Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, il campo largo festeggia e torna a ragionare di primarie. Sia Elly Schlein sia Giuseppe Conte si sono detti disponibili a questo meccanismo per scegliere il leader del centrosinistra (nonché candidato premier della “coalizione” alle prossime elezioni politiche). Un’opzione proposta anche da Matteo Renzi a spoglio ancora in corso: «Spero che il centrosinistra rapidamente vada alle primarie perché da oggi è chiaramente nelle condizioni di vincere le politiche».
Boccia: «Benissimo se si faranno le primarie»
«Io sono disponibile ma non ho ancora interrogato né gli organi del Movimento né la mia base. Certamente il M5s deve avere un protagonista e certamente il M5s non parteciperebbe mai se fossero primarie con solo apparati di partito, devono essere aperte e dare uno sbocco a questa voglia di partecipazione dei cittadini», ha detto Conte. «Il campo progressista esiste già ed è stato costruito giorno dopo giorno in Parlamento, con una larghissima convergenza sui voti tra le forze di opposizione», gli ha fatto eco il presidente dei senatori dem Francesco Boccia, spiegando che per quanto riguarda la leadership «il Pd ha nel suo Dna le primarie, quindi benissimo se si sceglierà quella come strada per individuare chi guiderà la coalizione».
Avs frena e rilancia la legge sul salario minimo
Più cauto Nicola Fratoianni di Avs che, seppur considera legittimo il dibattito sulle primarie, non crede che «l’onda generazionale che ha travolto la controriforma Nordio abbia come prima esigenza quella di sapere come il centrosinistra sceglie il suo leader, ma piuttosto se siamo pronti a depositare domani una nuova legge sul salario minimo». «Direi che dobbiamo partire da qui», ha continuato, rilanciando una proposta per il salario minimo a 11 euro.
