solo obiettivo»: il rafforzamento di Washington rispetto a Pechino. Poco o per nulla utile l’Europa per Donald Trump, in quanto «non ha risorse naturali particolarmente rilevanti, sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia, non ha potere militare». Come riportato da Reuters, gli Usa vogliono che l’Europa prenda il controllo della difesa Nato entro il 2027.

«Trump ha esplicitato che l’Ue non gli serve»: il post-fiume di Crosetto su X
Donald Trump (Ansa).

Crosetto: «Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali»

«Trump ha semplicemente esplicitato che l’Ue gli serve poco o nulla in questa competizione. Niente di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata», prosegue Crosetto: «È questo scenario quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi) […]. Nel frattempo, la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito “gratuitamente”, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza». E poi: «L’Europa è un luogo naturale dove poter trovare partner per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare. Ad esempio è chiaro che la “soglia di ingresso” finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti. Ma vanno fatti, per sopravvivere. Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più è forte, meno costa. Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali. Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta».