Bankitalia conferma un incremento del Pil dello 0,6 per cento nel 2025

La Banca d’Italia conferma per quest’anno un incremento del Pil dello 0,6 per cento, riducendo quella relativa al 2026, anch’essa pari allo 0,6 per cento contro le stime più ottimistiche diffuse a giugno. Nel rapporto diffuso, che non include ancora gli effetti della recente Manovra, l’istituto segnala che «nel secondo trimestre il Pil dell’Italia è leggermente sceso, riflettendo il forte calo delle esportazioni». Nei mesi estivi l’economia sarebbe tornata a espandersi, seppure con ritmi contenuti, grazie a un incremento degli investimenti e a un lieve miglioramento dei consumi. L’istituto prevede che la crescita prosegua «a tassi moderati nel prossimo biennio», mentre per il 2027 la stima si attesta allo 0,7 per cento. La revisione al ribasso del 2026 è legata, secondo Bankitalia, «a una più marcata perdita di competitività delle nostre esportazioni», influenzate dall’apprezzamento dell’euro e da dazi statunitensi più elevati.

Inflazione pari all’1,7 per cento nel 2025, 1,5 per cento nel 2026

Per quanto riguarda i prezzi, le nuove proiezioni indicano un’inflazione dei consumi pari all’1,7 per cento nel 2025, all’1,5 per cento nel 2026 e all’1,9 per cento nel 2027, valori lievemente superiori a quelli della precedente stima. L’istituto evidenzia che «nel terzo trimestre l’inflazione si è confermata poco al di sotto del 2 per cento», con un andamento moderato dei prezzi dei beni non energetici e un aumento più marcato nei servizi. I rincari alimentari, spiegano da Via Nazionale, derivano da fattori temporanei che dovrebbero attenuarsi nei prossimi mesi, mentre la crescita dei prezzi alla produzione resta contenuta.