Anche se le notizie che arrivano dal tavolo negoziale di Doha, in Qatar, sembrano allontanare le possibilità di un'intesa tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco permanente, una tregua nel breve periodo avrebbe come effetto principale quello di evitare un'escalation del conflitto, che coinvolga in primis l'Iran.

Mentre tutti aspettano una risposta iraniana all'uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, a Teheran sono in corso tentativi di smorzare i toni. Intanto, temendo un'escalation che colpirebbe prima di tutto Beirut, molti paesi hanno chiesto ai loro connazionali di lasciare il Libano.
Continua a leggere Masoud Pezeshkian è il nuovo presidente iraniano. La vittoria del primo candidato riformista dai tempi di Khatami potrebbe essere un'opportunità per riportare l'Iran a dialogare in tema di nucleare e per arrivare a un negoziato che concluda il conflitto a Gaza. Tuttavia, peseranno molto l'opposizione interna e una potenziale rielezione di Donald Trump negli Usa.

Si andrà al ballottaggio il prossimo venerdì 5 luglio per scegliere il nuovo presidente dell'Iran: sarà faccia a faccia tra tra il candidato conservatore, Saeed Jalili, e il riformista, Masoud Pezeshkian. Dei 61 milioni di iraniani, aventi diritto al voto, appena il 40% è andato a votare.
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L'annuncio di imminenti attacchi di Teheran in Israele ha attivato il lavoro delle diplomazie internazionali per scongiurare in Medio Oriente un'estensione senza precedenti del conflitto ed evitare una guerra su larga scala.
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Si è votato lo scorso primo marzo per rinnovare il parlamento iraniano e gli 88 componenti dell’Assemblea degli Esperti che dovranno scegliere il successore della Guida suprema, Ali Khamenei, 84 anni. Molto bassa l’affluenza alle urne.
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Intervista allo storico iracheno dell’Università di Birkbeck a Londra, Sami Zubaida: "L’Occidente ama definirsi come difensore dei diritti umani ma non fa niente quando a violarli sono i suoi stretti alleati, come l’Egitto e l’Arabia Saudita".
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Lo storico israeliano Ilan Pappè spiega a Fanpage.it perché la risposta di Israele all'attacco da parte di Hamas vada "oltre l’esagerazione": "Siamo di fronte a qualcosa di simile a politiche di genocidio che non possono essere comparate con nessuna altra azione o attacco che Israele abbia inflitto negli anni passati contro la Striscia di Gaza".
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