Il ritrovamento di un secondo appunto nel quaderno di casa Sempio ha riportato al centro dell’inchiesta per corruzione l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti. Dopo la nota «Venditti Gip archivia x 20. 30. € euro», che aveva dato origine all’indagine, gli investigatori hanno scoperto un nuovo foglio datato 4 febbraio 2016, ritenuto decisivo per comprendere il presunto meccanismo di corruzione legato al caso del 2017 sull’omicidio di Chiara Poggi. Nel pizzino, scritto da Giuseppe Sempio, compare la frase: «Se archivia l’indagine dovrebbe mettere il nome del soggetto sulla archiviazione». Un’indicazione che, secondo gli inquirenti, si riferirebbe al figlio Andrea, indagato per il delitto di Garlasco. E ancora: «Così non può essere indagato per lo stesso motivo il D-N-A».

La data riportata sul foglio non sarebbe casuale. Il giorno precedente, il 3 febbraio 2016, Venditti e la pm Giulia Pezzino avevano affidato ai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, l’incarico di installare le microspie della società Esitel, l’azienda che da anni gestiva le intercettazioni per conto della procura pavese. All’operazione partecipò anche il maresciallo Antonio Scoppetta, poi condannato nel processo Clean. L’intervento, inizialmente previsto per quella data, venne eseguito solo cinque giorni dopo, l’8 febbraio. Secondo gli investigatori, la coincidenza tra l’appunto e l’avvio delle intercettazioni potrebbe non essere frutto del caso.
Il coinvolgimento del pm Pietro Paolo Mazza
Il nuovo pizzino si inserisce nel più ampio contesto dell’inchiesta Clean 2, che coinvolge anche il pm Pietro Paolo Mazza, oggi in servizio a Milano, accusato di corruzione e peculato. Secondo l’accusa, Mazza avrebbe trattato con la stessa rete di fornitori legata a Esitel e Cr Service, società che fornivano auto e servizi alla procura di Pavia. Proprio Cr Service è al centro delle indagini sulla compravendita di diverse vetture, tra cui un’Audi A5 poi riscattata da Venditti. Per gli inquirenti, il secondo foglio di casa Sempio rappresenta la chiave per comprendere il legame tra il presunto sistema di favori giudiziari e l’archiviazione del caso Poggi, chiusa un mese e mezzo dopo la data dell’appunto.
