Ucraina, raid russo sulla rete energetica: morto un bambino di sette anni

Un nuovo massiccio attacco russo ha colpito nella notte tra giovedì e venerdì la capitale ucraina, lasciando ampie aree di Kyiv senza elettricità e acqua. La città è stata investita da una serie di esplosioni poco dopo le due del mattino, quando la Russia ha lanciato missili e droni contro infrastrutture energetiche e civili. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che almeno nove persone sono rimaste ferite, cinque delle quali ricoverate in ospedale. Un incendio è divampato in un palazzo residenziale dopo che frammenti di droni abbattuti sono caduti in diversi quartieri. Intere zone sulla riva sinistra del fiume Dnipro sono rimaste al buio, mentre i tecnici stanno lavorando per ripristinare la rete elettrica. Secondo il ministero dell’Energia, le forze russe hanno sferrato un «attacco massiccio» alla rete nazionale, simile a quelli che negli ultimi inverni hanno lasciato milioni di persone senza riscaldamento. Anche la regione di Zaporizhzhia è stata colpita: un bambino di sette anni è morto e almeno tre persone sono rimaste ferite. Nella notte del 9 ottobre l’esercito russo aveva colpito invece la regione di Odessa, ferendo cinque persone e lasciando oltre 30.000 residenti senza elettricità. L’attacco ha distrutto due abitazioni, danneggiandone altre quattro, oltre a un edificio amministrativo e a un’infrastruttura portuale. Un incendio ha raso al suolo la casa di una famiglia, che è riuscita a salvarsi.