Cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il Coni replica a Ghali dopo lo sfogo sui social

Rispondendo alle domande dei giornalisti sullo sfogo di Ghali, che assieme a Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli sarà tra gli artisti presenti a San Siro alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha tagliato corto, affermando: «Penso che in questo momento sono portato a leggere solo le cose positive, perché in questi momenti trovo fuori logo fare polemica».

Cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il Coni replica a Ghali dopo lo sfogo sui social
Luciano Buonfiglio e Andrea Abodi (Imagoeconomica).

Lo sfogo di Ghali su Instagram

Alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali, Ghali ha affidato a Instagram un lungo messaggio di sfogo – pubblicato in italiano, inglese e arabo – in cui ha fatto capire di essere stato in qualche modo “imbavagliato”, dopo essere stato invitato (per convenienza) dagli organizzatori. «A tutti. Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia», ha scritto il rapper milanese, figlio di genitori tunisini. E poi: «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro».

Le polemiche per la scelta di Ghali

La scelta di coinvolgere Ghali nella cerimonia di apertura di Milano-Cortina aveva suscitato critiche, in particolare da parte di alcuni esponenti della Lega, a causa delle posizioni espresse dal rapper in favore della causa palestinese. Sul tema era intervenuto anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, spiegando che Ghali avrebbe pronunciato esclusivamente «cose concordate con gli organizzatori» e aggiungendo: «Ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco». In commissione Cultura il Movimento 5 stelle aveva denunciato: «Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista non esprimerà il suo pensiero sul palco non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva».

Arianna Meloni e gli intrecci politico-editoriali da Cerasa: le pillole del giorno

Arianna Meloni nell’agosto del 2024 annunciò a un giornale come Il Foglio la fine del suo legame con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Una notizia ghiottissima. E nella serata di venerdì 6 febbraio che appuntamento romano c’è nell’agenda di Arianna, la “sister” di Giorgia? La presentazione del libro del direttore del Foglio, Claudio Cerasa, nel Teatro de’ Servi, alle spalle di via del Tritone, mentre tutti hanno la testa e l’attenzione dedicata a Milano per l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali. Titolo della fatica letteraria di Cerasa è L’antidoto, pubblicato da Silvio Berlusconi Editore, con la grancassa mediatica di Mondadori. Per Cerasa, oltre ad Arianna, ci saranno Gianni Letta, per competenza aziendale, e il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. A qualcuno sembra un’anticipazione di un prossimo patto politico: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito democratico. Perché della Lega di Matteo Salvini non si vede nessuno. Tra l’altro il moderatore della serata è David Parenzo, proprio nell’orario in cui deve condurre La zanzara su Radio24 con Giuseppe Cruciani. Uno sgarbo al direttore Fabio Tamburini, del quale si è detto che il successore a Il Sole 24 Ore risponderebbe proprio al nome di Cerasa? Oppure solo un investimento sul futuro da parte del furbissimo David? Ah, saperlo…

Arianna Meloni e gli intrecci politico-editoriali da Cerasa: le pillole del giorno
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Il vino non mette d’accordo Lollo e Salvini

Da una parte c’è Francesco Lollobrigida che in qualità di ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare promuove il consumo del vino, dall’altra ecco Matteo Salvini che come ministro dei Trasporti “stanga” gli automobilisti che bevono anche solo un bicchiere di rosso con controlli talebani. Fatto sta che il 15 febbraio parte sulle televisioni e sulle radio nazionali la campagna istituzionale per promuovere e raccontare il valore e la cultura del bere alcolico. “Il Vino è il nostro tempo – Coltiviamo ciò che ci unisce” è il claim della campagna, articolata in due spot: il primo è un racconto istituzionale che celebra il valore della vigna, della storia, della cultura enologica italiana, il secondo un video emozionale, capace di raccontare il vino non solo come prodotto, ma come patrimonio e valore intergenerazionale. Non ditelo a Salvini, pronto a multare gli automobilisti appena usciti da una cena di festeggiamenti…

Arianna Meloni e gli intrecci politico-editoriali da Cerasa: le pillole del giorno
Matteo Salvini brinda con Francesco Lollobrigida (foto Ansa).

Olimpiadi a Milano? E Pizzaballa (proprio lui) è a Roma…

In Vaticano dicono che si avvicina la nomina del cardinale Pierbattista Pizzaballa ad arcivescovo di Milano, al posto di Mario Delpini che a luglio 2026 compie 75 anni e diventa pensionabile. Fatto sta che l’alto prelato, nel giorno delle Olimpiadi nel capoluogo lombardo in festa, si trova a Roma per partecipare a un incontro nella chiesa di San Francesco a Ripa. L’appuntamento si inserisce nel cammino delle celebrazioni del VIII centenario (1226–2026), promosse dal Comitato nazionale, con l’obiettivo di divulgare la conoscenza della vita e dell’opera di San Francesco e valorizzare luoghi e cammini francescani attraverso iniziative culturali e formative. L’iniziativa romana, tra l’altro, è realizzata con il sostegno di Enel e PwC. Pizzaballa da tempo è “in tour”, e sta raccogliendo in giro per l’Italia una generosa solidarietà per le sue iniziative, avendo la carica di Patriarca di Gerusalemme. Sabato 7 febbraio la tappa è Assisi. Ma ogni giorno c’è un impegno, nell’agenda del porporato: giovedì 12 febbraio, per esempio, sarà a Cosenza, e nel teatro Rendano sono già prenotate all’evento 800 persone, con protagonista il Rotary Club Rende presieduto da Sergio Mazzuca. Chiarissima l’impostazione dell’evento: «La Calabria si misura con le tensioni del Medio Oriente attraverso un confronto diretto con uno dei protagonisti del nostro tempo, un’occasione unica per ascoltare la viva voce del Patriarca, la complessità dell’attuale situazione a Gaza e riflettere sulla responsabilità condivisa tra popoli, istituzione e società civile». Intanto Milano si avvicina…

Arianna Meloni e gli intrecci politico-editoriali da Cerasa: le pillole del giorno
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Ravasi dai farmaceutici Angelini

Il cardinale Gianfranco Ravasi, in qualità di presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura e fondatore del “Cortile dei Gentili”, si è spostato nella periferia romana. Non in una borgata, ma nel quartier generale di Angelini Pharma, in via Amelia, per un “Dialogo sulla salute mentale”, alla corte di Sergio Marullo di Condojanni. Le parole indimenticabili del cardinale? Occorre «riuscire a stabilire un linguaggio comune che permetta di comprendere le situazioni che qualche volta sono di difficoltà e sofferenza profonda e questo esercizio viene fatto non soltanto attraverso l’aspetto strettamente tecnico, medico e scientifico, ma anche un profondo aspetto umano, perché queste sindromi sono quelle che esigono molto più calore nel cuore e non solo nella mente». Amen. E una pillola per dormire.

Arianna Meloni e gli intrecci politico-editoriali da Cerasa: le pillole del giorno
Il cardinale Gianfranco Ravasi (foto Imagoeconomica).

Al via in Oman i colloqui Usa-Iran sul nucleare: cosa c’è sul tavolo

Stati Uniti e Iran tornano a confrontarsi in Oman, per i primi negoziati da giugno 2025, quando Israele lanciò attacchi contro la Repubblica Islamica che scatenarono una guerra di 12 giorni segnata da raid aerei reciproci, a cui si unirono anche gli americani, questa volta nel tentativo di scongiurare un altro conflitto. Sul tavolo c’è il programma nucleare iraniano. In vista dell’incontro di Muscat, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi – che guida la delegazione di Teheran – ha avvertito: «Siamo pronti a difenderci da qualsiasi richiesta eccessiva o avventurismo Usa». Non è ancora chiaro se le due parti siano d’accordo su cosa sono disposte a negoziare: cosa sappiamo.

Al via in Oman i colloqui Usa-Iran sul nucleare: cosa c’è sul tavolo
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a colloquio con l’omologo omanita Sayyid Badr Albusaidi (Ansa).

L’Iran vuole parlare solo del suo programma nucleare

Teheran ha messo in chiaro che questi colloqui avrebbero riguardato solo il suo programma nucleare, mentre Washington vorrebbe negoziare anche l’uso e la detenzione di missili balistici a lunghissimo raggio. L’Iran è però irremovibile e non intende fare concessioni, ritenendoli fondamentali per la difesa in caso di futuri attacchi di Israele. Haaretz scrive che gli Usa hanno accettato di rinunciare alla condizione di discutere anche di missili balistici e più in generale della sicurezza in Medio Oriente. Secondo quanto emerge da un’analisi di immagini satellitari condotta dal New York Times, l’Iran sembra aver ricostruito diverse strutture missilistiche balistiche danneggiate dagli attacchi del 2025, apportando invece solo riparazioni limitate ai principali siti nucleari colpiti.

La possibile proposta sull’arricchimento dell’uranio

Secondo quanto riportato dal New York Times, che cita fonti diplomatiche, alcuni Paesi vicini all’Iran hanno proposto di limitare le capacità di Teheran di arricchimento dell’uranio a livelli minimi: al 3 per cento o anche meno. Questo basterebbe al regime per salvare la faccia di fronte alla richiesta di Trump di un arricchimento pari a zero. Ma sarebbe comunque una sconfitta, visto che per la maggior parte delle armi nucleari è necessario un arricchimento al 90 per cento.

Gli Stati Uniti posson far leva sulle revoca delle sanzioni

Il Nyt cita poi tre funzionari iraniani, secondo cui Teheran potrebbe anche essere disposta a offrire una sospensione a lungo termine del suo programma nucleare. In cambio chiederebbe a Washington la revoca delle sanzioni americane che hanno contribuito alla crisi economica della Repubblica Islamica e a sua volta alle proteste che hanno scosso il Paese, represse nel sangue dal regime.

Al via in Oman i colloqui Usa-Iran sul nucleare: cosa c’è sul tavolo
Abbas Araghchi e Steve Witkoff (Ansa).

Il nodo del sostegno iraniano agli alleati nella regione

C’è poi un altro tema sul tavolo, ovvero il sostegno dell’Iran ai suoi proxy nella regione, da Hamas e Hezbollah, fino agli Houthi. Gli Stati Uniti, ovviamente, vorrebbero che i pasdaran recidessero i legami con questi gruppi. I funzionari che hanno parlato col New York Times hanno evidenziato che, in ogni caso, sarebbe estremamente difficile concordare un meccanismo per monitorare efficacemente il rispetto del non invio di denaro o armi alle milizie alleate.

Reggia di Caserta, il caso della nomina del coordinatore di Fdi nel cda

Le nomine del cda della Reggia di Caserta finiscono in Parlamento. In particolare, il centrosinistra punta il dito contro il ministro della Cultura Alessandro Giuli per la presenza, nell’organo del sito Unesco, di un esponente politico, ovvero il coordinatore cittadino di Fdi Paolo Santonastaso (è stata nominata anche Nicla Virgilio, candidatasi alle elezioni regionali con la Lega). Il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati «che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia». I dem intendono così verificare il pieno rispetto delle normative vigenti, che prevedono che nei cda vengano nominate «persone di chiara e comprovata fama nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale». La vicenda, sostengono, «assume contorni ancora più allarmanti se si considera che la Reggia è un bene patrimonio dell’umanità Unesco, e i protocolli di gestione Unesco sono estremamente rigidi e impongono una assoluta neutralità gestionale». Per loro, quello messo in campo dal ministro è un «atto politicamente e istituzionalmente irresponsabile». A sottoscrivere l’interrogazione anche M5s e Avs: «Non è accettabile che istituzioni culturali di rilevanza nazionale, come la Reggia di Caserta, vengano strumentalizzate a fini politici».

Reggia di Caserta, il caso della nomina del coordinatore di Fdi nel cda
Paolo Santonastaso ed Edmondo Cirielli (Facebook).

Perplessità anche nel centrodestra

La nomina di Santonastaso ha creato dissidi anche all’interno del centrodestra, con la commissaria provinciale di Forza Italia Amelia Forte che ha dichiarato: «Anche se una nomina è legittima, a volte bisogna fare un passo indietro per questioni di opportunità. Il fatto è che in questo periodo delicato, con all’orizzonte appuntamenti elettorali importanti, bisogna proteggere il centrodestra da attacchi strumentali di un centrosinistra che vuole a tutti i costi trovare spazio in Terra di Lavoro dopo gli innumerevoli errori commessi. Il mio intervento non è dunque contro Santonastaso, che credo però debba scegliere tra il cda della Reggia o la segreteria di Fdi, né tanto meno contro Fratelli d’Italia, nostro alleato, ma per preservare l’unità della coalizione rispetto a quelle che reputo delle vere e proprie aggressioni da parte degli avversari politici».

La replica di Fdi

A difesa del provvedimento si è schierato il sottosegretario Antonio Iannone, commissario regionale di FdI, che ha spiegato: «La scelta del ministro Giuli non poteva essere migliore. Ricordiamo peraltro che si tratta di un incarico a titolo gratuito».

I Giochi Invernali nel mirino degli hacker filorussi: colpiti siti istituzionali, sportivi…

AGI - Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 nel mirino degli hacker filorussi. "È in atto una campagna ostile di DDoS" verso siti istituzionali, sportivi e commerciali connessi all'evento, spiegano all'AGI fonti ben informate.

Tra i siti che risulterebbero 'a rischio' anche quello dell'hospitality di Milano-Cortina e il portale del Coni dedicato alle Olimpiadi. Attivata anche l'Intelligence.

Yarix, centro di competenza per la cybersecurity dell'azienda Var Group, "segnala un'estensione della campagna ostile riconducibile al collettivo hactivista NoName057(16), che nelle ultime ore ha aggiunto nuovi obiettivi legati all'ecosistema delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, includendo sia portali italiani che piattaforme di comitati olimpici stranieri", si legge in una nota.

"L'attività di monitoraggio ha intercettato ulteriori riferimenti operativi all'interno dei canali Telegram del gruppo - si legge ancora nel comunicato -, dove vengono incoraggiati attacchi DDoS e azioni di disturbo verso siti istituzionali, sportivi e commerciali connessi all'evento". 

Milano Cortina: il portabandiera per i diritti umani, “un messaggio di pace”

AGI - Portabandiera per i diritti umaniNicolò Govoni, ceo di "Still I Rise", organizzazione no profit che offre istruzione di eccellenzaprotezione e supporto psico-sociale a bambini profughi e vulnerabili nel mondo, porterà con altre sette persone la bandiera olimpica alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026.

Un evento che rappresenta un messaggio di pace, ma anche e soprattutto un riconoscimento che premia il lavoro di Still I Rise e punta un faro sui diritti negati ai bambini come quello dell'istruzione. Un evento che ovviamente gratifica l'impegno dell'attivista e scrittore Nicolò Govoni.

"Un messaggio di pace"

"Per Still I Rise è il palco più importante - spiega all'AGI il Ceo - stiamo parlando di due miliardi di spettatori a livello globale che ci vedranno. È l'occasione per diffondere ancora di più il nostro lavoro. E questo resta il mio obiettivo principale, piacere personale a parte. Quello che alla fine è importante infatti, è cogliere la grande occasione per Still I Rise. Sarà un megafono utile alle cause per cui ci battiamo. Per me ovviamente, è un onore, un grande privilegio. Forse il più importante riconoscimento avuto fino a oggi. E sono infinitamente grato".

L'invito e gli altri portabandiera

L'invito è arrivato a novembre: "Sì, ho ricevuto una mail con cui mi veniva chiesto di essere uno dei quattro portabandiera non atleta che rappresentano la pace a livello globale. A questa notizia sono seguiti dei mesi di preparazione, un accordo di riservatezza che doveva rimanere segreto fino all'annuncio ufficiale. È davvero un grande onore essere rappresentante di pace", sottolinea Govoni.

Gli attivisti per i diritti umani 

"Siamo in dieci - spiega ancora l'attivista - otto a San Siro e due a Cortina. Gli atleti sono sei, provenienti da tutto il mondo. Gli attivisti che rappresentano i diritti umani, sono quattro. Ci sono io, c'è Filippo Grandi che è l'ex alto commissario di Unhcr, c'è Maryam Bukat Hassan che è una poetessa e advocate per i diritti umani della Nigeria, e poi c'è Tadatoshi Akiba che è l'ex sindaco di Hiroshima e promotore della pace a livello mondiale".

Dieci persone di cui sei atleti e quattro civili con un'attività di natura umanitaria: "È veramente un bel gruppo con individui che si danno tanto da fare - prosegue Govoni - e anche più di me, anche perché alcuni di loro hanno più anni, più esperienza. Ecco un altro motivo per cui dico che per me è un grande onore poter portare questa bandiera al loro fianco".

I progetti futuri di "Still I Rise"

Parentesi olimpica a parte, che sta facendo Still I Rise? "Continuiamo a dedicarci al nostro lavoro - prosegue Govoni - Siamo principalmente impegnati in due progetti: dopo aver aperto la scuola in Sud Sudan un mese fa, a fine 2025, ora c'è quello dell'India che è complesso.

Si tratta di una scuola importante, una scuola internazionale a Mumbai che vogliamo inaugurare a dicembre 2026. Ma il 2027, e qui c'è l'altro progetto, sarà l'anno dell'Italia, l'apertura di una scuola anche in questo caso. Ci stiamo muovendo per scegliere un immobile che possa poi essere trasformato in scuola. Sì, nel 2027 sicuramente apriremo la nostra tanto discussa e tanto attesa scuola in Italia".

Il nuovo libro 

Ma Nicolò Govoni è anche uno scrittore: "Sto lavorando a un nuovo libro ma non uscirà quest'anno. Forse il prossimo anno, insomma uscirà quando sarà pronto. Perché il nuovo libro è il seguito di 'Se fosse tuo figlio' e in tanti lo aspettano da tempo. Ma dal momento che riguarda almeno sette o otto anni della mia vita, con luci, ombre, cose belle e contraddizioni - conclude - va terminato quando è il momento. E per me sarà il libro più bello".

Curling: gli Azzurri Constantini–Mosaner travolgono la Svizzera 12-4

AGI - Dopo la pesante sconfitta di ieri sera contro il Canada per 7 a 2, questa mattina Stefania Constantini e Amos Mosaner al 'Cortina Curling Olympic Stadium' hanno nettamente sconfitto per Svizzera per 12 a 4 nella partita di round robin del torneo misto di curling dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026.

Gli azzurri, campioni uscenti, dopo aver sofferto la coppia svizzera in apertura di partita, hanno poi dilagato con Mosaner salito in cattedra concedendo poco agli avversari.

Gli azzurri torneranno sul ghiaccio alle ore 14.35 contro l'Estonia. In serata Mosaner sarà impegnato assieme a Federica Brignone alla cerimonia di apertura dei Giochi in piazza Dibona ai piedi delle Tofane. 

Gli Obama ritratti come scimmie in un video pubblicato da Trump

Donald Trump ha condiviso un video dedicato a presunti brogli elettorali nel Michigan nel 2020, in cui negli ultimi secondi compaiono Barack e Michelle Obama ritratti come due scimmie, che ridono sulle note di The Lion Sleeps Tonight.

Secondo quanto sostenuto nel video da un non meglio identificato esperto, nel corso dello scrutinio il conteggio si è fermato in cinque Stati (tra cui appunto il Michigan) quando Trump era in vantaggio su Joe Biden, per poi ripartire con il candidato democratico all’improvviso in testa.

Newsom: «Comportamento disgustoso da parte di Trump»

Il contenuto, sfacciatamente razzista, è stato condannato su X da Gavin Newsom, governatore democratico della California: «Comportamento disgustoso da parte del Presidente. Non c’è più limite. Ogni singolo repubblicano deve denunciarlo. Adesso». Ben Rhodes, ex consigliere per la sicurezza nazionale e consigliere di Obama, ha scritto: «Che Trump e i suoi seguaci razzisti continuino a tormentarsi pensando che in futuro gli americani considereranno gli Obama come figure amate, mentre studieranno lui come una macchia nella nostra storia». Nel corso del 2025, sempre su Truth, Trump aveva pubblicato un video realizzato con l’intelligenza artificiale in cui Obama veniva arrestato nello Studio Ovale e poi compariva dietro le sbarre con una tuta arancione da carcerato.

Il Coni e lo sfogo di Ghali: “Polemica fuori luogo”. Il cantante pubblica un brano a sorpresa

AGI - "Io penso che in questo momento sono portato a leggere solo le cose positive, perché in questi momenti fare polemica lo trovo fuori luogo". Lo ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, alla Triennale di Milano, rispondendo alle domande dei giornalisti circa il post pubblicato da Ghali, che sarà tra gli artisti presenti stasera alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina.

Lo sfogo del cantante

"A tutti. Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l'inno d'Italia", aveva scritto ieri il cantante che stasera parteciperà alla cerimonia inaugurale dei giochi.

"So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non puo' essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro", conclude l'artista chiudendo il post con un semplice: "A domani".

A sorpresa Ghali pubblica il brano 'Basta'

A sorpresa, Ghali questa notte ha pubblicato "Basta", uno dei brani spoilerati lo scorso settembre al Gran Teatro a Fiera Milano Live. Dopo lo sfogo attraverso i social ha mandato in orbita il suo brano. "Un pezzo costruito come un flusso continuo - si legge in una nota - in cui la ripetizione ossessiva del titolo diventa mantra e insieme grido di saturazione: 'Basta'.

'Basta' è molto più di una parola: è reazione, punto di rottura, il segnale che il linguaggio non basta più a contenere quello che succede. L'assenza della copertina di 'Basta' riflette un'uscita maturata all'ultimo e senza preavviso, lasciando spazio solo al messaggio e all'impatto immediato della musica".

 

 

 

Pestato dai genitori per i brutti voti, si salva chiedendo aiuto all’IA

AGI - Lo picchiavano di frequente, almeno tre volte alla settimana. Usavano una cintura, fili di carica batterie, scopa, bastone di legno, utensili da cucina, rami di albero. Tutto per punirlo di un rendimento scolastico non all'altezza. Per lui, un ragazzino di 15 anni, la vita in quella famiglia era diventata un vero incubo. Per questo è scappato di casa e dopo qualche ora ha chiamato il 112. È così che è emersa una storia di oppressione psicologica e di maltrattamenti e violenze fisiche. Il ragazzo è stato raccolto da una volante che lo ha portato presso gli uffici della Questura di Novara.

Qui il minore si è confidato con gli agenti raccontando di essere vittima di maltrattamenti da parte dei genitori di 54 e 42 anni, originari del Bangladesh e residenti in città. Il quindicenne molto provato ha detto ai poliziotti di non voler più tornare a casa. A questo punto la Squadra mobile ha chiesto l'intervento di un esperto in psicologia che in un colloquio ha aiutato il ragazzo a raccontare nei dettagli quanto era accaduto. Si è chiarito così che questo atteggiamento dei genitori sarebbe cominciato da tempo, già dalle scuole elementari, quando il ragazzino aveva 6 anni.

La ricerca di aiuto 

La vittima si sarebbe decisa a contattare la Polizia di Stato dopo essersi confidato con i genitori di un suo amico. Ma è emerso anche un particolare che rivela un aspetto di grande solitudine: il ragazzo si è rivolto anche a una nota app di intelligenza artificiale che, a seguito dell'interrogazione avrebbe risposto che "nessuno deve essere menato" e che "non era una situazione normale".

Le indagini

Immediatamente sono stati sentiti l'amico del ragazzo che lo accompagnava e il padre di quest'ultimo, che hanno confermato la sua versione. Il minore è stato affidato ai servizi sociali e i genitori sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per il reato di maltrattamenti.