Cecchini nell’ex Jugoslavia, la smentita dell’indagato: “Non ho sparato ai civili”

AGI - Questa mattina, al quarto piano della Procura di Milano, è stato interrogato il pensionato ottantenne che vive nella provincia di Pordenone accusato di essere stato uno dei cecchini italiani quando Sarajevo era assediata durante la guerra nell'ex Jugoslavia. Il procuratore Marcello Viola e il pm Alessandro Gobbis hanno sentito l'ex camionista come indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili. L'uomo, cacciatore con sette armi trovate in casa dai Ros regolarmente detenute, difeso dall'avvocato Giovanni Menegon, ha scelto di non avvalersi della facoltà di rispondere e di dare la sua versione.

Per quanto è dato sapere in una fase ancora iniziale dell'inchiesta, a portare gli inquirenti sulle sue tracce sono state delle testimonianze secondo le quali l'anziano si sarebbe vantato delle uccisioni. L'inchiesta è stata avviata lo scorso anno sulla base di un esposto in Procura dello scrittore Ezio Gavazzeni, che a lungo ha approfondito il tema dei 'safari umani', affiancato dagli avvocati Guido Salvini e Nicola Brigida.

Le smentite dell'indagato

"Non è vero che sono stato in Bosnia, non è vero che ho sparato ai civili". L'ex camionista e pensionato ottantenne di Pordenone accusato di essere uno dei cecchini di Sarajevo negli anni della guerra nell'ex Jugoslavia ha risposto con una sequela di "non è vero" a tutte le domande del procuratore Marcello Viola e del pm Alessandro Gobbis nell'interrogatorio di circa un'ora. In particolare, ha smentito le sue dichiarazioni ai giornali locali nelle quali aveva sostenuto di avere fatto delle trasferte in Bosnia tra il 1992 e il 1995 per "motivi di lavoro". "Non è vero" ha ribattuto alla domanda se in quegli anni andasse in Bosnia per trasportare merci. "Non ho mai fatto attività politiche, pubbliche e amministrative" ha anche detto. Cappellino nero e mascherina dello stesso colore a nascondere il viso, tranne gli occhi, l'uomo ha lasciato il palazzo di giustizia senza rispondere alle domande dei giornalisti.

La posizione della difesa 

"Il mio assistito ha risposto a tutte le domande e ribadito la sua assoluta estraneità. Confido che i magistrati facciano tutti gli accertamenti del caso e la accertino" ha affermato l'avvocato Giovanni Menegon. "Mi ha incaricato di portare avanti eventuali azioni legali a sua tutela della sua reputazione per alcuni articoli usciti in questi giorni" ha aggiunto. A quanto si apprende, i magistrati che lo indagano per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili faranno delle verifiche sulle risposte date oggi nell'interrogatorio e proseguiranno con le indagini.

Controllo giudiziario per Foodinho, la società di delivery di Glovo

Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, società di delivery del colosso spagnolo Glovo: secondo gli accertamenti avrebbe corrisposto ai rider (40 mila in tutta Italia) paghe «sotto la soglia di povertà» e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. In particolare, la retribuzione sarebbe risultata «inferiore fino al 76,95 per cento» rispetto a tale soglia e «fino all’81,62 per cento rispetto ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva». L’accusa di caporalato riguarda sia Foodinho che l’amministratore unico della società, Pierre Miquel Oscar. Il controllo giudiziario non comporterà la sospensione dell’attività aziendale. L’indagine su Foodinho si inserisce in un filone di interventi della magistratura sul lavoro nelle piattaforme digitali. Il caso più rilevante è stato in passato quello di Uber, che fu accusata di caporalato e chiamata ad assumere i lavoratori: il contenzioso si era concluso con l’uscita di Uber Eats dal mercato italiano. Nell’estate del 2025 il tribunale di Milano aveva obbligato Foodinho alla trattativa coi rider sui rischi per il caldo.

Pucci, Sanremo e lo scontro politico che si autogenera

Tecnicamente, nella struttura del racconto, si chiama messa in abisso. È quel dispositivo della narrazione per cui si parte da una storia che ne contiene un’altra, che a sua volta ne contiene un’altra ancora e poi un’altra, fino a trasformare il tutto in una sorta di specchio infinito. Tutto questo per dire che la vicenda che ha coinvolto Andrea PucciSanremoGiorgia Meloni e oppositori, Pd in testa, è una messa in abisso perfetta. Non voluta, non progettata, ma i cui esiti ben ne ricalcano il funzionamento. Si dirà che anche il Festival di Sanremo, con il suo spasmodico centellinare da mesi prima personaggi e modalità dell’evento, è una messa in abisso. E infatti questa è un’altra storia nella storia, da sfogliare nei suoi molteplici livelli. 

La protesta dell’opposizione trasforma l’invito di Pucci in un caso

Primo livello. Il comico Pucci, campione del politicamente scorretto, viene invitato alla kermesse canora. Un comico sul palco: accade da sempre, spesso con esiti imbarazzanti, raramente memorabili, anche perché quella platea è irta di insidie, lo sa bene Maurizio Crozza quando dileggiò Silvio Berlusconi tra fischi e grida di disapprovazione. E qui scatta la prima reazione: l’opposizione protesta, l’invito diventa un caso e lo showman, che aveva postato sui social una foto col sedere di fuori annunciando il suo arrivo, si ritira. Partita chiusa? Macché, siamo solo all’inizio. 

L’intervento di Meloni e il solito vittimismo destrorso

Secondo livello. Giorgia Meloni, invece che lasciar scatenare i suoi, interviene in prima persona. Parla di censura, di clima illiberale, di artisti intimiditi, di satira accettabile solo quando la dileggia. In altre parole, trasforma un invito televisivo saltato in una questione di censura. 

Ammettiamo che l’occasione, prendere un episodio ed estrapolarlo dal contesto per farlo diventare simbolico, era troppo ghiotta. La destra, quando fiuta aria di vittimismo, non sbaglia quasi mai il colpo. E la premier, ovvero la sua massima rappresentante, ha voluto (a nostro parere sbagliando) ribadirlo. C’è una schiera di adepti pronta a difendere Pucci e la discriminazione subita, lascia fare a loro: de minimis non curat praetor

Pucci, Sanremo e lo scontro politico che si autogenera
Giorgia Meloni (Ansa).

Il cortocircuito narrativo del Pd

Terzo livello. Il Pd pavlovianamente risponde. Un po’ nel merito, denunciando Pucci e le sue battute sessiste che fanno apparire Pio e Amedeo, altri campioni della satira di destra, delle educande. Ma soprattutto sull’intervento a sua difesa di Meloni che si occupa di Sanremo e non di cose più serie come il ruolo impone. Una considerazione apparentemente spendibile, ma che in realtà è un assist narrativo. Perché sancisce che questa vicenda non è una cosa seria nel momento in cui tutti ne parlano, si indignano e si sfogano sui social. Il Pd insomma denuncia l’irrilevanza della questione di fronte ai grandi problemi che affliggono il Paese e l’universo mondo nel momento in cui la cavalca. Ma così facendo fa diventare l’irrilevanza rilevante. 

Pucci, Sanremo e lo scontro politico che si autogenera
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Per la politica satira e censura diventano il pretesto per parlarsi addosso

A questo punto, per non perdersi, è bene riassumere gli elementi di questo perfetto esempio di messa in abisso: un comico che viene invitato a Sanremo fa scattare una polemica che provoca un intervento della premier che provoca una contro-polemica dell’opposizione che genera prese di posizione, post denigratori, editoriali che inducono Pucci a ritirarsi dal Festival, che al mercato mio padre comprò. Una polemica a generazione spontanea. In questo bailamme infatti non si intravvede un burattinaio, una regia che tiri le fila della trama. C’è solo un sistema mediatico che funziona per autoriproduzione. Ogni livello non definisce il precedente, ma lo moltiplica. Ogni intervento sul tema non chiude il discorso, ma lo rilancia. È un ipertesto involontario in cui ciascun attore recita una parte che crede autonoma, ma che invece è totalmente asservita alla logica del meccanismo. In tutto questo Sanremo è solo lo sfondo, un luogo virtuale dove il fatto in sé perde di significato rispetto alle sue conseguenze. Satira e censura diventano il pretesto offerto alla politica per commentare se stessa. La messa in abisso trasforma il dibattito nella proiezione di un sistema che alimenta all’infinito la propria rappresentazione.

Cna e Unicredit, accordo per l’innovazione digitale e la crescita dimensionale delle pmi

La Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, e Unicredit hanno sottoscritto un importante accordo di collaborazione con l’obiettivo di rafforzare l’accesso al credito, supportare l’innovazione digitale e la crescita dimensionale da parte delle micro, piccole e medie aziende. La Cna associa 620 mila imprenditori che forniscono lavoro a 1,2 milioni di persone. Grazie alla partnership, le imprese associate a Cna potranno beneficiare di una maggiore facilità di accesso a servizi consulenziali, percorsi formativi, iniziative congiunte e soluzioni finanziarie dedicate, sviluppate in coerenza con i principali driver della trasformazione economica contemporanea – sostenibilità, digitalizzazione, internazionalizzazione, innovazione.

A disposizione degli associati di Cna il modello di servizio buddy

Unicredit, nell’intento di supportare gli associati di Cna in ogni esigenza, mette a disposizione anche il modello di servizio buddy, flessibile e di valore, che ben si concilia con l’attività professionale di artigiani, micro e piccole imprese e lavoratori autonomi, nonché di persone fisiche che hanno l’esigenza di essere supportati, sempre, in qualunque momento della giornata, con un servizio di assistenza dedicato e un catalogo prodotti e servizi, in self e non, tra i più completi sul mercato. L’accordo intende anche favorire una maggiore interazione tra le reti territoriali di Cna e Unicredit, promuovendo eventi congiunti, rafforzando i rapporti a livello locale per generare impatti concreti sulla quotidianità delle imprese associate e supportando la conoscenza presso la platea delle Cna territoriali e delle imprese loro associate delle tematiche Esg, con un’offerta di prodotti e servizi bancari orientati alla sostenibilità, con una particolare attenzione alle imprese che intraprendono percorsi di miglioramento in ambito ambientale, sociale e di governance.

Areni: «Così sosteniamo le imprese del settore artigiano»

Queste le dichiarazioni di Annalisa Areni, head of Client strategies di UniCredit Italia: «Vogliamo sostenere e valorizzare le imprese del settore artigiano, protagoniste del progresso economico e sociale del Paese. Questo accordo si inserisce pienamente in questo percorso volto ad accompagnare le pmi nei percorsi di crescita e innovazione digitale. Unicredit conferma così il proprio impegno nel rispondere alle reali esigenze degli imprenditori, mettendo a disposizione un ecosistema completo e integrato di soluzioni pensate per favorire lo sviluppo e la competitività delle loro attività».

Gregorini: «Soluzioni mirate per digitalizzazione e sostenibilità»

Gli ha fatto eco Otello Gregorini, segretario generale della Cna: «La partnership con Unicredit è di rilevanza strategica per gli associati Cna. Accanto a soluzioni finanziarie e prodotti mirati per rafforzare l’accesso al credito da parte della platea di artigiani, micro e piccole imprese, la collaborazione, che coinvolge il sistema dei Confidi, offre un concreto supporto agli imprenditori attraverso prodotti e servizi che rispondono a una ampia gamma di esigenze per superare le sfide della digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale».

Rider sfruttati, Glovo sotto “controllo giudiziario”

AGI - Il gruppo carabinieri tutela del lavoro, su delega del pm di Milano Paolo Storari, ha eseguito un decreto di controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, società di delivery del gruppo Glovo, nell'ambito di un'indagine per caporalato. In particolare, "del campione retributivo analizzato risultano sottosoglia di povertà il 75% dei ciclofattorini con uno scostamento medio di circa 5.000 euro annui lordi, mentre rispetto ai contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento sono risultati sottopagati l'87,5% del campione con scostamenti massimi anche fino a 12.000 euro annui", riferiscono i militari dell'Arma.

"Gli accertamenti compiuti - sottolinea il pm nel decreto - danno atto di una situazione di vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori, che percepiscono retribuzioni 'sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato' e in palese difformità da quanto stabilito dalla contrattazione collettiva (art. 36 Cost. e 603 bis c.p.), situazione di illegalità che è indispensabile far cessare al più presto, considerando anche che coinvolge un numero rilevante di lavoratori che vivono con retribuzioni sotto la soglia di povertà.

Rilevato - afferma ancora il pm - che si versa in situazione di urgenza, atteso che la situazione di sfruttamento dello stato di bisogno è in atto e deve al più presto essere interrotta".

La testimonianza di un rider

"Vorrei che la paga fosse più alta. Ieri ho effettuato una consegna percorrendo 4,8 chilometri mentre pioveva e sono stato retribuito con 2,72 euro. Reputo questo ingiusto e sbagliato perché ho provato molta fatica". È la testimonianza di un uomo afghano sentito nell'inchiesta che ha portato al controllo giudiziario di Glovo per il presunto sfruttamento dei rider.

Nel decreto sono riportate le risposte a penna dei lavoratori alle domande degli investigatori: "La sua paga è sufficiente? Lei si trova in uno stato di bisogno?". Le risposte, declinate con parole diverse, sono sempre che la paga è misera e che vivono in uno stato di indigenza.

Le risposte schock dei rider

"La mia paga non è sufficiente con gli 800-900 euro al mese. Sono costretto a lavorare tante ore, non ho scelte perché devo aiutare la mia famiglia. Con 250 euro devo pagare il posto letto, 400 euro li invio ai miei familiari in Bangladesh, il resto li uso per mangiare". "Sì, mi trovo in uno stato di bisogno perché sono fisicamente malato e non riesco a lavorare molto. Sto in una casa con tre persone e pago 200 euro per il posto letto". "Devo lavorare 10-12 ore al giorno dal lunedì alla domenica. Per me è difficile fare altri lavori. Se avessi un'altra opportunità lavorativa cambierei". "Sì, sono in uno stato di bisogno perché quasi ogni giorno devo utilizzare anche l'altro account Deliveroo per guadagnare altri 50-60 euro in più. Tutto ciò mi porta a essere sempre stanco e stressato".

Presidenziali Portogallo, sconfitta che sa di vittoria per l’ultradestra

Il socialista moderato António José Seguro ha ottenuto una larga vittoria al secondo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo, trionfando sul suo avversario di estrema destra André Ventura, leader di Chega. Che, però, è comunque riuscito a ottenere una quota record di voti nella storia del partito, fondato nel 2019.

Presidenziali Portogallo, sconfitta che sa di vittoria per l’ultradestra
António José Seguro (Ansa).

Al ballottaggio Ventura ha ottenuto il 33,18 per cento

Seguro, che al primo turno aveva ottenuto il 31,11 delle preferenze, al ballottaggio ha vinto con il 66,82 per cento delle preferenze. Ventura, dopo l’exploit del primo turno del 18 gennaio, in cui aveva raggiunto il 23,52 per cento, nel secondo è arrivato al 33,18 per cento: insomma, un portoghese su tre (almeno tra quelli che si sono recati alle urne) ha scelto l’ultradestra. E questo nonostante gli appelli trasversali per scongiurare una vittoria di Chega, anche da parte di personalità della destra che hanno appoggiato il candidato di centro-sinistra per impedire a Ventura di succedere a Marcelo Rebelo de Sousa, giunto al limite di mandati. Il risultato di Chega supera di gran lunga il 22,8 per cento ottenuto alle elezioni generali di maggio 2025 e persino il 31,2 per cento che ha permesso all’Alleanza Democratica di centrodestra di andare al governo e, dunque, di portare Luís Montenegro alla carica di primo ministro.

Presidenziali Portogallo, sconfitta che sa di vittoria per l’ultradestra
André Ventura (Ansa).

La campagna elettorale anti-immigrati di Chega

Quello di presidente del Portogallo è un ruolo prevalentemente cerimoniale. Ma il capo di Stato detiene alcuni poteri importanti, tra cui la possibilità di sciogliere il parlamento in determinate circostanze. Ventura aveva affermato che avrebbe interpretato l’incarico in modo «più interventista». In vista del voto, Chega aveva ancora una volta fatto dell’immigrazione un tema chiave della campagna elettorale, installando cartelloni pubblicitari in tutto il Paese con le scritte: «Questo non è il Bangladesh» e «Agli immigrati non dovrebbe essere permesso di vivere di assistenza sociale».

Assalto armato sulla statale: camion in fiamme e spari

AGI - Assalto a un furgone portavalori sulla Brindisi-Lecce, nei pressi dello svincolo di Tuturano. Il commando armato ha bloccando la carreggiata con un camion in fiamme e sparando colpi di kalashnikov. Le forze dell'ordine hanno ingaggiato un inseguimento e fermato due persone ritenute parte della banda, mentre altri complici sono in fuga e la statale è stata chiusa al traffico.

Le immagini dell’attacco sono state diffuse da Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico: nel video si vede chiaramente il commando mentre fa saltare le porte blindate del portavalori.

Paolo Petrecca, chi è il direttore di RaiSport al centro delle polemiche per le Olimpiadi

Le sue gaffe durante la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026 stanno facendo il giro del web e non solo, e gli sono costate lo stop alla conduzione della cerimonia di chiusura oltre a polemiche e critiche. Paolo Petrecca, giornalista, autore televisivo, conduttore e dirigente, dal 2025 dirige RaiSport e in passato ha diretto Rai News 24, Televideo e Rainews.it. Romano classe 1964, lavora nella tv di Stato dal 2001.

Da Rtl alla Rai

Dopo aver iniziato la carriera come insegnante, nel 1990 ha cominciato a lavorare in televisione presso alcune emittenti locali laziali, occupandosi prevalentemente di sport, cronaca e politica. Nel 1999 è entrato nella redazione romana di Rtl 102.5, divenendo conduttore, coordinatore di corrispondenti e speaker dei notiziari. Due anni dopo è approdato in Rai come redattore presso il Tg2. Nel 2007 si è trasferito a Rai News 24, dove nel 2012 ha assunto il ruolo di capo servizio nella redazione Coordinamento delle edizioni. Quasi 10 anni dopo, nel 2021, ne è diventato direttore, dirigendo al contempo Televideo e Rainews.it. Dal 12 ottobre 2024 fino al 15 maggio 2025 ha condotto Filo diretto – Il Sabato di Rainews, per poi diventare direttore di RaiSport e della divisione Sport dell’azienda.

È morto il fisico delle particelle elementari Antonino Zichichi

È morto a 96 anni il fisico e divulgatore scientifico Antonino Zichichi. Specializzato nel campo della fisica delle particelle elementari, a cui ha dato preziosi contributi, era stato l’ideatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, costruiti a partire dal 1980. Si deve inoltre a lui la scoperta dell’antideutone, osservato per la prima volta nel 1965.

È morto il fisico delle particelle elementari Antonino Zichichi
Antonino Zichichi (Imagoeconomica).

Aveva lavorato presso il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra

Nato a Trapani nel 1929, Zichichi nel corso della carriera ha lavorato presso il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra. Ha anche guidato il gruppo dell’Università di Bologna (dove era professore emerito) durante i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati. Dal 1977 al 1982 è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Nel 1978 era stato eletto presidente della Società Europea di Fisica. Negli stessi anni, come detto, aveva promosso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi tra i importanti centri di ricerca del mondo. Dal 1986 è stato a capo del World Lab, un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata assieme al collega statunitense Isidor Isaac Rabi. Nel suo curriculum anche una breve esperienza politica: tra novembre 2012 e marzo 2013, con Rosario Crocetta governatore, era stato Assessore ai beni culturali della Regione Sicilia.

È morto il fisico delle particelle elementari Antonino Zichichi
Antonino Zichichi (Ansa).

Le critiche all’evoluzionismo e la battaglia contro le superstizioni

Zichichi, va detto, era però una figura controversa all’interno della comunità scientifica: fortemente cattolico, aveva messo in dubbio la teoria darwiniana dell’evoluzionismo, a suo modo di vedere non supportata dalla matematica. E si era anche detto scettico riguardo al riscaldamento globale. Al tempo stesso, Zichichi viene ricordato anche per il suo impegno contro l’astrologia e, più in generale, contro le superstizioni. Diventato volto noto per le sue frequenti apparizioni televisive, il fisico era stato anche imitato con successo sul piccolo schermo: prima da Ezio Greggio, che aveva proposto all’interno di Drive In il personaggio di Zichichirichì, e poi da Maurizio Crozza.

Addio ad Antonino Zichichi, il grande fisico tra scienza e fede

AGI - È morto all'età di 96 anni il fisico e grande divulgatore scientifico Antonino Zichichi. Nato a Trapani nel 1929 è stato il fondatore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, uno degli istituti di riferimento della ricerca mondiale. Figura per certi versi controversa del panorama scientifico nazionale, lo si ricorda per le sue battaglie contro le superstizioni, come credente cattolico e critico tanto sulle fondamenta della teoria darwiniana dell'evoluzione quanto sul contributo degli esseri umani al cambiamento climatico.

Professore emerito di Fisica Superiore all'Università di Bologna, presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare dal 1977 al 1982, direttore e fondatore, nel 1962, del Centro interdisciplinare per la cultura scientifica "Ettore Majorana" a Erice, Zichichi ha rappresentato una delle voci più appassionate della cultura scientifica del secondo Novecento.
Dopo gli anni di formazione a Palermo, e i primi anni tra il Fermilab di Chicago e il Cern di Ginevra - dove nel 1965 dirige il gruppo di ricerca che osserva per la prima volta l'antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone - Zichichi si impone come una figura di riferimento nei grandi laboratori internazionali. Numerosi e fondamentali sono i suoi risultati e le sue scoperte, come l'antimateria nucleare, la produzione di coppie di mesoni pesanti con stranezza positiva e negativa (la prova decisiva dell'esistenza del numero quantico di stranezza nell'universo subnucleare), l'energia effettiva nella QCD; e altrettanto importanti le sue invenzioni, tra cui, quella del circuito elettronico per la misura dei tempi di volo delle particelle subnucleari e una nuova tecnologia per la costruzione di campi magnetici polinomiali ad alta precisione.

"Scienza è pace e futuro"

Alla divulgazione credeva tantissimo e la televisione, come altri contesti che lo avvicinavano a un pubblico diffuso, erano per lui occasioni da utilizzare. Come i social.

"In molti, nel corso degli anni, mi hanno rimproverato una certa 'spettacolarizzazione' quando parlo di scienza", ha detto recentemente, "ma lasciatemi dire una cosa con chiarezza: non esiste alcun limite alla divulgazione, se il fine è nobile. La scienza è una conquista dell'umanità. Riguarda la nostra vita, il nostro presente e soprattutto il nostro domani. Per questo ho sempre ritenuto che vada raccontata con entusiasmo, con passione, con la forza emotiva che merita".

La spettacolarizzazione della scienza e la ricerca

Se un esperimento può cambiare la Storia, perché dovremmo comunicarlo in tono dimesso, chiedeva. Se una scoperta spalanca nuovi orizzonti, "perché non dovremmo trasmettere anche lo stupore, la meraviglia, la grandezza che porta con sé? Viviamo in un tempo in cui tutto tende alla spettacolarizzazione. Ma se questo può aiutare anche solo per un istante - a far avvicinare un giovane alla ricerca, allora ben venga", incalzava lo scienziato. L'importante è che la scienza "resti rigorosa nel metodo e fedele alla verità. Il modo in cui la raccontiamo, invece, deve poter parlare al cuore e alla mente di tutti. Perché la conoscenza, per essere davvero tale, deve essere condivisa".

Termini semplici per la logica del creato

Termini semplici, per attraversare strade complesse, ma importanti, a suo giudizio, per capire il cuore delle cose, la "logica del creato". "Quando uso esempi come il pane e il vino - spiegava - non lo faccio per semplificare banalmente, ma per chiarire un concetto fisico fondamentale che spesso viene frainteso: la massa non coincide con la qualità, né con l'esperienza sensoriale. Dieci chili di pane non sono la stessa cosa di un chilo: occupano più spazio, richiedono più energia per essere prodotti, hanno un peso maggiore. Lo stesso per il vino: dieci litri non equivalgono a un litro. Entra in gioco una grandezza fisica misurabile, oggettiva: la massa.

Ma ora viene il punto decisivo, per il fisico: Pane e vino "hanno sapori, composizioni chimiche, funzioni biologiche completamente diverse. Eppure, dal punto di vista della fisica, possono avere esattamente la stessa massa". La Natura "non ragiona in termini di gusto, utilità o piacere. Ragiona in termini di grandezze fondamentali: massa, energia, carica, spazio e tempo. È su queste grandezze che sono scritte le leggi del mondo". Il fatto che materia diversissima possa obbedire alle stesse leggi, perché ciò che conta, nella Logica del Creato, non è il sapore del pane o del vino, ma la struttura profonda che li rende entrambi parte dello stesso Universo regolato da leggi rigorose".

L'armonia tra ragione e fede

Per il fisico di Erice, credente e nemico giurato dell'astrologia e della superstizione, cause, affermava, di "una Hiroshima culturale", la scienza insegna che dietro ogni fenomeno si cela un ordine, un'armonia rigorosa: "La fede ci ricorda che quell'armonia non è frutto del caso, ma di un Disegno. Quando queste due luci si incontrano – la luce della ragione e quella della fede – nasce la vera conoscenza, quella che ci avvicina al significato più alto dell'esistenza".

Il cammino verso il futuro

Uno sguardo vivace, sotto una scompigliata chioma bianca, e un orizzonte ampio. Lo confermano le parole consegnate a fine 2025 con cui apriva il nuovo anno: "La scienza ci insegna che il tempo non è soltanto ciò che scorre: è la dimensione che rende possibile il cambiamento. Ogni secondo che lasciamo alle nostre spalle porta con sé una domanda nuova, una sfida da affrontare, un frammento di verità da cercare".

E l'umanità, ragionava Antonio Zichichi, avanza proprio così: un passo dopo l'altro, "grazie al coraggio di chi non smette di interrogare il Creato. Che il nuovo anno sia allora un tempo di rigorosa ricerca e di speranza autentica; un tempo in cui la cultura scientifica possa guidare le nostre scelte, illuminare i nostri conflitti, rafforzare il dialogo tra i popoli. Perché, come ho sempre sostenuto, quando trionfa la scienza – quella vera, fondata sul metodo galileiano – trionfa anche la pace. Buon cammino verso il futuro".

Scoperte e invenzioni chiave nella fisica subnucleare

Ecco alcuni esempi delle sue realizzazioni: tra le scoperte si annoverano la produzione in coppia di mesoni pesanti con “stranezza” positiva e negativa (prova decisiva per l’esistenza del numero quantico “stranezza” nell’Universo Subnucleare), l’Energia Effettiva in QCD e l’Antimateria nucleare. Tra le invenzioni spicca la tecnica per costruire Campi Magnetici di alta precisione e di forma polinomiale, anche estremamente complessa, riducendo drasticamente costi e tempi di realizzazione. Inoltre, ha inventato il circuito elettronico per la misura dei tempi di volo con precisione di quindici picosecondi (millesimi di nanosecondo). Tra le idee originali, quella che ha portato alla scoperta della terza colonna nella struttura fondamentale dell’Universo.

Riconoscimenti internazionali e onorificenze

Sulle sue scoperte e invenzioni sono stati pubblicati 9 libri da eminenti scienziati. L’asteroide scoperto nel 1986 porta il suo nome: 3951 Zichichi. Ha scritto 24 libri, ricevuto 105 Premi, 24 Cittadinanze onorarie, 10 Medaglie d’Oro, 9 Lauree honoris causa; è membro di 13 Accademie scientifiche. Ha ricevuto onorificenze in 16 Nazioni: Argentina, Cina, Città del Vaticano, Georgia, Germania, Italia, Kyrgyzstan, Lituania, Malta, Moldova, Polonia, Romania, Russia, Ucraina, UK e USA. 

Meloni, grande scienziato, valorizzeremo la sua eredità

"Oggi ci ha lasciato Antonino Zichichi, un gigante del nostro tempo. Un grande scienziato che ha onorato l'Italia con il suo lavoro e un eccellente divulgatore, che sapeva rendere accessibile ciò che all'apparenza sembrava incomprensibile". Cosi', in un post su X, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Zichichi, prosegue la premier, "ha sempre sostenuto che ragione e fede non sono nemiche, ma alleate. 'Due ali', per usare le parole di San Giovanni Paolo II, 'con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità'. La sua scomparsa ci addolora profondamente e tutto il Governo italiano si stringe alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento di dolore. Ci impegneremo per custodire e valorizzare la preziosa eredita' umana, culturale e scientifica di Zichichi, affinche' possa continuare a generare frutti e ad ispirare nuove generazioni di scienziati".