Rottamazione 2026 con rate da 100 euro: ecco le novità 

Il governo è alla ricerca della quadra sulla Rottamazione 2026 e sulla quantificazione delle rate che devono essere versate per pagare i debiti verso il Fisco. Tra le ultime novità in procinto di essere discusse nel Consiglio dei ministri del 17 ottobre 2025, seduta nella quale sarà presentata la legge di Bilancio del prossimo anno, figurano:

  • la rata minima di 100 euro, raddoppiata rispetto alle ipotesi formulate negli ultimi giorni;
  • la prima rata di importo pari al 5 per cento del carico fiscale totale;
  • la tolleranza in caso di rate non pagate. 

Rottamazione 2026, quali sono le novità del 2026?

Rottamazione 2026 con rate da 100 euro: ecco le novità 
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio (Imagoeconomica).

Rispetto alla «quater», c’è più di un’ipotesi di riforma della rottamazione del 2026, la «quinquies», da inserire nella Manovra di fine anno. Le esigenze di riuscire a racimolare quanti più pagamenti possibili delle cartelle visto il parziale fallimento delle precedenti quattro edizioni della rottamazione, sta dettando le condizioni di accesso e di mantenimento del piano di rateizzazione dei debiti verso il Fisco da parte dei contribuenti. L’ultima ipotesi è quella di prevedere una rata minima di 100 euro che detterebbe il ritmo di rientro da parte di chi ha carichi di importo minore, fino a 5 mila euro. In realtà, cartelle di questo importo sono la stragrande maggioranza del magazzino dei debiti fiscali, pari al 93 per cento del numero totale dei contribuenti debitori. 

Quante rate sono previste per i debiti della Rottamazione 2026?

L’ipotesi, pertanto, consentirebbe di pagare una rata minima di 100 euro e di accorciare i tempi di rientro del debito fiscale. Per chi ha cartelle al di sopra della soglia di 5 mila euro il calendario sarebbe più ampio, fino a coprire le 108 mensilità (pari a 9 anni da suddividere in 54 pagamenti bimestrali) che i tecnici del governo hanno ipotizzato fin dal primo momento per distribuire il piano di rateizzazione. Accanto a questa ipotesi, si fa strada anche quella di ripristinare almeno la prima rata di importo pari al 5 per cento del debito totale. In questo modo si escluderebbe chi, nelle passate edizioni, si è fermato subito con i pagamenti ottenendo l’effetto di rimandare pignoramenti e azioni esecutive. 

Esempio di calcolo per la definizione agevolata 2026

Rottamazione 2026 con rate da 100 euro: ecco le novità 
Un ragazzo segue dal sito dell’Agenzia delle Entrate le istruzioni per compilare il modello F24 (Ansafoto).

Considerando le due ipotesi, su un debito fiscale di 3 mila euro, la rata base di 100 euro consentirebbe di pagare la cartella nel giro di 30 mesi, con la prima rata di 150 euro pari al 5 per cento del debito totale. Debiti di importo superiore a 5 mila euro, invece, avrebbero come importo minimo 100 euro o più, a seconda del risultato ottenuto dalla divisione dell’importo della cartella per 108 rate (fermo restante il 5 per cento della prima rata). Infine, l’ultima ipotesi riguarda la tolleranza. Il governo potrebbe alleggerire la rigidità mostrata verso chi decade facilmente dalla rottamazione ammettendo fino a due pagamenti in ritardo effettuati dal contribuente. Nella Rottamazione quater bastava una mensilità non pagata, pagata in ritardo o per un importo insufficiente per perdere il piano di definizione agevolata. Anche se, poi, per tre volte si è concesso di rientrare nel piano pagando gli arretrati.