Accordo chiuso nella notte. Il M5s: «Siamo soddisfatti, ci sarà un nuovo round in parlamento a gennaio». A Conte il mandato di trattare per escludere dalla riforma la ponderazione dei titoli di Stato e qualsiasi riferimento a meccanismi automatici di ristrutturazione del debito.
Accordo chiuso nella notte sul Mes e il governo giallorosso tira un sospiro di sollievo. L’11 dicembre la maggioranza è chiamata ad approvare in parlamento una risoluzione per dare al premier Giuseppe Conte il mandato politico a completare la trattativa in sede europea sulla riforma del fondo salva-Stati. Il M5s aveva minacciato lo strappo, ma il rischio di ripetere quanto accaduto sul dossier Tav all’epoca del governo gialloverde è scongiurato.
«Siamo soddisfatti, nella risoluzione ci sono le modifiche che abbiamo chiesto», hanno detto infatti fonti del M5s, «la logica di pacchetto è confermata e ci sarà un nuovo round in parlamento a gennaio, prima del prossimo Eurogruppo. Ogni decisione verrà presa ascoltando le Camere, non firmeremo nulla al buio».
Ma quali sono le modifiche rivendicate dal M5s? La risoluzione impegna il governo a trattare in Europa per «escludere» dalla riforma del Mes «interventi di carattere restrittivo sulla detenzione di titoli di Stato da parte di banche e istituti finanziari e comunque la ponderazione dei rischi dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale». Si chiede inoltre di «escludere qualsiasi meccanismo che implichi una ristrutturazione automatica del debito pubblico».
Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it
