Nella notte due forti esplosioni hanno distrutto le auto del giornalista Sigfrido Ranucci e di sua figlia, mentre erano parcheggiate davanti alla loro abitazione nella zona di Campo Ascolano, a Pomezia. Le deflagrazioni, avvenute intorno alle 22, hanno provocato un incendio che ha completamente incenerito i veicoli e danneggiato il cancello e parte del giardino di casa. Nessuno è rimasto ferito: la figlia del conduttore di Report era passata da lì circa mezz’ora prima, mentre Ranucci si trovava all’interno dell’abitazione. Sul posto sono intervenuti carabinieri e Digos, che stanno conducendo i rilievi tecnici per chiarire la natura dell’ordigno e verificare eventuali collegamenti con l’attività del giornalista d’inchiesta. Sul caso, fa sapere l’Ansa, indaga l’Antimafia: il pm della Dda Carlo Villani, coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò, procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso in attesa di ricevere le prime informative dalle forze dell’ordine intervenute.

Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L'auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di… pic.twitter.com/KmDycbpgq1
— Report (@reportrai3) October 16, 2025
Ranucci, raggiunto dal Corriere della Sera poco dopo le due di notte, ha raccontato: «Mia figlia è passata davanti alla mia auto pochi minuti prima dell’esplosione, avrebbero potuto ammazzare una persona, avrebbero potuto ammazzare mia figlia. Hanno usato almeno un chilo di esplosivo». Ha aggiunto di essere sotto pressione da tempo: «C’è un clima di isolamento e di delegittimazione nei miei confronti, negli ultimi mesi ho ricevuto varie minacce: mi hanno mandato un proiettile di P38, sono stato pedinato da personaggi identificati dalla mia scorta, sono stato oggetto di dossieraggi anche dall’estero».
