
A Hull, nel Regno Unito, un impresario di pompe funebri è accusato di aver conservato 35 corpi e di aver truffato decine di famiglie. È chiamato a rispondere a 65 capi d’accusa, tra cui impedimento di tumulazione e furto ai danni di 12 enti di beneficenza. Per alcune famiglie, il dolore è raddoppiato: hanno dovuto organizzare un secondo funerale per garantire ai propri cari un degno riposo.
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