Crans Montana: Il Comune si allinea al sindaco e scarica le responsabilità sui pompieri

AGI -  L’inchiesta in Svizzera sul rogo di Capodanno che fece 41 morti, tra cui sei italiani tutti giovanissimi, non vede al momento ammissioni di responsabilità da parte degli amministratori locali.  

Gli sviluppi dell'inchiesta in Svizzera 

Il consiglio comunale di Crans-Montana segue la linea difensiva espressa dal sindaco Nicola Féraud interrogato nei giorni scorsi nell'inchiesta sull'incendio al "Le Constellation" scaricando le responsabilità del cattivo funzionamento nella gestione della sicurezza sui tecnici e sui pompieri.

La versione del consiglio comunale di Crans Montana 

Anche se i nomi non vengono fatti il riferimento sembra essere agli indagati Ken Jacquemoud e Cristophe Balet, ex e attuale capo dell'ufficio sicurezza che avevano evidenziato invece la mancanza di risorse e personale quando vennero sentiti in Procura.

"Dal 2017, il Consiglio comunale ha risposto sistematicamente a favore di tutte le richieste di aumento del personale formulate dall'ex e dall'attuale capo del servizio Sicurezza pubblica, senza eccezioni".

"Il Consiglio comunitario non ha mai fissato un limite di bilancio per la sicurezza. Al contrario, ha sempre avuto un'attenzione particolare a ogni richiesta - si legge nella nota -. Dal 2017 al 2024, il numero di posti di lavoro a tempo pieno è passato da 1 a 5 persone, rendendo il servizio Sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana uno dei più importanti del cantone in termini di organico in Svizzera. Fino alla tragedia, non è stata formulata alcuna nuova richiesta di aumento del personale da parte del servizio Sicurezza pubblica".

L'audit del 2023 e la gestione del servizio

Quanto all'audit del 2023, il Comune sostiene che il documento non aveva l'obiettivo di analizzare un servizio in particolare, ma di ascoltare ogni capo servizio alcuni anni dopo la fusione dei quattro comuni. Questo audit è importante per la gestione, l'organizzazione e la comunicazione e quindi il servizio Sicurezza pubblica non è stato richiesto. Il rapporto consegnato da chi ha steso l'audit non evidenziava precisamente alcun problema particolare, e questo, in nessun servizio. Inoltre, nulla di allarmante è stato rilevato dai capi servizio, né messo in evidenza dall'autore.

Il riferimento ai vigili del fuoco 

"In ogni caso, - e qui il riferimento è ai vigili del Fuoco - i materiali non dovevano essere controllati dal Comune durante i controlli periodici, come risulta dalla legge e dal modulo ufficiale per i controlli trasmesso dall'Ufficio cantonale dei vigili del Fuoco". "Sarà compito dell'inchiesta penale determinare perché i controlli periodici annuali non sono stati effettuati, così come verificare se questa assenza abbia avuto un'influenza causale nel verificarsi della terribile tragedia. Tutti i documenti a riguardo sono stati trasmessi al Ministero pubblico - è la conclusione -. Conformemente ai suoi impegni, il Comune di Crans-Montana continua a collaborare con la giustizia per stabilire i fatti e le responsabilità".

L’Anm pronta al “confronto su temi concreti” ma basta con “gli attacchi alla magistratura”

AGI - "Che finiscano le contrapposizioni è ciò che ogni cittadino si augura e io, in quanto magistrato, ancora di più". Parole del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, secondo il quale "è necessario rasserenare i toni e restituire un senso di fiducia nelle istituzioni, perché ogni delegittimazione e attacco alla magistratura è un attacco alle istituzioni e provoca un senso di smarrimento".

Parlando all'AGI a margine di un convegno a Palermo, il presidente del sindacato delle toghe spiega: "Viviamo in una terra, quella siciliana, in cui è forte il problema del pizzo, dell'imprenditore taglieggiato; cosa porta quest'ultimo ad affidare la sua vita, in definitiva alla magistratura, se non un presupposto di grande fiducia verso di essa? Quindi l'abbassamento dei toni consente a tutti, compreso ai magistrati, di lavorare in maniera più serena. Ed è ciò di cui i magistrati e tutto il Paese sicuramente hanno bisogno".

"Noi non ci sottraiamo a nessun tipo di confronto - ribadisce Tango -. Lo abbiamo già dimostrato partecipando a un incontro organizzato a Roma, al quale era presente il viceministro Sisto e il presidente del Consiglio nazionale forense. Se dovesse arrivare un invito da parte del ministro a trattare i concreti problemi che affliggono il sistema giustizia, saremmo pronti ad accoglierlo e lo terremmo in alta considerazione". 

Le emergenze del sistema giustizia

Per Tango, i temi principali di un confronto con il Guardasigilli, Carlo Nordio, "sono quelli che interessano davvero i cittadini italiani, prima fra tutti soluzioni tese a eliminare le lungaggini processuali". In particolare, "sono due le emergenze che si affacciano all'orizzonte: la prima è quella relativa al 30 giugno e alla scadenza dei contratti degli addetti dell'Ufficio per il processo". Si tratta di figure di uno staff a supporto della giurisdizione "che ha prodotto significativi risultati in termini di smaltimento dell'arretrato e di riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti".

Dunque, ragiona Tango, "vi è l'urgenza di stabilizzare non soltanto loro in quanto lavoratori, ma proprio l'intera esperienza dell'Ufficio per il processo". La seconda problematica attuale è quella relativa al gip collegiale, la riforma che prevede che a decidere sugli arresti domiciliari o sull'eventuale misura cautelare in carcere non sia più soltanto un giudice, ma addirittura tre. "Ora, a prescindere dal merito e dalla motivazione di questa riforma, queste velleità - secondo il presidente dell'Anm - si scontrano con una situazione assolutamente inadeguata degli organici. Tantissime piante organiche di tanti tribunali addirittura prevedono al massimo due gip in pianta organica, al più tre. Come si potrà allora costituire questo gip collegiale se non sottraendo altre risorse ad altri fasi del procedimento penale? Penso ai collegi dibattimentali, al giudice delle udienze preliminari o addirittura attingendo a quei giudici civili e del lavoro, allungando ulteriormente i tempi del procedimento e rendendo più tardiva la risposta alle legittime istanze di giustizia".

Il referendum sulla separazione delle carriere

Rispondendo alla domanda se il referendum avesse definitivamente sepolto il progetto di separazione delle carriere dei magistrati, Tango non ha dubbi: "C'è stato un referendum costituzionale che ha chiamato gli italiani a esprimersi e al quale i cittadini hanno preso parte con un'affluenza che solitamente non si registra ai referendum e tanto meno alle Politiche. La consultazione ci ha restituito una maggioranza degli italiani che ha deciso di non approvare un progetto che prevedeva al suo interno anche la separazione delle carriere. Questi sono i fatti".

Famiglia del bosco: venerdì le perizie sui tre figli

AGI- Sono previste per venerdì le perizie psicologiche sui tre figli di Nathan e Catherine, ospiti nella casa famiglia di Vasto (Chieti) da cinque mesi, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale da parte del Tribunale per i minorenni dell'Aquila.

Sarà la consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli a eseguire gli accertamenti nella struttura. La specialista dovrà verificare le attuali condizioni di vita dei minori, il loro sviluppo cognitivo e psico-affettivo e le principali figure di riferimento presenti nella loro quotidianità. La valutazione prevede un lavoro articolato, costruito su osservazione diretta, strumenti psicodiagnostici e colloqui clinici.

Sarà analizzato il comportamento dei bambini in diversi contesti, interpretate le risposte ai test e condotti colloqui calibrati sull'età, con l'obiettivo di comprendere gli aspetti emotivi, relazionali e cognitivi. Tutti gli elementi raccolti verranno poi integrati per arrivare a una lettura complessiva della situazione psicologica e familiare. Alle operazioni peritali saranno presenti tutte le parti coinvolte, compresi difensori e consulenti di parte.

Il percorso giudiziario e le tappe cruciali

Le perizie si dovevano svolgere il 6 marzo, lo stesso giorno in cui Catherine era stata allontanata dalla comunità con decreto del tribunale aquilano. In quella fase era stato disposto anche il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. Decisione poi revocata.

Entro i primi giorni di maggio, termine ultimo fissato, Ceccoli depositerà anche la relazione definitiva sulle operazioni peritali sulla capacità genitoriale svolte nei confronti della coppia anglo-australiana. Non si esclude, tuttavia, che il documento possa arrivare anche prima, anticipando un passaggio chiave per le decisioni future. Un'altra data importante è quella del 21, quando la Corte d'appello dell'Aquila si pronuncerà sul reclamo presentato dai difensori, che chiedono il ricongiungimento familiare.

Indagini sulle scritte ingiuriose a Vasto

Proseguono le attività investigative di Polizia e Carabinieri, su delega della Procura di Vasto, in merito alle scritte ingiuriose comparse lunedì scorso in diversi punti della città, tutte firmate con una "W" tracciata in vernice rossa. Nel mirino sono finiti luoghi simbolici collegati alla famiglia del bosco: dalla zona della struttura protetta che ospita i minori all'area antistante la sede della polizia di Stato, fino ai muri della questura, alla scuola primaria "Martella", alla sede dei servizi sociali in via Bosco e alla chiesa dell'Incoronata. Frasi dure, con attacchi espliciti a giudici minorili, assistenti sociali e istituzioni. 

Vinitaly, chiude in bellezza la 58esima edizione: 90mila presenze da 135 nazioni

AGI - Si chiude a Veronafiere la 58esima edizione di Vinitaly con 4mila aziende in un quartiere fieristico al completo e 90mila presenze complessive, di cui il 26% da 135 Nazioni (cinque in più rispetto al 2025). Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, si è detto soddisfatto perché in un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse, che incidono in modo significativo sui flussi e sulla mobilità degli operatori verso le principali manifestazioni fieristiche europee, il risultato raggiunto assume un valore tutt'altro che scontato.

La conferma della presenza di oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi, selezionati e ospitati in collaborazione con ITA Agenzia unitamente a quella degli altri operatori profilati, testimonia la capacità della manifestazione di attrarre una domanda qualificata e di garantire un'elevata rappresentatività dei mercati. La fiera si afferma così come un'infrastruttura a sostegno dell'internazionalizzazione del settore, capace di favorire incontri ad alto valore aggiunto, accelerare l'ingresso ai mercati esteri e sostenere concretamente la competitività del vino italiano.

Mercati consolidati e nuove aree promettenti

Tra i mercati consolidati presenti a Verona si confermano Germania, Nord America (USA e Canada), Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Paesi Scandinavi (Svezia, Norvegia e Danimarca), Polonia e Austria, a testimonianza della solidità dei principali bacini di riferimento della domanda di vino italiano. Sul fronte delle aree più promettenti, la top 10 dei mercati a maggior potenziale comprende Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia), Serbia e Singapore, evidenziando un progressivo rafforzamento della presenza in aree ad alta crescita.

Espansione in Africa, Asia e novità dall'Ucraina

In crescita anche l'interesse dall'Africa, con Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola, mentre in Asia Giappone e Vietnam si distinguono per dinamismo e attenzione verso le etichette del made in Italy. Tra le novità emerge anche l'Ucraina con una presenza numerosa e qualificata di buyer. Per quanto riguarda Vinitaly and the City sono stati registrati 50mila token degustazione. Inoltre, il progetto prosegue nel suo sviluppo territoriale attraverso il format itinerante: dopo la Calabria, in autunno farà tappa nelle Marche, ad Ancona.

Eventi, innovazioni e date della prossima edizione

Un percorso che valorizza il fuori salone come leva per attivare territori e pubblici diversi, contribuendo alla costruzione di un sistema integrato che coinvolge e favorisce il dialogo con i consumatori finali, soprattutto giovani. Il palinsesto della manifestazione ha contato quasi 100 eventi tra degustazioni e convegni, oltre alle migliaia di iniziative realizzate direttamente agli stand da aziende, regioni e consorzi. Tra le principali novità, lo sviluppo di NoLo - Vinitaly Experience, il rafforzamento di Xcellent Spirits e il consolidamento di Vinitaly Tourism, sempre più integrato nell'offerta della manifestazione. La 59esima edizione di Vinitaly si terrà a Veronafiere dall'11 al 14 aprile 2027.

Trump attacca ancora Meloni: «Non c’è più lo stesso rapporto con chi nega aiuto»

Donald Trump di nuovo all’attacco di Giorgia Meloni. All’indomani delle dichiarazioni rilasciate al Corriere, in cui si era detto «scioccato dalla mancanza di coraggio» della premier sull’Iran, il presidente l’ha definita «negativa» in un’intervista a Fox News, aggiungendo che «con chiunque ci abbia rifiutato l’aiuto in questa situazione iraniana non abbiamo più lo stesso rapporto». E ancora: «Giusto per essere chiari, l’Italia prende un sacco di petrolio dallo Stretto di Hormuz. Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari per la Nato, se poi non stanno dalla nostra parte? Se non sono con noi sull’Iran, non lo saranno neanche su temi molto più grandi».

«Il piano europeo per riaprire Hormuz è molto triste»

Nella stessa intervista, Trump ha anche definito «molto triste» il presunto piano europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato in anteprima dal Wall Street Journal. «Lo Stretto di Hormuz si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono. Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest’atteggiamento?», ha continuato. Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer presiederanno venerdì 17 aprile a Parigi una conferenza dei paesi «non belligeranti» desiderosi di «ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».

Coniugi trovati morti a Bisceglie, ipotesi omicidio-suicidio

AGI - Si chiamavano Patrizia Lamanuzzi, 54 anni, e Luigi Gentile, 61 anni, i coniugi trovati morti questa mattina a Bisceglie, in via Vittorio Veneto 106/B. I corpi sono stati rinvenuti sulla rampa di un garage condominiale, dopo essere precipitati dal quarto piano dell'abitazione in cui vivevano.

I due sarebbero caduti da un'altezza di circa cinque metri. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, l'ipotesi più accreditata è quella di un omicidio seguito da suicidio: l'uomo avrebbe gettato la donna nel vuoto per poi lanciarsi a sua volta. La coppia era in fase di separazione. 

Le indagini e i rilievi

Sul posto sono intervenuti i militari della Tenenza dei Carabinieri e il personale sanitario del 118. Presenti anche gli specialisti del Nucleo Investigazioni Scientifiche, che hanno eseguito rilievi su una Chevrolet Matiz di colore bianco parcheggiata nei pressi del luogo del ritrovamento. Le indagini sono coordinate dal Nucleo investigativo dei Carabinieri della BAT per chiarire con precisione la dinamica dei fatti.

 

Usa, i democratici presentano una risoluzione d’impeachment contro Hegseth

I democratici della Camera Usa presenteranno cinque articoli di impeachment contro il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusandolo di abuso di potere, crimini di guerra e altri gravi illeciti. Lo riporta Axios, sottolineando che la misura non ha praticamente alcuna possibilità di essere approvata al Congresso, ma è l’ultimo segnale che i dem si sono compattati attorno a Hegseth come loro nuovo principale bersaglio nel governo Trump. In precedenza, avevano spinto per l’impeachment dell’ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e dell’ex procuratrice generale Pam Bondi, entrambe rimosse da Trump negli ultimi mesi. La risoluzione di impeachment di sette pagine, una copia della quale è stata ottenuta da Axios, si concentra principalmente sulle operazioni statunitensi in Iran, sullo scandalo Signalgate e sulla presunta cattiva condotta personale di Hegseth. A presentarla è stato il deputato dell’Arizona Yassamin Ansari, primo democratico iraniano-americano eletto al Congresso. Il testo è stato sottoscritto da altri otto dem – Steve Cohen, Jasmine Crockett, Nikema Williams, Dina Titus, David Min, Shri Thanedar, Brittany Pettersen e Sarah McBride – ed è sostenuto da diversi gruppi progressisti e pacifisti.

I cinque articoli dell’impeachment in dettaglio

  • Il primo articolo, dal titolo «Guerra non autorizzata contro l’Iran e messa in pericolo sconsiderata dei militari degli Stati Uniti», si concentra sulla mancata richiesta dell’approvazione del Congresso per attaccare il Paese del Golfo e sui «rischi estremi e inutili per il personale e gli interessi degli Usa», con riferimento alle operazioni di terra.
  • Il secondo articolo, intitolato «Violazioni della legge sui conflitti armati e attacchi contro i civili», accusa Hegseth di aver autorizzato, o non aver impedito, operazioni in Iran che hanno provocato un gran numero di vittime civili (si cita il bombardamento statunitense di una scuola femminile a Minab) e la distruzione di infrastrutture civili, sollevando dubbi sul rispetto della Convenzione di Ginevra.
  • Il terzo articolo, «Negligenza e trattamento sconsiderato di informazioni militari sensibili», si concentra sul Signalgate, uno scandalo dello scorso anno in cui il redattore di Atlantic Jeff Goldberg è stato accidentalmente aggiunto a una chat di Signal in cui Hegseth e altri alti funzionari statunitensi discutevano degli attacchi nello Yemen. Hegseth viene accusato di «grave negligenza nel trattamento di informazioni militari sensibili e classificate e di condotta imprudente e impropria che ha messo a rischio il personale degli Stati Uniti».
  • Il quarto articolo, recante il titolo «Ostacolo alla supervisione del Congresso», accusa il segretario alla Difesa di non aver fornito al Congresso informazioni tempestive e complete sulle operazioni militari e aver nascosto fatti relativi alle vittime civili e alla condotta operativa in Iran, Venezuela e altri teatri militari.
  • Il quinto articolo, intitolato «Condotta che discredita gli Stati Uniti e le sue forze armate», accusa infine Hegseth di aver agito in modo contrario alla fiducia del pubblico e di aver minato la fiducia del pubblico nell’integrità e nella capacità del Pentagono. L’articolo cita diverse politiche militari socialmente conservatrici dell’amministrazione Trump, tra cui la critica alla Nato, il ritiro del Dei, programmi di azione affermativa e restrizioni contro i membri del servizio transgender.

La reazione del Pentagono: «Solo un dem che cerca visibilità»

«È solo un altro democratico che cerca di fare notizia mentre il Dipartimento della Guerra ha raggiunto in modo decisivo e schiacciante gli obiettivi dei presidenti in Iran», ha commentato il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson in una dichiarazione ad Axios, aggiungendo che «Hegseth continuerà a proteggere la patria e a proiettare la pace».

Vertice a Parigi per lo sminamento dello Stretto di Hormuz: c’è anche l’Italia

Oggi, mercoledì 15 aprile, è in programma a Parigi un vertice militare per la pianificazione dello sminamento dello stretto di Hormuz, a cui parteciperanno diversi Paesi, tra cui l’Italia (con uno staff della Marina militare). Da quanto filtra al momento non c’è nulla di stabilito e un’eventuale missione potrebbe partire solo dopo la cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti (e Israele) e dopo aver verificato le condizioni per un intervento. Lo sminamento di Hormuz costituisce la parte centrale di un piano più ampio dei Paesi europei (promosso da Regno Unito e Francia) per riaprire lo stretto senza coinvolgere gli Stati Uniti, che prevede anche l’evacuazione delle navi bloccate e il successivo pattugliamento con scorte militari. Lo scrive il Wall Street Journal.

Vertice a Parigi per lo sminamento dello Stretto di Hormuz: c’è anche l’Italia
Keir Starmer e Emmanuel Macron (Ansa).

Trump: «Molto triste il piano europeo per Hormuz»

Donald Trump ha definito «molto triste» il presunto piano europeo per riaprire lo stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato dal Wsj: «Si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono. Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest’atteggiamento? Guardate alla Groenlandia: ci serviva per proteggere il mondo dalla Russia e la Cina», ha detto il presidente Usa a Fox News.

Cinque indagati per la morte della 12enne uccisa da un albero

AGI - Sono cinque le persone iscritte, al momento, nel registro degli indagati nell'inchiesta sulla morte di Alicia Amoruso, la 12enne deceduta a Bisceglie dopo essere stata travolta da un albero abbattuto dal vento. La Procura di Trani, che coordina le indagini, ha iscritto cinque persone con l'ipotesi di omicidio colposo in concorso e gravità del reato (desunta dalla natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo e ogni altra modalità dell'azione): si tratta di quattro dipendenti dell'ufficio tecnico del Comune di Bisceglie e del legale rappresentante della società incaricata della gestione del verde pubblico.

Secondo quanto ricostruito, la tragedia si è verificata nel pomeriggio del 14 aprile in via Veneziano, quando un pino è improvvisamente crollato colpendo la ragazza mentre si trovava lungo la strada poco dopo l'uscita da scuola. Inutili i soccorsi: la giovane è morta per un possibile trauma da schiacciamento.

Gli accertamenti irripetibili

L'iscrizione nel registro degli indagati, disposta dal sostituto procuratore Francesco Chiechi, rappresenta un atto tecnico necessario per consentire alle persone coinvolte di nominare consulenti di parte in vista degli accertamenti irripetibili. Proprio nelle prossime ore saranno conferiti gli incarichi per l'autopsia e per le verifiche tecniche sul luogo dell'incidente e sull'albero crollato. Si tratta di accertamenti fondamentali per chiarire le cause del cedimento e ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto.

Un disastro annunciato, fondi mai spesi e lavori incompiuti

AGI -  Nelle prime ore del 16 gennaio scorso, una frana di grandi dimensioni aveva paurosamente scosso Niscemi, in provincia di Caltanissetta; dai primi rilievi della Protezione civile regionale era emerso che il movimento franoso aveva interessato l'area a ridosso della parte occidentale del centro abitato, con una dimensione del coronamento superiore pari a 1,5 km. Intorno alle 12.30 del 25 gennaio, si era riattivato anche il fronte di frana del 1997, a ridosso della parte sud del centro abitato, con una dimensione del coronamento superiore a 2 km.

Il fronte instabile si è sviluppato complessivamente per circa 4,7 km lungo il margine dell'abitato, coinvolgendo il settore Sante Croci-Belvedere, l'area del torrente Benefizio e i versanti compresi tra la strada provinciale 10 e la Sp12. Le scarpate di distacco presentavano altezze mediamente comprese tra 25-30 metri, con valori massimi di oltre 50 metri. Una frana, dunque, di grandi dimensioni che ha comportato l'immediata delimitazione di una zona rossa fino a 150 metri e l'evacuazione della popolazione residente nell'area, oltre 1500 sfollati, con la collina che scivolava sulla Piana di Gela. Il Dipartimento della Protezione civile ha operato sin dalle prime ore in stretto raccordo con le strutture locali di protezione civile per monitorare l'evolversi della situazione.

Le misure di emergenza e il commissario straordinario

Il 26 gennaio il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per fronteggiare gli eccezionali eventi meteorologici che hanno investito le tre Regioni. Il 30 gennaio il Capo del Dipartimento, Fabio Ciciliano, ha firmato l'ordinanza 1180 che disponeva i primi interventi urgenti di protezione civile a supporto dei territori colpiti. Con Decreto Legge 25 del 27 febbraio, Ciciliano veniva nominato Commissario straordinario per l'area di Niscemi, per attuare le misure e gli interventi volti a rafforzare la sicurezza e la resilienza sul territorio.

L'inchiesta per disastro colposo e gli indagati

La procura di Gela, competente per territorio, intanto, apriva una inchiesta per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, fino a questo ultimo clamoroso atto: l'iscrizione nel registro degli indagati di tredici persone, tra cui gli ultimi quattro presidenti di Regione, quelli in carica dal 2010 al 2026: Raffaele LombardoRosario CrocettaNello Musumeci, oggi ministro alla Protezione civile, e l'attuale governatore Renato Schifani; nonché i capi della Protezione civile regionale del periodo.

Mancata realizzazione delle opere di mitigazione

In particolare viene contestata dalla procura nissena "la mancata realizzazione delle opere di mitigazione che avrebbero potuto evitare l'evento del 2026 o ridurlo perché i lavori previsti dopo la frana del 1997 non sarebbero stati realizzati". Dopo la prima poderosa frana di Niscemi erano stati stanziati 23 miliardi delle vecchie lire, ma i lavori appaltati a un'Ati non sarebbero stati compiuti. I fondi, 12 milioni di euro, per l'intervento di consolidamento, non sarebbero stati mai spesi.