Roberto Vannacci ha detto la sua sulla cancellazione della conferenza stampa alla Camera del comitato ‘Remigrazione e riconquista’, durante la quale avrebbero dovuto prendete la parola alcuni esponenti di CasaPound. «Oggi a Montecitorio è morta la democrazia», ha scritto su Facebook l’ex generale, oggi vicesegretario della Lega, fresco del lancio del marchio “Futuro Nazionale”. L’evento è stato annullato per motivi di ordine pubblico, dopo la protesta delle opposizioni che hanno occupato la sala stampa. «Mi auguro un deciso intervento del capo dello Stato che è garante e custode della nostra Costituzione», ha aggiunto, esortando a una riprogrammazione dell’incontro.
Vannacci: «Massima solidarietà all’onorevole Furgiuele»
«A un parlamentare della Repubblica è stato impedito con la forza di poter democraticamente esprimere le sue opinioni in uno spazio della Camera dei deputati e in un evento regolarmente autorizzato, programmato e pianificato. Una formazione chiassosa di parlamentari di sinistra, guidati da Angelo Bonelli, ha occupato l’aula causando problemi di sicurezza e facendo annullare non solo quella ma tutte le conferenze stampa organizzate nella giornata di oggi», ha scritto Vannacci. «Quando si lascia decidere a una sola fazione del Parlamento chi può parlare e chi no, la democrazia è morta e la tirannia impera». Quanto al tema della remigrazione, il numero due del Carroccio ha affermato che «è un problema di attualità, è una necessità di sopravvivenza e parlarne non viola alcuna legge». E poi: «I primi a violare uno dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale sono stati questi sgangherati parlamentari che, evidentemente, non conoscono l’articolo 21 oppure lo applicano solo a loro uso e consumo secondo una rodata consuetudine della sinistra (puoi parlare solo se la pensi come me)». Infine Vannacci ha espresso «massima solidarietà all’onorevole Domenico Furgiuele che ha avuto il coraggio e la determinazione di far valere i diritti di cittadini che legittimamente e democraticamente vogliono rappresentare le loro istanze».
