
La madre di Stefano Barilli ha detto di essersi rivolta all’operatore telefonico della scheda del telefono del figlio alcuni giorni dopo la sparizione e di aver appreso che è ancora attiva. Intanto la Procura di Lodi ha disposto all'interno dell'autopsia anche il test di Dna per avere la certezza che il cadavere ritrovato nel Po sia proprio quello del 23enne scomparso da Piacenza l’8 febbraio.
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