Il bilancio della repressione delle proteste in Iran

Fonti ufficiali hanno confermato 12 morti, ma gruppi di attivisti parlano di oltre 40 vittime. Almeno mille gli arresti.

Sono almeno 12 le vittime tra i manifestanti dall’inizio venerdì notte delle proteste contro il caro benzina in Iran. Lo confermano fonti ufficiali di Teheran, citate dalla Bbc. Secondo notizie non verificabili diffuse da gruppi di attivisti, il bilancio sarebbe in realtà di oltre 40 morti. A seguito delle proteste ci sono stati oltre mille arresti e diverse vittime tra i dimostranti. Almeno un poliziotto è stato inoltre ucciso. Le forze di sicurezza iraniane hanno disperso oggi nuove proteste contro il caro benzina nella capitale Teheran, sparando lacrimogeni e gas urticanti al peperoncino contro i manifestanti.

L’INTERVENTO DEI PASDARAN

I Pasdaran, le Guardie della rivoluzione, hanno avvisato i manifestanti dicendosi pronti a intervenire con la forza per reprimere le dimostrazioni: «I recenti incidenti sono stati provocati dai malvagi funzionari Usa, oltre che dai criminali Mojaheddin del Popolo (Mko) e dall’ignobile famiglia del deposto scià dell’Iran, Mohammad Reza Pahlavi».

IL GOVERNO ANNUNCIA SUSSIDI PER 60 MILIONI DI PERSONE

Da parte sua, il governo ha cercato di calmare la situazione annunciando sussidi statali per 60 milioni di persone. Lo ha riferito il Ministero del Welfare e del Lavoro di Teheran.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it